Snake Building, Architettura, Aarschot

Snake Building protagonista della rigenerazione urbana nel masterplan De Torens

Snake Building è uno dei progetti più significativi all’interno del processo di trasformazione urbana del masterplan De Torens, l’ex area industriale nel cuore di Aarschot che sta vivendo una nuova fase di sviluppo. Il progetto nasce dalla collaborazione con a2o Architekten, studio di Hasselt incaricato dal committente di coordinare la rigenerazione complessiva dell’area, oggi destinata a diventare un quartiere misto composto da residenze, attività commerciali e spazi pubblici.

L’intervento prende forma attraverso una serie di workshop collettivi organizzati ad Hasselt, durante i quali i diversi lotti vengono assegnati agli studi coinvolti nel progetto: a2o Architekten, C+S ARCHITECTS, De Vylder Vinck e DRDH. In questo contesto, Snake Building rappresenta una riflessione innovativa sul rapporto tra architettura, città e comunità.

Il ruolo di C+S ARCHITECTS nel progetto Snake Building

A sviluppare il lotto situato al margine della città storica è stato C+S ARCHITECTS, studio di architettura con sedi a Treviso e Londra. L’area assegnata occupa una posizione strategica, all’ingresso del nuovo quartiere e in continuità con il tessuto urbano esistente.

Partendo dalla volontà di rafforzare il dialogo tra la città storica e la nuova espansione urbana, i progettisti hanno scelto di intervenire sui volumi originariamente previsti dal masterplan. L’obiettivo era creare una connessione più fluida con la Leuvenstraat, considerata la spina dorsale della città.

La proposta architettonica si distingue per una profonda reinterpretazione del lotto. Dove il programma iniziale prevedeva un blocco compatto e massiccio, il progetto introduce invece un processo di sottrazione e alleggerimento. Il volume viene arretrato per ampliare lo spazio pubblico, favorire la percezione della piazza e migliorare l’esperienza urbana.

Un edificio che restituisce spazio alla città

L’approccio progettuale adottato per Snake Building mette al centro la qualità dello spazio collettivo. L’edificio lascia maggiore respiro alla piazza, consente a un albero di attraversare il parcheggio interrato e riapre la vista verso l’Old Orleans Tower situata sulla collina.

Queste scelte non rappresentano semplicemente soluzioni estetiche, ma contribuiscono a migliorare la vivibilità dell’intero quartiere. Anche i flussi pedonali vengono ottimizzati, rendendo più agevole l’attraversamento dell’area e rafforzando il legame tra le diverse funzioni urbane.

Dal punto di vista architettonico, l’edificio si presenta inizialmente come un monolite in mattoni. Osservandolo più attentamente, però, emerge una composizione più complessa. Le terrazze scavano la copertura e modellano il volume, richiamando la caratteristica “danza dei tetti” tipica delle città fiamminghe. Il risultato è un’architettura che sembra essere stata plasmata dal cielo, dalla luce e dalla vita quotidiana.

La visione di Maria Alessandra Segantini: lo spazio pubblico come bene comune

Alla base del progetto vi è una riflessione più ampia sul valore dello spazio pubblico contemporaneo. Come spiegato da Maria Alessandra Segantini, direttore creativo di C+S ARCHITECTS, l’ispirazione nasce dalla tradizione delle città fiamminghe medievali, dove esistevano spazi condivisi destinati alle attività collettive e alla vita della comunità.

Secondo questa visione, in un’Europa caratterizzata da una progressiva riduzione degli spazi abitativi privati, lo spazio pubblico assume un ruolo sempre più centrale. Diventa il luogo in cui la comunità si riconosce, si incontra e costruisce relazioni.

Da Porto a Praga, da Bath a Gand fino a Firenze, la piazza continua a rappresentare uno dei simboli più forti della vita urbana. Un luogo resistente nel tempo ma capace di accogliere gli eventi quotidiani, gli scambi sociali e le attività che definiscono l’identità di una città.

L’architettura, in questa prospettiva, non è soltanto costruzione ma anche strumento per creare relazioni e favorire nuove forme di abitare condiviso.

Materiali tradizionali e identità locale

Uno degli aspetti distintivi del progetto riguarda l’utilizzo del mattone come materiale principale. La scelta nasce dalla volontà di lavorare con artigiani locali e valorizzare un sapere costruttivo che in Belgio continua a rappresentare una componente fondamentale della cultura architettonica.

L’impiego del mattone non risponde a una tendenza estetica del momento, ma a una precisa scelta progettuale. Si tratta di un materiale durevole, profondamente legato al contesto e capace di dialogare con il patrimonio costruito della città.

In un luogo come Aarschot, caratterizzato da facciate stratificate nel tempo e da una forte identità civica, l’utilizzo di materiali tradizionali assume un significato contemporaneo. Non si tratta di riprodurre il passato, ma di reinterpretarlo attraverso nuove forme e nuove funzioni.

Snake Building come modello di architettura urbana contemporanea

Snake Building rappresenta un esempio di come la rigenerazione urbana possa andare oltre la semplice trasformazione fisica degli spazi. Il progetto ridefinisce il rapporto tra edificio e città, restituendo centralità allo spazio pubblico e promuovendo una visione dell’architettura orientata alla comunità.