Mestre torna al centro dell’attività della Polizia di Stato di Venezia dopo due distinti interventi che hanno portato altrettante persone nel carcere di Padova. Nel primo caso, gli agenti hanno rintracciato un 40enne di nazionalità straniera, già sottoposto all’obbligo di firma. L’uomo avrebbe derubato una donna del portafogli mentre percorreva in bicicletta Corso del Popolo. Il secondo episodio riguarda invece un trentenne veneziano che beneficiava dell’affidamento in prova ai servizi sociali.
Mestre, donna derubata del portafogli in Corso del Popolo
Secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato, il primo episodio si è verificato nei giorni scorsi in Corso del Popolo. Un uomo in sella alla propria bicicletta avrebbe sottratto il portafogli a una donna.
Il personale del Commissariato di Mestre ha individuato in breve tempo il presunto responsabile. Si tratta di un cittadino straniero di 40 anni, già gravato da numerosi precedenti di polizia per rapina, furto e porto abusivo di armi.
Inoltre, soltanto alcune settimane prima, l’uomo era stato arrestato per resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale. Successivamente era stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di firma proprio presso lo stesso Commissariato.
Si presenta per l’obbligo di firma e trova gli agenti
La svolta è arrivata il giorno successivo. Come previsto dalla misura cautelare, infatti, il 40enne si è presentato al Commissariato per effettuare la consueta firma.
Ad attenderlo, però, c’erano gli agenti. Su disposizione del G.I.P., la precedente misura cautelare è stata aggravata. Di conseguenza, i poliziotti hanno accompagnato l’uomo nel carcere di Padova.
Il provvedimento arriva dopo il nuovo episodio contestato avvenuto in Corso del Popolo. L’uomo, dunque, è passato dall’obbligo di firma alla detenzione in carcere.
Va comunque precisato che il procedimento penale non risulta concluso. Pertanto, la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata definitivamente attraverso una sentenza irrevocabile.
Mestre, un secondo uomo accompagnato nel carcere di Padova
Un secondo intervento della Polizia di Stato si è concluso con un accompagnamento in carcere. Lunedì 10 agosto, il personale del Commissariato ha rintracciato un trentenne veneziano con numerosi precedenti di polizia per furti, rapine e spaccio di sostanze stupefacenti.
L’uomo stava scontando una condanna per furto aggravato e beneficiava dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Si tratta di una misura alternativa alla detenzione prevista per pene inferiori ai tre anni.
Tuttavia, il trentenne avrebbe violato le prescrizioni collegate alla misura. Le Volanti della Questura lo hanno infatti colto in flagrante mentre sarebbe stato alla guida di un’automobile senza aver mai conseguito la patente.
Revocato l’affidamento in prova ai servizi sociali
A seguito dell’episodio, il Magistrato di Sorveglianza ha revocato il beneficio dell’affidamento in prova. Ha quindi disposto l’accompagnamento dell’uomo in carcere.
Anche in questo caso, il personale del Commissariato di Mestre ha dato esecuzione al provvedimento, conducendo il trentenne nel carcere di Padova.
Sono quindi due gli interventi che, nel giro di pochi giorni, hanno impegnato gli agenti nella città veneziana. Nel primo caso il provvedimento ha riguardato l’aggravamento di una misura cautelare. Nel secondo, invece, il Magistrato di Sorveglianza ha revocato una misura alternativa alla detenzione.
L’attività della Polizia di Stato a Mestre si è così conclusa con l’accompagnamento in carcere di entrambi gli uomini, sulla base dei rispettivi provvedimenti disposti dall’autorità giudiziaria.
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