Urban Color Venezia, l'arte cambia la città - Notizie Plus
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La street art entra nella quotidianità e trasforma anche gli elementi più semplici dell’arredo urbano. È stato presentato a Forte Marghera Urban Color Venezia, il progetto “Urban Color, l’Arte nei dettagli”. L’iniziativa, promossa dal Comune di Venezia, utilizza la creatività contemporanea come strumento di riqualificazione visiva. Al centro ci sono i cestini per la raccolta dei rifiuti, trasformati dagli artisti in piccole opere d’arte a cielo aperto.

L’obiettivo è valorizzare gli spazi pubblici partendo dai dettagli che spesso passano inosservati. Colori e linguaggi artistici modificano così la percezione dello spazio urbano. Allo stesso tempo, il progetto contrasta l’anonimato degli arredi e porta l’arte nei luoghi attraversati ogni giorno dai cittadini.

Urban Color Venezia, l’arte incontra gli spazi quotidiani

Alla presentazione è intervenuta la consigliera delegata alla Street Art Paola Mar, coideatrice e curatrice dell’iniziativa. Con lei l’assessore ai Lavori pubblici Riccardo Brunello.

Presenti anche il presidente della Municipalità di Marghera Teodoro Marolo e quello di Favaro Veneto Alex Bazzaro. Ha partecipato inoltre la vicepresidente della Municipalità di Chirignago-Zelarino Luisa Rampazzo, insieme ad alcuni consiglieri.

Per le strutture tecniche comunali sono intervenuti Michele Casarin, Marco Mastroianni e Maurizio Carlin. All’incontro hanno preso parte anche i rappresentanti del Gruppo Veritas e gli artisti protagonisti del progetto.

Paola Mar: «Valorizzare la città partendo dalla cura dei dettagli»

L’iniziativa prosegue un percorso iniziato nel 2024 in via Piave. Successivamente la sperimentazione ha interessato anche la Municipalità di Chirignago-Zelarino.

«Questo progetto rappresenta la prima di una serie di iniziative nate con l’obiettivo di valorizzare la città partendo dalla cura dei dettagli urbani», ha dichiarato Paola Mar.

La consigliera ha quindi ricordato le precedenti esperienze: «Dopo i riscontri positivi avviati nel 2024 in via Piave e la successiva sperimentazione nella Municipalità di Chirignago-Zelarino, abbiamo voluto estendere l’intervento ai cestini portarifiuti».

Proprio questi elementi quotidiani acquistano una nuova funzione. «Grazie al colore e alla creatività, cambiano la percezione dello spazio pubblico», ha spiegato Mar.

Fondamentale anche la collaborazione tra amministrazione, artisti e strutture coinvolte.

«Ringrazio la struttura tecnica, Veritas e tutti gli artisti che hanno risposto con entusiasmo a questa sfida».

La pubblicazione realizzata per il progetto completa il percorso. «Abbiamo voluto dare voce direttamente a loro e alla comunità, dimostrando come un lavoro corale possa generare significativi semi di rigenerazione urbana», ha concluso Mar.

L’arte va incontro ai cittadini

Urban Color Venezia modifica anche il tradizionale rapporto tra pubblico e opera artistica. Non serve entrare in un museo o raggiungere uno spazio espositivo. È l’arte stessa a comparire lungo i percorsi quotidiani.

«Una città non si promuove solo attraverso ciò che di straordinario ha già da mostrare, ma anche insegnando a guardare ciò che normalmente passa inosservato», ha sottolineato Marco Mastroianni.

Il direttore dell’Area Sviluppo e Promozione ha poi spiegato il significato dell’intervento. «Questo progetto porta l’arte dentro la trama ordinaria della vita quotidiana».

Anche un semplice cestino può quindi assumere un significato differente. Secondo Mastroianni, diventa «l’occasione per interrompere l’automatismo con cui attraversiamo lo spazio pubblico». In questo modo una superficie ordinaria può trasformarsi in attenzione e cura per la comunità.

«Non è il cittadino a dover andare verso l’arte, ma è l’arte che va incontro alle persone nei loro percorsi giornalieri», ha aggiunto Mastroianni. Nasce così «una mappa inaspettata di piccoli incontri», capace di restituire alle persone la possibilità di sorprendersi.

Carlin: «Una visione culturale trasformata in azione concreta»

Maurizio Carlin, commissario del Padiglione Venezia, ha posto l’accento sulla concretezza dell’iniziativa. Il progetto punta infatti a trasformare una visione culturale in un intervento immediatamente riconoscibile sul territorio.

«La messa a terra di questo progetto si sviluppa attorno a concetti chiave quali la concretezza dell’intervento urbano e la valorizzazione del territorio attraverso la sinergia istituzionale», ha spiegato Carlin.

L’obiettivo è quindi «tradurre la visione culturale in un’azione tangibile e integrata per la città».

Casarin: «Non è un semplice make-up urbano»

Michele Casarin, dirigente del settore Cultura, ha sottolineato un altro elemento. Urban Color Venezia non vuole limitarsi al miglioramento estetico degli arredi.

Casarin ha espresso la piena condivisione di un progetto «che non è un semplice “make-up” urbano, ma un profondo manifesto politico, culturale e sociale».

Per il dirigente, la rigenerazione deve mettere in relazione passato e presente. «La vera rigenerazione deve unire il patrimonio storico ai linguaggi contemporanei».

In questo percorso diventano centrali anche la bellezza e il colore. Casarin li definisce «elementi naturali e terapeutici oggi penalizzati dal consumismo», da riportare al centro della collettività.

Quello presentato a Forte Marghera rappresenta inoltre soltanto l’inizio. «Ringrazio Paola Mar per aver avviato questa iniziativa, siamo solo all’inizio di un percorso», ha aggiunto Casarin. Un progetto che, nelle sue parole, inserisce Venezia «in un panorama internazionale accanto a città come Valencia, Parigi e Tirana».

Un volume racconta artisti e installazioni

Durante la presentazione è stato distribuito anche un volume fotografico dedicato all’iniziativa. La pubblicazione raccoglie le immagini delle installazioni e le biografie degli artisti selezionati. Ai partecipanti è stata consegnata inoltre una t-shirt celebrativa dell’evento.

Con Urban Color Venezia, dunque, la street art incontra direttamente la città. Anche un cestino portarifiuti può diventare una superficie sulla quale raccontare un’idea e attirare uno sguardo. Il progetto parte dai piccoli elementi dell’arredo urbano e affida all’arte un ruolo nella cura degli spazi pubblici. L’obiettivo finale è contribuire alla rigenerazione urbana attraverso colore, creatività e partecipazione.

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