Polemica Gazzola-Conte: “Il Comune di Treviso non ha perso nulla”

Polemica Gazzola-Conte: “Il Comune di Treviso non ha perso nulla”

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“E’ evidente che il candidato sindaco della Lega Nord non sa neppure leggere le sentenze. Il Comune di Treviso mai avrebbe potuto incassare i 5 milioni di cui parla, anzi, si sarebbero spesi inutilmente soldi pubblici incaricando un legale perché facesse ricorso contro lo Stato”.

Questa la replica dell’assessore al bilancio Alessandra Gazzola in merito a quanto dichiarato questa mattina dal candidato sindaco della Lega Nord Mario Conte. “Aggiungo: i soldi che quei comuni chiedono non li vedranno mai. Si tratta di una vittoria di Pirro – sottolinea l’assessore - Lo strumento della battaglia giudiziaria non è la soluzione al problema e non porterà ad alcun maggiore incasso per i comuni ricorrenti e ad alcun maggiore esborso per tutti gli altri."

"Il fatto – aggiunge – che su 7.955 comuni italiani solo 44 abbiamo ricorso e tra di essi nessuna città capoluogo dimostra che si tratta di una battaglia strumentale. La strada corretta – prosegue - era quella già perseguita anche dal sindaco Manildo già nel 2014 che insieme ad altri suoi colleghi, si era rivolto al governatore Zaia perché si facesse portavoce con il Governo della richiesta di rivedere questo meccanismo, modificando la legge che lo istituiva, perché iniqua e troppo gravosa per alcuni comuni. In effetti nel 2015 la norma è stata parzialmente modificata e si è aumentata la percentuale del fondo che viene ridistribuita sulla base dei costi standard, anziché dei costi storici, per agevolare maggiormente i comuni più virtuosi a discapito di quelli meno virtuosi. Ora dopo quasi tre anni arriva la sentenza che dichiara che la norma generale non ha alcun profilo di incostituzionalità, unica speranza per ottenere una seria modifica della norma, ma riconosce a questi 44 comuni la possibilità di ricevere quanto non ottenuto nell'anno 2015. Il tutto a discapito degli altri 7.910 Comuni italiani che, ovviamente a quel punto faranno ricorso. E’ evidente – chiude - il tentativo di ingannare i cittadini dando una lettura semplicistica e strumentale di una questione tecnicamente complessa, mistificandone il contenuto”.

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