Manutenzione e messa in sicurezza del Parco della Storga

Proseguono i lavori di Provincia, Veneto Agricoltura e Università di Padova

 

Manutenzione e messa in sicurezza del Parco della Storga: nell’ambito dell’accordo siglato tra Provincia di Treviso, Università di Padova e Veneto Agricoltura per tutelare e riqualificare il patrimonio floro-faunistico del Bosco, stanno proseguendo le opere di manutenzione ordinaria per ripulire e proteggere la vegetazione e le specie animali che popolano l’area, in un’ottica di sicurezza anche per le cittadine e i cittadini che la frequentano. Sempre contestualmente alla convenzione, per la manutenzione regolare del Parco della Storga la Provincia di Treviso stanzia a favore di Veneto Agricoltura 30.000 euro ogni anno.

Per rispettare e preservare le caratteristiche boschive del Parco, che si estende per un’area di 67 ettari tra i Comuni di Treviso e Carbonera, garantendo la regolare manutenzione del verde per consentire alla cittadinanza la fruibilità dell’area in totale sicurezza, la Provincia ha firmato gli anni scorsi un accordo condiviso con il Dipartimento TESAF (Territorio e Sistemi Agro-Forestali) dell’Università di Padova proprio per svolgere ricerche e censimento di tutte le specie vegetali e faunistiche che vivono nel Bosco e poter adeguare le opere di tutela e messa in sicurezza nel rispetto delle necessità di ciascuna specie e delle peculiarità naturali della zona.

Il risultato delle ricerche condotte è stato presentato il 26 ottobre scorso al Sant’Artemio, in un incontro tecnico che ha coinvolto Provincia, Comune di Treviso e Università di Padova: l’analisi ha permesso di censire in modo puntuale le specie arboree, ittiche e faunistiche del Parco dello Storga, tra cui 100.000 alberi e arbusti, 216 le specie di piante spontanee e naturalizzate totali, 34 le specie di uccelli rilevate, 281 specie complessive di pesci e 25 specie di libellule, individuate anche con il supporto e le segnalazioni della cittadinanza.

In questi giorni stanno proseguendo i lavori ordinari, con attrezzature specifiche per non disturbare gli animali, di sgombero dei rovi nelle zone a rischio con trinciatura per agevolare la crescita dell’erba, la circoscrizione delle aree da lasciare “a rovo” per le caratteristiche naturali, ripulitura delle acquette, pulizia dei sentieri e messa in sicurezza delle passerelle in legno ormai relitte e danneggiate.