La siccità continua a mettere sotto pressione il territorio trevigiano e l’emergenza non riguarda più soltanto il settore agricolo. Oltre duecento agricoltori sono già stati sanzionati dal Consorzio di bonifica Piave per aver prelevato acqua al di fuori dei turni loro assegnati. Le multe hanno raggiunto cifre fino a 500 euro, a conferma della gravità della situazione e della necessità di tutelare una risorsa sempre più scarsa.
Secondo quanto riportato dal Gazzettino, il Consorzio di bonifica Piave ha intensificato i controlli per garantire il rispetto della distribuzione dell’acqua destinata all’irrigazione. L’obiettivo è assicurare un utilizzo equo della risorsa disponibile, evitando prelievi non autorizzati che potrebbero compromettere ulteriormente il sistema.
Siccità: acqua sempre più limitata nel Trevigiano
Le criticità risultano particolarmente evidenti nelle aree a nord di Treviso e di Castelfranco, dove il Consorzio segnala una disponibilità idrica ormai ridotta e destinata a esaurirsi rapidamente se le condizioni meteorologiche non cambieranno.
La situazione coinvolge direttamente il comparto agricolo, che dipende dall’irrigazione per salvaguardare le coltivazioni durante i mesi più caldi. Per questo motivo il rispetto dei turni di distribuzione dell’acqua è considerato fondamentale per limitare gli effetti dell’emergenza.
Siccità: il rischio si estende anche agli acquedotti
L’allarme non interessa soltanto i campi. Ats, la società che gestisce l’acquedotto dell’Alto Trevigiano, ha inviato una comunicazione a tutti i sindaci della provincia chiedendo un rigoroso rispetto delle misure previste dall’ordinanza regionale.
Tra i divieti ricordati figurano l’irrigazione dei prati, il lavaggio delle automobili, il riempimento delle piscine private e delle fontane prive di sistemi di ricircolo. L’obiettivo è ridurre i consumi non essenziali per preservare le riserve idriche disponibili e garantire l’approvvigionamento alle utenze.
I dati sulle sorgenti confermano la delicatezza del momento. La sorgente del Tegorzo ha visto la propria portata ridursi da 240 a 120 litri al secondo. Ancora più critica la situazione della sorgente Fium, che è passata da una disponibilità di 600 litri al secondo all’azzeramento completo della portata.
Ats: impianti sotto pressione per garantire il servizio
Il presidente di Ats, Fabio Vettori, ha spiegato che gli impianti stanno lavorando alla massima capacità per mantenere in equilibrio un sistema reso sempre più fragile dal perdurare della mancanza di precipitazioni.
Secondo Vettori, il personale è impegnato senza sosta per assicurare la continuità del servizio idrico, ma il protrarsi della crisi potrebbe rendere necessarie ulteriori misure di contenimento dei consumi qualora la situazione dovesse peggiorare.
La richiesta rivolta ai cittadini è quindi quella di rispettare le limitazioni previste dall’ordinanza regionale, contribuendo a ridurre gli sprechi in una fase particolarmente delicata.
Per approfondire le notizie sul territorio e sulle emergenze ambientali è possibile consultare anche gli aggiornamenti pubblicati su https://notizieplus.it/.
Per maggiori informazioni sulle disposizioni regionali relative al risparmio idrico è possibile consultare il portale della Regione Veneto: https://www.regione.veneto.it/.
La siccità resta quindi una delle principali emergenze del Trevigiano. Le sanzioni agli agricoltori rappresentano un segnale della severità dei controlli, mentre l’invito rivolto ai cittadini a limitare i consumi conferma che la tutela dell’acqua richiede la collaborazione di tutti.















