Nursing Up Treviso ospedali di Treviso carenza di personale sanitario posti letto

L’Ulss 2 si ritrova sotto osservazione per la prosecuzione delle chiusure e degli accorpamenti nei reparti ospedalieri di Treviso, Conegliano e Vittorio Veneto. Le misure introdotte durante l’estate, inizialmente previste come temporanee, resteranno in vigore almeno fino a dicembre, mentre il personale viene ricollocato e i posti letto continuano a diminuire. A denunciare la situazione è il sindacato Nursing Up Treviso, che chiede certezze sui tempi di riapertura dei servizi e sul superamento del blocco delle assunzioni.

La questione è tornata al centro del confronto con la direzione dell’azienda sanitaria trevigiana mercoledì 7 ottobre 2026. Durante l’incontro, il sindacato ha chiesto chiarimenti sull’organizzazione del personale, sui criteri utilizzati per sospendere o accorpare le attività e sulle risorse disponibili per nuove assunzioni. Secondo Nursing Up, la situazione sta creando difficoltà nell’organizzazione del lavoro e potrebbe avere conseguenze sulla continuità e sulla sicurezza dell’assistenza ai pazienti.

Ulss 2 dieci posti letto in meno all’ospedale di Treviso

Tra le criticità segnalate dal sindacato spicca la riduzione di dieci posti letto all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. Nel dettaglio, otto posti riguardano il reparto di Oncologia, mentre altri due interessano la Terapia Intensiva.

A queste riduzioni si aggiungono gli accorpamenti che coinvolgono altre strutture ospedaliere della provincia. Al Ca’ Foncello, il Day Week di Otorinolaringoiatria (ORL), indicato da Nursing Up come un’eccellenza della sanità trevigiana, resterà accorpato fino a dicembre. La stessa scadenza riguarda la Week Surgery dell’ospedale di Vittorio Veneto.

Nel presidio di Conegliano, invece, la chiusura della Week Surgery è stata prorogata. Secondo quanto riferito dal sindacato, la decisione è legata ai continui appoggi di pazienti in altri reparti dell’ospedale, soprattutto in Ginecologia e Ostetricia. Questa organizzazione, sottolinea Nursing Up, grava anche sull’attività delle ostetriche, la cui formazione è specificamente orientata all’assistenza durante la gravidanza e il puerperio.

Ulss 2: seconda Medicina a Treviso con due infermieri e due OSS per 66 posti letto

Uno dei punti più delicati riguarda la Seconda Medicina dell’ospedale di Treviso. Secondo la denuncia sindacale, durante il turno notturno sarebbero presenti soltanto due infermieri e due operatori socio-sanitari (OSS) per 66 posti letto.

Annarita Secchi, dirigente provinciale di Nursing Up Treviso, definisce insostenibile il carico assistenziale in queste condizioni. Se un infermiere deve accompagnare un paziente per un esame urgente, spiega, un solo operatore rimane a presidiare 66 letti.

Inoltre, il personale deve gestire i continui trasferimenti di pazienti verso altri reparti per liberare sette posti destinati al Pronto Soccorso. Una necessità organizzativa che, secondo il sindacato, aumenta ulteriormente la pressione sui professionisti già in servizio.

Secchi segnala anche ritardi nella somministrazione di alcune terapie, difficoltà nella mobilizzazione dei pazienti e tempi di attesa più lunghi per determinate prestazioni assistenziali. Per Nursing Up, quindi, il problema non riguarda soltanto la distribuzione del personale, ma anche la possibilità di garantire un’assistenza adeguata alle esigenze dei ricoverati.

Ulss 2: seconda Chirurgia, il sindacato segnala un clima lavorativo difficile

Le criticità interessano anche la Seconda Chirurgia dell’ospedale di Treviso, dove, secondo Nursing Up, persistono gravi carenze di personale. Il sindacato collega parte delle difficoltà alle dimissioni volontarie e a un clima lavorativo che descrive come difficilmente sostenibile.

La riduzione degli organici, insieme alla prosecuzione delle chiusure e degli accorpamenti, alimenta quindi le preoccupazioni dei rappresentanti dei lavoratori. In questo quadro, Nursing Up chiede una verifica complessiva dei servizi sospesi e delle risorse umane disponibili, con particolare attenzione alle ricadute sull’attività quotidiana degli ospedali.

«Non possiamo accettare che un assetto nato come temporaneo per l’estate diventi una condizione a oltranza», sottolinea Annarita Secchi. La dirigente provinciale chiede alla direzione dell’azienda sanitaria una ricognizione trasparente dei servizi sospesi, dei criteri adottati e dei tempi previsti per la riapertura.

Blocco delle assunzioni, Nursing Up chiede dati aggiornati

Un altro nodo centrale riguarda il blocco delle assunzioni, che secondo il sindacato ostacola il ripristino di organici adeguati. Durante il confronto del 7 ottobre, la direzione dell’azienda sanitaria avrebbe riferito che il direttore generale Giancarlo Bizzarri sta portando avanti sollecitazioni e incontri con la Regione per superare questa criticità.

Guerrino Silvestrini, dirigente regionale di Nursing Up Veneto, riconosce lo sforzo della direzione, ma chiede maggiore chiarezza sui numeri e sulle risorse effettivamente disponibili.

In particolare, il sindacato vuole conoscere i dati aggiornati al 30 settembre 2026 relativi al personale assunto e cessato, oltre alla disponibilità residua del tetto di spesa destinato alle assunzioni. Secondo Silvestrini, questi elementi sono indispensabili per valutare le possibilità concrete di rafforzare gli organici e garantire la regolare erogazione dei servizi ai cittadini.

La richiesta di Nursing Up è di procedere rapidamente con le assunzioni necessarie, anche attraverso eventuali deroghe ai vincoli di spesa qualora questi impediscano di assicurare un numero adeguato di professionisti.

La richiesta di riaprire i servizi e tutelare i lavoratori

Il confronto tra sindacato e direzione aziendale dell’Ulss2 riporta al centro il futuro dei reparti ospedalieri di Treviso, Conegliano e Vittorio Veneto. Per Nursing Up, occorre superare al più presto una situazione nata per affrontare le esigenze estive, ma che rischia di prolungarsi fino alla fine dell’anno.

La priorità indicata dal sindacato è ottenere tempi certi per la riapertura dei servizi, dati trasparenti sugli organici e indicazioni precise sulle risorse utilizzabili per nuove assunzioni. L’obiettivo è affrontare le carenze segnalate e ridurre la pressione sui professionisti in servizio.

Secondo Nursing Up, la situazione richiede interventi tempestivi per tutelare sia la qualità dell’assistenza sia il benessere psicofisico dei lavoratori. Il nodo resta quello delle risorse umane: senza personale adeguato, avverte il sindacato, diventa più difficile garantire la continuità dei servizi ospedalieri e rispondere alle necessità dei pazienti.