Minacce alla compagna e una serie di condotte intrusive, moleste e talvolta violente avrebbero segnato per mesi la vita di una donna a Mestre. Nella serata del 9 agosto i Carabinieri della locale Compagnia hanno eseguito una misura cautelare nei confronti di un 46enne straniero. L’uomo è presunto responsabile di minaccia aggravata e porto ingiustificato di armi o oggetti atti ad offendere.
Il provvedimento, emesso dal GIP presso il Tribunale di Venezia, prevede il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Disposta inoltre l’applicazione del braccialetto elettronico. I Carabinieri hanno eseguito la misura su delega della Procura della Repubblica di Venezia.
Minacce alla compagna, l’indagine partita dalla querela della donna
L’attività investigativa è iniziata dopo la querela presentata dalla parte offesa nel maggio scorso alla Compagnia Carabinieri di Mestre.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alla base dei comportamenti contestati al 46enne ci sarebbe stata una morbosa gelosia. L’uomo avrebbe messo in atto una molteplicità di condotte intrusive, moleste e minacciose nei confronti della compagna.
In alcune occasioni i comportamenti sarebbero diventati anche violenti. La situazione avrebbe provocato nella vittima angoscia, paura e preoccupazione, arrivando ad alterarne le normali abitudini di vita.
Gli elementi raccolti dai Carabinieri di Mestre hanno permesso di ricostruire una vicenda che, secondo gli accertamenti, sarebbe iniziata nel gennaio 2026.
Sputi in faccia e minacce di morte
Tra gli episodi ricostruiti emergono comportamenti particolarmente pesanti nei confronti della donna. Il 46enne avrebbe cercato in più occasioni di sminuire la compagna e di manifestarle il proprio disprezzo.
Secondo gli elementi investigativi, l’uomo le avrebbe anche sputato in faccia. Inoltre, avrebbe rivolto alla donna delle minacce di morte.
Le condotte contestate non si sarebbero limitate agli insulti e alle intimidazioni verbali. In una circostanza, infatti, la situazione avrebbe assunto caratteristiche ancora più preoccupanti.
Minacce alla compagna, il cacciavite brandito vicino al volto
Il 46enne avrebbe minacciato di sfregiare il viso della compagna mentre brandiva un cacciavite a poca distanza dal suo volto.
L’episodio rientra nel quadro ricostruito durante la delicata attività d’indagine condotta dai Carabinieri di Mestre. Gli investigatori hanno raccolto elementi che avrebbero consentito di documentare le condotte contestate all’uomo da gennaio 2026 fino al momento dell’esecuzione della misura.
Proprio il quadro emerso dagli accertamenti ha portato l’Autorità Giudiziaria a intervenire con un provvedimento cautelare. L’obiettivo è impedire la reiterazione delle condotte nei confronti della donna.
Divieto di avvicinamento e braccialetto elettronico
Il GIP presso il Tribunale di Venezia ha quindi disposto il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e l’applicazione del braccialetto elettronico.
I militari della Compagnia Carabinieri di Mestre hanno dato esecuzione alla misura nella serata del 9 agosto. Il provvedimento rappresenta l’epilogo dell’attività investigativa iniziata con la querela presentata dalla donna nel mese di maggio.
L’uomo risulta indagato per minaccia aggravata e porto ingiustificato di armi o oggetti atti ad offendere. Le responsabilità dovranno essere accertate nel corso del procedimento.
Minacce alla compagna, la misura per evitare nuovi episodi
Gli elementi investigativi raccolti hanno permesso ai Carabinieri di ricostruire le condotte attribuite al 46enne nell’arco di diversi mesi. Un periodo durante il quale la vittima avrebbe vissuto stati di angoscia, paura e preoccupazione tali da modificare le proprie abitudini.
Dagli sputi alle minacce di morte, fino al cacciavite che sarebbe stato brandito vicino al volto della donna: sono gli episodi che compongono il quadro al vaglio dell’Autorità Giudiziaria.
Il caso delle minacce alla compagna a Mestre ha portato quindi all’applicazione del divieto di avvicinamento e del braccialetto elettronico. Misure disposte con l’obiettivo di tutelare la persona offesa ed evitare il ripetersi delle condotte contestate.
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