Vendemmia 2026 di ottima qualità, ma anticipata e con quantità che potrebbero cambiare sensibilmente da un’area all’altra. È il quadro che emerge dalle analisi di Valerio Nadal, presidente del Condifesa TVB con vigneti a Musile di Piave, e Franco Passador, presidente e amministratore delegato di Vivo Cantine viticoltori del Veneto orientale. Dopo settimane segnate da caldo torrido, temporali e grandinate, l’attenzione si concentra ora sulla siccità e sulla disponibilità d’acqua.
Le prospettive qualitative restano incoraggianti. Tuttavia, gli effetti delle condizioni meteorologiche potrebbero incidere sulle rese e anticipare ulteriormente la raccolta. Le situazioni più delicate riguardano alcune aree della Pedemontana e quelle esposte alla risalita del cuneo salino.
Vendemmia 2026, Nadal: «Come qualità sarà ottima»
Valerio Nadal guarda con fiducia alla qualità delle uve. «Come qualità sarà ottima. Ci sono stati tutti i presupposti dal punto di vista meteo perché il prodotto che ne deriva sia di buona qualità», spiega il presidente di Condifesa TVB.
La raccolta deve ancora iniziare, ma una delle principali preoccupazioni riguarda l’acqua. «Dobbiamo sostenere fatica e costi per l’irrigazione dovuta a un’emergenza climatica che è la siccità», sottolinea Nadal.
In alcune aree, infatti, le precipitazioni mancano da quasi due mesi. Di conseguenza, l’irrigazione assume un ruolo fondamentale per accompagnare i vigneti verso la raccolta.
«Fortunatamente oggi i Consorzi di bonifica sono riusciti a gestire al meglio il bene prezioso che si chiama acqua», aggiunge Nadal.
Siccità e cuneo salino, le preoccupazioni per i vigneti
Il presidente di Condifesa TVB auspica che la disponibilità idrica possa essere garantita ancora per alcuni giorni, nell’attesa dell’arrivo di nuove precipitazioni.
La situazione non appare però uniforme. «Il momento difficile lo stanno subendo le zone della Pedemontana», evidenzia Nadal.
A questo elemento si aggiunge un altro fattore di rischio. «C’è inoltre la pericolosità del cuneo salino che sta salendo», avverte l’imprenditore.
Il quadro conferma quindi quanto le condizioni climatiche possano influire sulla fase finale della maturazione. Proprio gli ultimi giorni prima della raccolta potrebbero risultare determinanti.
Vendemmia 2026, Passador: «Anticipata, complessa e molto differenziata»
Anche Franco Passador evidenzia le differenze tra i territori. «La vendemmia 2026 nel Veneto Orientale si presenta anticipata, complessa e molto differenziata da zona a zona», spiega il presidente e amministratore delegato di Vivo Cantine.
Le temperature elevate hanno accelerato la maturazione, soprattutto per le varietà precoci. Per questo motivo Passador ritiene probabile un avvio della raccolta precedente rispetto al calendario ordinario.
«Non possiamo tuttavia parlare di un’unica vendemmia per tutto il territorio», precisa.
Temporali intensi e grandinate hanno infatti colpito in maniera localizzata. In alcuni vigneti hanno provocato una riduzione significativa della produzione e danni diretti ai grappoli. Altre aree, invece, conservano un potenziale produttivo regolare e uve in buone condizioni.
Qualità incoraggiante, quantità a macchia di leopardo
Le prospettive qualitative rimangono complessivamente positive. «Lo stato sanitario delle uve appare generalmente buono», sottolinea Passador.
Nei vigneti che non hanno subito danni importanti o uno stress idrico eccessivo ci sarebbero le condizioni per produrre vini equilibrati e di qualità.
Più complesso appare invece il quadro quantitativo. «Il risultato sarà inevitabilmente a macchia di leopardo», osserva Passador.
Alle zone con produzioni nella norma potrebbero infatti contrapporsi aziende penalizzate dalla grandine, dal caldo persistente e dalla disidratazione degli acini.
Vendemmia 2026, decisive le prossime settimane
L’evoluzione meteorologica delle prossime settimane potrebbe determinare il risultato finale. Secondo Passador sarà necessario controllare attentamente sia la maturazione tecnologica sia quella aromatica delle uve.
La scelta del momento della raccolta dovrà quindi essere valutata «vigneto per vigneto». Un nuovo periodo caratterizzato da temperature molto elevate potrebbe accelerare ulteriormente la maturazione e ridurre le rese.
Al contrario, escursioni termiche più favorevoli potrebbero aiutare a conservare acidità, freschezza e profilo aromatico delle uve.
Il monitoraggio costante diventa dunque uno degli strumenti principali a disposizione dei viticoltori per affrontare una stagione caratterizzata da condizioni molto diverse anche tra territori relativamente vicini.
Passador: «Professionalità e capacità di adattarsi saranno determinanti»
«Possiamo attenderci una vendemmia 2026 precoce, selettiva e impegnativa, probabilmente buona sotto il profilo qualitativo, ma con risultati produttivi non uniformi», conclude Franco Passador.
Secondo il presidente di Vivo Cantine, saranno determinanti la professionalità dei viticoltori e il controllo continuo dei vigneti. Altrettanto importante sarà la capacità delle aziende del Veneto Orientale di adattarsi a condizioni climatiche definite sempre più estreme e imprevedibili.
La Vendemmia 2026 si avvicina quindi con aspettative elevate sulla qualità, ma anche con diverse incognite. Siccità, irrigazione, grandinate e caldo potrebbero incidere sulle quantità, mentre gli ultimi giorni prima della raccolta saranno decisivi per definire caratteristiche e qualità delle uve.
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