
Il sabato che precede la terza domenica di luglio (non è sempre il terzo sabato del mese) viene aperto un lungo ponte votivo fatto tutto di barche, allestito sul canale della Giudecca. collegando così l’isola con le Zattere, all’altezza della chiesa dello Spirito Santo, e consentendo di raggiungere a piedi la chiesa del Redentore.
A inaugurare i festeggiamenti 2015 sarà, come sempre, la benedizione del Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, cerimonia che avrà luogo alle 19 di sabato 18 luglio sulle gradinate del Redentore nel momento dell’apertura del ponte. Subito dopo la folla comincerà la sua processione verso la Giudecca, ci sarà anche la prima celebrazione eucaristica, quella serale, alla quale seguiranno quella notturna e quella della domenica mattina, in programma per le ore 10.

Infine il pomeriggio di domenica 19, l’atteso appuntamento per le tre regate competitive di imbarcazioni tipiche veneziane, l’ultima con i campioni del remo e i loro gondolini, che attraggono a loro volta un pubblico vasto e proveniente da tutto il mondo e hanno anche, da diverso tempo, la copertura in diretta televisiva da parte della Rai.
Gigi Fincato
Una festa per tutti, anche in Terraferma
Questa festa del Redentore sarà anche la prima edizione vissuta da primo cittadino per Luigi Brugnaro. Per far vivere a tutti la festa, il neo sindaco di Venezia ha pensato un Redentore “diffuso” con fuochi d’artificio non solo in bacino San Marco ma anche in altre parti del territorio, soprattutto in terraferma: a San Giuliano, Malcontenta, Favaro, alla Gazzera e a Pellestrina. Costo dell’operazione circa 20mila euro in più rispetto agli 80mila previsti per la Notte Famosissima.
La preziosa basilica del Palladio
alle radici della tradizione

La sua storia inizia nell’estate del 1575, quando scoppia una terribile epidemia di peste, che in due anni provocherà 50mila morti, quasi un veneziano su tre. Nel settembre del 1576, quando il male sembra invincibile dagli sforzi umani, il Senato della Serenissima chiede l’aiuto divino, facendo voto di realizzare una nuova chiesa intitolata al Redentore. Scegliendo rapidamente fra diverse opzioni circa forma, localizzazione e progettista cui affidare la costruzione, nel maggio del 1577 si pone la prima pietra del progetto di Andrea Palladio, che dal 1570 era il proto della Serenissima, cioè l’architetto capo della Repubblica Veneta. Il 20 luglio successivo si festeggia la fine della peste, con una processione che raggiunge la chiesa attraverso un ponte di barche, dando così inizio alla tradizione.

L’interno è a navata unica, con cappelle laterali imponenti e decorate. Grande importanza ha la luce, come in tutte le opere palladiane, vera protagonista dell’interno, che valorizza volumi e decorazioni. L’edificio ha una pianta rettangolare, con una grande cupola centrale, mentre la facciata in marmo bianco è uno dei più significativi esempi dell’ispirazione classica che rese famoso Palladio.
Infine una curiosità poco nota: il duomo dei santi Pietro e Paolo di Villafranca Veronese è una copia pressoché identica della chiesa veneziana del Redentore.
Gigi Fincato
Foto Credit:
– Chiesa del Redentore di Didier Descouens – Opera propria. Con licenza CC BY-SA 4.0 tramite Wikimedia Commons
– Ufficio Stampa Patriarcato di Venezia















