Favorire il ripristino degli ecosistemi nei fiumi dopo le devastazioni dello scorso autunno. Questo lo scopo del nuovo bando varato da Palazzo Balbi a favore del settore della pesca sportiva. Sale a 900 mila euro il contributo messo a bando quest’anno dalla Regione Veneto per le associazioni amatoriali dei pescatori sportivi in Veneto: i fondi regionali andranno a premiare progetti e attività di valorizzazione e presidio dei corsi d’acqua, e, in particolare, di monitoraggio dei danni subiti del patrimonio ittico autoctono nei fiumi e nei laghi montani e pedemontani e anche negli specchi d’acqua lagunare, a seguito della tempesta Vaia dell’autunno scorso.

“Il bando, pubblicato sul Bur odierno – fa sapere l’assessore alla pesca – declina gli obiettivi indicati per il 2019 al mondo della pesca amatoriale: verranno finanziati interventi di valorizzazione dell’associazionismo (dai convegni ai corsi di formazione, alla produzione di materiale informativo), progetti di gestione e controllo delle diverse specie ittiche presenti nelle acque interne del Veneto e interventi per lo sviluppo del patrimonio ittico autoctono, come la realizzazione di centri di riproduzione e la rimessa in funzione di percorsi di risalita per i pesci lungo i corsi d’acqua interessati da dighe o sbarramenti artificiali. In particolare quest’anno una quota consistente dei contributi messi a bando (380 mila euro, pari al 42 per cento) sarà dedicata a interventi di controllo e preservazione della fauna ittica, con particolare riferimento ai danni causati dalle calamità naturali, nonché all’impatto degli uccelli ittiofagi, come i cormorani”.

Consideriamo i sodalizi della pesca sportiva e ricreativa i migliori alleati nella tutela dell’ecosistema – sottolinea l’assessore regionale – perciò ci avvaliamo dell’esperienza degli oltre 30 mila pescatori amatoriali e della loro conoscenza delle acque interne per riuscire a monitorare nel dettaglio quali sono stati gli effetti sui bacini di pesca dalle piene dei fiumi e degli invasi causato dalle calamità naturali di fine 2018. Gli esiti del monitoraggio saranno fondamentali per avviare le procedure di ristoro, a valere sui fondi nazionali della Protezione civile per il ripristino delle aree devastate dal maltempo”.