Ponte della Priula. Tutto pronto per deviare il traffico dal vecchio ponte

Ponte della Priula. Tutto pronto per deviare il traffico dal vecchio ponte

- in Le ultime, Treviso
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Dopo  il collaudo con i camion, la passerella Bailey è stata ieri visionata dal presidente della Regione Luca Zaia, dall’assessore regionale Elisa De Berti, dall’amministratore delegato di Anas Gianni Vittorio Armani, dal presidente della Provincia di Treviso Stefano Marcon, che hanno percorso il nuovo tracciato alternativo con il sindaco di Nervesa della Battaglia Fabio Vettori e il sindaco di Susegana, Vincenza Scarpa. E' ufficiale: da domani mattina alle ore 10 il traffico dal vecchio ponte sul Piave verrà deviato verso la passerella. Sono quasi 30 mila al giorno gli automobilisti che devieranno verso la passerella, allungando il percorso di neppure mezzo chilometro.

Il manufatto sarà rimesso in sicurezza entro gennaio 2019.

«Come potete constatare – hanno ammesso Zaia e Armani – il ponte è sicuro, checchè ne dica qualche gufo».

Sia Zaia che Armani hanno assicurato che il giorno dopo la riapertura del ponte, la passerella sarà smontata e i sassi ritorneranno al loro posto. «Il restauro del ponte che, non dimentichiamolo, è un monumento nazionale – ha precisato Zaia – ha non solo un valore strategico infrastrutturale, ma anche simbolico, nel momento in cui si celebra il Centenario della Grande Guerra. L’apertura del ponte provvisorio Bailey ne è un corollario indispensabile e significativo, perché segna anche il punto di non ritorno verso la concretizzazione dell’intervento, i cui lavori vanno avviati e conclusi con la massima rapidità».

Il presidente della Regione Veneto e l’amministratore delegato di Anas hanno quindi garantito che non resterà nessun impatto ambientale, perché saranno ripristinati nelle originarie condizioni il greto e gli argini del fiume. La costruzione dell’opera ha richiesto ben 90 giorni di lavoro.

Il vecchio ponte risale ai primi del Novecento ed è lungo circa 430 metri ed è composto da 20 arcate sostenute da 21 pile che suddividono l’opera in 20 campate. Un'attenta campagna di indagini, svolta nel corso degli anni scorsi, dopo che le prime criticità erano emerse a inizio Anni Duemila, ha reso nota la necessità di intervenire sulla struttura che è interessata dell’erosione naturale dell’alveo del fiume.

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