Le Liste d’attesa rappresentano la priorità assoluta del nuovo direttore generale dell’Ulss 2 Marca trevigiana, Giancarlo Bizzarri, che ha inaugurato il proprio mandato presiedendo la riunione della Task Force aziendale dedicata al monitoraggio e all’abbattimento dei tempi di accesso alle prestazioni sanitarie.
Il primo atto ufficiale non ha avuto valore simbolico. Al contrario, ha segnato una direzione chiara: garantire ai cittadini tempi certi e in linea con gli standard fissati dalla Regione Veneto e dalle normative nazionali. La tempestività delle cure, infatti, misura la qualità percepita del servizio sanitario e la sua efficienza organizzativa.
Ogni settimana la Task Force riunisce la direzione strategica, i direttori dei presidi ospedalieri e dei distretti, i responsabili delle unità amministrative, i tecnici del monitoraggio flussi, i CUP manager e gli ingegneri gestionali. Questo tavolo tecnico costituisce il cuore operativo della strategia aziendale.
Liste d’attesa e monitoraggio costante: la strategia operativa
Il nuovo direttore ha ribadito un principio chiave: il paziente deve restare al centro di ogni processo. Per questo motivo l’azienda sanitaria punta su un lavoro sistematico che coinvolge offerta, domanda e organizzazione interna. Non si tratta di interventi straordinari, ma di un metodo strutturato.
Negli ultimi anni il Veneto ha ottenuto risultati rilevanti sul fronte dei tempi di accesso alle cure. Inoltre, l’Ulss 2 ha smaltito numerose prestazioni in pre-appuntamento e ha rispettato le tempistiche indicate dai medici prescrittori. I numeri parlano chiaro: circa 10mila prestazioni al giorno e quasi 3 milioni l’anno.
Tuttavia, il percorso non si ferma qui. Il monitoraggio dei dati assume un ruolo decisivo. Attraverso cruscotti aggiornati in tempo reale, la direzione può verificare eventuali scostamenti e intervenire tempestivamente. Di conseguenza, ogni criticità viene affrontata prima che si trasformi in un disservizio per l’utenza.
Appropriatezza, equità e integrazione contro le Liste d’attesa
Ridurre le Liste d’attesa non significa soltanto aumentare l’offerta. Serve anche una domanda più consapevole. L’appropriatezza prescrittiva diventa quindi uno strumento essenziale. Ogni richiesta di prestazione deve rispondere a un reale bisogno di salute, evitando sovraccarichi inutili del sistema.
Parallelamente, l’azienda garantisce equità di accesso su tutto il territorio della Marca trevigiana. I cittadini devono poter contare sugli stessi standard, indipendentemente dal distretto di riferimento. Questo obiettivo rafforza la coesione territoriale e migliora la percezione del servizio sanitario.
Un altro pilastro riguarda l’integrazione tra ospedale e territorio. Il nuovo Sistema Informativo Ospedaliero (SIO) e il potenziamento del Fascicolo Sanitario Elettronico consentiranno una gestione unitaria del paziente. In questo modo i professionisti sanitari potranno condividere informazioni e ridurre duplicazioni o ritardi.
Modello Lean e semplificazione dei processi
La direzione punta anche su un modello organizzativo “Lean”. L’obiettivo consiste nel mappare i processi amministrativi e sanitari per eliminare i cosiddetti colli di bottiglia. La prenotazione non deve trasformarsi in un percorso a ostacoli, ma in un passaggio semplice e lineare.
Inoltre, la semplificazione delle procedure consente di liberare risorse e tempo. Questo approccio favorisce una gestione più efficiente delle agende e migliora l’esperienza del cittadino. Ogni intervento mira a rendere più fluido l’iter, dalla richiesta iniziale fino alla conclusione del percorso di cura.
Presa in carico totale e territorio: la risposta alle Liste d’attesa
La strategia non si limita alla prima visita. L’azienda intende garantire una presa in carico completa del paziente lungo tutto l’iter terapeutico. Questo cambio di prospettiva riduce frammentazioni e accelera i passaggi tra un livello assistenziale e l’altro.
Sul territorio, l’avvio delle Case della Comunità e l’impiego della telemedicina rappresentano leve decisive. Questi strumenti rafforzano l’assistenza ai pazienti cronici e alleggeriscono la pressione sugli ospedali. Di conseguenza, il sistema può distribuire meglio le risorse disponibili.














