Fior in vendita con asta senza incanto: attività regolare
Il ristorante Fior finisce all’asta, ma il celebre locale continua regolarmente la propria attività. La notizia riguarda uno dei nomi più conosciuti della ristorazione del territorio, da decenni punto di riferimento non solo a livello trevigiano ma anche regionale. Rino Fior sarà proposto attraverso una procedura con modalità “senza incanto”, con possibilità di partecipazione anche telematica.
L’offerta minima richiesta supera di poco il milione di euro. Non si tratta però della sola cessione del ristorante: il bando comprende infatti un più ampio compendio immobiliare di grande valore, formato dal locale sviluppato su più livelli, due abitazioni e vaste aree esterne. La superficie complessiva supera i 5mila metri quadrati, elemento che rende l’operazione particolarmente rilevante sotto il profilo immobiliare e commerciale.
Procedura avviata anni fa: coinvolta anche Banca delle Terre Venete
All’origine della procedura vi è un’esecuzione avviata circa dieci anni fa dal Credito Trevigiano Banca di Credito Cooperativo, confluito dal 2020 in Banca delle Terre Venete. Nonostante l’iter giudiziario e amministrativo, il ristorante ha proseguito senza interruzioni la propria attività, mantenendo la storica presenza nel panorama della ristorazione veneta.
La continuità operativa rappresenta un aspetto centrale della vicenda: il marchio resta attivo e continua ad accogliere clienti, confermando il proprio ruolo di riferimento per tradizione gastronomica e qualità riconosciuta.
Il precedente dell’hotel Fior tra sospensioni e nuovi bandi
La notizia dell’asta richiama alla memoria quanto già accaduto con l’hotel Fior di via dei Carpani, finito più volte al centro di analoghe procedure. Un primo bando era apparso nel settembre 2020 con una valutazione superiore ai 4 milioni di euro, generando sorpresa nella proprietà.
Successivamente, dopo interlocuzioni con i creditori, la situazione era rientrata e la procedura sospesa. Nel gennaio 2021 l’asta era stata nuovamente fermata, anche in relazione alle prospettive urbanistiche dell’area e alla prevista realizzazione di un nuovo supermercato.
Il bando era poi ricomparso l’anno seguente sui portali specializzati, ancora una volta letto come un atto tecnico collegato a una posizione debitoria già sistemata. Una vicenda articolata, caratterizzata da sospensioni e ripubblicazioni, che comunque non aveva mai determinato lo stop dell’attività.
Oltre ottant’anni di storia per un simbolo della gastronomia veneta
Il ristorante Rino Fior rappresenta un nome storico della Marca. Le sue radici affondano in una tradizione familiare lunga oltre ottant’anni, costruita nel tempo attraverso una proposta gastronomica fortemente legata alla cucina veneta e ai prodotti del territorio.
Nel corso degli anni il locale è diventato uno degli indirizzi più noti della gastronomia castellana, consolidando una reputazione che va oltre i confini provinciali. Al ristorante è legato anche il Premio Radicchio d’Oro, oggi denominato “Fiore d’Inverno”, nato per valorizzare personalità distintesi nei campi della cultura, dello sport e dello spettacolo.
Rino Fior resta un riferimento del territorio
L’asta rappresenta dunque un passaggio importante sul piano patrimoniale, ma non modifica il presente operativo del locale. Rino Fior continua infatti la propria attività, confermandosi uno dei nomi più rappresentativi della ristorazione veneta e una realtà profondamente legata alla storia del territorio.














