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Patologie aortiche, quattordici interventi salvavita in appena tre settimane hanno impegnato il Ca’ Foncello di Treviso. Le équipe di Chirurgia vascolare e Radiologia interventistica, con il supporto dell’Anestesia e Rianimazione, hanno affrontato una concentrazione eccezionale di casi complessi. Si tratta di condizioni tra le più rischiose in chirurgia, gestite attraverso un’organizzazione capace di intervenire rapidamente sulle emergenze.

Patologie aortiche: 14 interventi salvavita in tre settimane

Il dato che colpisce non riguarda tanto le singole procedure, che rientrano nella normale attività della struttura, quanto la loro straordinaria concentrazione temporale. In tre settimane, infatti, sono stati eseguiti 14 interventi urgenti per patologie dell’aorta.

Nel dettaglio, le équipe hanno trattato tre casi di aneurisma toracoaddominale, un aneurisma toracico e addominale contestuali, un aneurisma pararenale e nove aneurismi sottorenali. Una sequenza di urgenze che ha richiesto una risposta coordinata tra diverse professionalità.

L’attività ordinaria della struttura comprende circa 120 interventi all’anno per queste problematiche. Per questo motivo, la concentrazione di 14 procedure in sole tre settimane rappresenta l’elemento di maggiore rilievo dell’attività svolta al Ca’ Foncello.

Patologie aortiche e neuromonitoraggio: una tecnologia decisiva

Nei casi più gravi, un ruolo fondamentale lo ha avuto il neuromonitoraggio intraoperatorio con potenziali evocati. Si tratta di una tecnica avanzata, solitamente utilizzata nella chirurgia programmata, che consente di verificare in tempo reale l’integrità funzionale del sistema nervoso durante l’intervento.

Il monitoraggio permette di individuare tempestivamente eventuali segnali di sofferenza midollare. L’équipe può così adottare immediatamente le misure correttive necessarie e ridurre il rischio di gravi complicanze neurologiche, tra cui la paraplegia.

La possibilità di utilizzare questa tecnologia anche nelle situazioni più complesse rafforza quindi la capacità di gestione delle emergenze chirurgiche. Il risultato dipende, tuttavia, anche dal coordinamento tra le diverse équipe coinvolte.

Ca’ Foncello, numeri record per l’attività chirurgica

Il quadro delle urgenze si inserisce in un’attività chirurgica complessiva particolarmente intensa. Nel 2025 al Ca’ Foncello sono stati effettuati 35 mila interventi chirurgici. Di questi, oltre la metà, precisamente 17.691, ha avuto carattere urgente.

Considerando i giorni lavorativi, il dato corrisponde a 138 interventi al giorno. Numeri che mostrano la complessità della macchina organizzativa necessaria per garantire contemporaneamente l’attività programmata e la risposta alle emergenze.

In questo scenario assume un peso rilevante anche il lavoro della Direzione medica. La programmazione deve infatti mantenere un’organizzazione estremamente strutturata, capace di assorbire improvvise concentrazioni di casi senza interrompere l’attività ordinaria.

Patologie aortiche, una rete multidisciplinare

Al Ca’ Foncello il trattamento delle patologie aortiche complesse, sia acute sia croniche, nasce dalla collaborazione tra diverse specialità. La Chirurgia vascolare gestisce i tratti addominali e quelli vicini ai reni, mentre la Cardiochirurgia, diretta dal dottor Giuseppe Minniti, interviene sull’arco aortico e sulla porzione toracica.

La Radiologia interventistica svolge inoltre un ruolo centrale nella diagnosi, nei controlli nel tempo e nella scelta della strategia terapeutica. Il percorso può prevedere interventi chirurgici tradizionali a cielo aperto oppure tecniche endovascolari mininvasive.

Lo staff dedicato alla Radiologia interventistica è stato progressivamente rafforzato e oggi conta sei medici radiologi quasi esclusivamente dedicati a questa attività. A turno, tutti i giorni e a tutte le ore, garantiscono la copertura delle urgenze vascolari che richiedono procedure interventistiche.

Da oltre vent’anni il Ca’ Foncello assicura inoltre la copertura diretta e l’assistenza ai territori delle province di Treviso e Belluno. In caso di necessità, la struttura accoglie anche pazienti provenienti da altre aree.

Negli ultimi due anni, l’attività è diventata ancora più sicura, rapida e organizzata grazie all’attivazione di due sale operatorie ibride di ultima generazione. Le strutture, collocate nel blocco operatorio della Cittadella, dispongono dei più elevati standard tecnologici disponibili.

Il direttore generale: «Grande lavoro di squadra»

A sottolineare il valore dell’organizzazione è stato il direttore generale dell’Ulss 2, che ha evidenziato come l’aspetto più significativo non sia soltanto la professionalità degli operatori, ma soprattutto il lavoro di squadra.

Affrontare una concentrazione così elevata di urgenze, in aggiunta alla normale attività operatoria, richiede infatti una perfetta sinergia tra tutto il personale coinvolto. Chirurghi vascolari, radiologi interventisti, anestesisti, rianimatori e infermieri devono poter agire come una rete coordinata.

La possibilità di gestire le emergenze senza trasferire i pazienti consente inoltre di guadagnare tempo prezioso. In situazioni non differibili, questo coordinamento può tradursi in ore decisive per la salvaguardia della vita dei pazienti.

Patologie aortiche, il plauso del Governatore del Veneto

Anche il Governatore del Veneto, Alberto Stefani, ha espresso il proprio plauso per l’attività svolta dalle équipe trevigiane. In una nota ha definito straordinario il “tour de force” sostenuto in pochi giorni dalla Chirurgia vascolare e dalla Radiologia interventistica, con il supporto dell’Anestesia e Rianimazione.

Stefani ha indicato nell’attività delle unità dirette dai primari Galeazzi, Morana, Zanatta e Minniti la conferma di un elevato livello di competenza e di una forte collaborazione multidisciplinare.

Il Governatore ha inoltre sottolineato come la capacità di rispondere in tempi rapidi a numerose urgenze complesse rappresenti un elemento di valore per il sistema sanitario regionale. A tutti i pazienti ha rivolto infine l’augurio di un positivo decorso postoperatorio.

La sequenza di 14 interventi in tre settimane mostra dunque la pressione organizzativa affrontata dal Ca’ Foncello. Le patologie aortiche hanno richiesto una risposta immediata, costruita sulla collaborazione tra specialità, tecnologia avanzata e una rete capace di gestire l’emergenza direttamente a Treviso.