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Siccità in Veneto e caldo stanno mettendo sotto pressione l’agricoltura. Il prolungato deficit di precipitazioni aumenta il fabbisogno idrico delle colture e costringe le aziende agricole a ricorrere sempre più spesso all’irrigazione di soccorso. Di conseguenza, crescono anche i costi di produzione legati ad acqua, energia e gasolio.

La situazione regionale si inserisce in un quadro nazionale altrettanto delicato. Secondo una prima stima Coldiretti, i danni provocati dagli eventi climatici all’agricoltura italiana hanno già superato i 3 miliardi di euro. A pesare sono soprattutto la scarsità d’acqua e lo stress termico delle colture.

Siccità in Veneto, colture sotto pressione

In Veneto l’attenzione si concentra su diverse produzioni agricole. Tra quelle maggiormente esposte figurano pomodoro, soia, barbabietola e foraggi. Il caldo prolungato aumenta il fabbisogno idrico, mentre la riduzione delle precipitazioni limita la disponibilità naturale di acqua.

Inoltre, nelle aree interessate dal cuneo salino, la disponibilità di acqua dolce si riduce ulteriormente. Questo elemento aggiunge una criticità a una situazione già caratterizzata da temperature elevate e da una maggiore necessità di irrigazione.

Per le imprese agricole il problema non riguarda quindi soltanto la disponibilità della risorsa idrica. L’aumento del ricorso all’irrigazione comporta infatti un aggravio dei costi di produzione. La pressione economica si somma così alle difficoltà legate alla salvaguardia delle colture.

Siccità in Veneto, l’allarme riguarda anche gli allevamenti

La crisi idrica coinvolge anche la zootecnia. La scarsità di pioggia riduce la disponibilità di foraggi e, nelle aree montane, condiziona fortemente la crescita dell’erba.

Nel complesso del Nord, dal Piemonte al Trentino-Alto Adige, i cali della produzione di foraggio sono stimati tra il 30% e il 40%. In alcune vallate, inoltre, le riduzioni superano il 40%.

La situazione crea quindi una doppia pressione sulle aziende. Da una parte diminuisce la disponibilità di alimentazione per gli allevamenti. Dall’altra, le alte temperature aumentano lo stress termico degli animali, aggravando le difficoltà già presenti.

Acqua, Coldiretti chiede una strategia strutturale

A lanciare l’allarme è Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto. «Il caldo e la siccità stanno presentando un conto sempre più pesante alle nostre aziende agricole», sottolinea Salvan.

Secondo il presidente, in Veneto cresce il ricorso all’irrigazione per proteggere le produzioni. Tuttavia, insieme all’acqua aumentano anche i costi a carico delle imprese. La criticità interessa inoltre gli allevamenti, perché la minore disponibilità di foraggi si aggiunge agli effetti delle alte temperature.

Salvan sottolinea anche la necessità di superare la logica dell’emergenza. «Non siamo di fronte a episodi isolati, ma a condizioni che si ripetono con sempre maggiore frequenza e intensità», afferma il presidente di Coldiretti Veneto.

La richiesta è quindi quella di una vera strategia strutturale sull’acqua. Tra le priorità indicate figurano il potenziamento delle reti, la manutenzione delle infrastrutture esistenti e un piano nazionale degli invasi.

Il bacino del Po e i rischi per le colture estive

Il quadro veneto si inserisce nella più ampia criticità del bacino del Po. In particolare, sono sotto pressione mais e colture estive. In alcune aree di Piemonte e Lombardia, i danni al mais superano già il 30%, con punte fino al 70%.

Crescono inoltre le preoccupazioni per il riso e per le produzioni foraggere. La situazione conferma così quanto la disponibilità di acqua sia diventata un elemento decisivo per la tenuta delle produzioni agricole.

Coldiretti ribadisce per questo l’urgenza di accelerare la realizzazione del piano nazionale degli invasi. Allo stesso tempo, viene indicata come prioritaria la necessità di recuperare le infrastrutture idriche esistenti e potenziare le reti di distribuzione.

Investire nell’acqua per difendere l’agricoltura

Per il Veneto, la risorsa idrica assume quindi un valore strategico. Carlo Salvan considera l’acqua un’infrastruttura fondamentale, al pari delle altre grandi reti del territorio.

L’obiettivo indicato è aumentare la capacità di conservare e distribuire la risorsa quando serve. In questo modo, gli investimenti possono contribuire a difendere le produzioni, il reddito delle imprese e la tenuta delle filiere agricole e zootecniche.

La siccità in Veneto porta dunque al centro del dibattito il tema della gestione dell’acqua. Il caldo e il deficit di precipitazioni aumentano la pressione sulle colture e sugli allevamenti, mentre per le aziende crescono i costi necessari a garantire le produzioni.

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