Vendemmia anticipata nel Veneto: clima favorevole, Prosecco protagonista e nuove sfide per il settore vitivinicolo
La Vendemmia sempre più anticipata nel Veneto. Quest’anno potrebbe già iniziare a cavallo di Ferragosto per le varietà più precoci, una conseguenza diretta delle elevate temperature registrate nei mesi scorsi che hanno accelerato prima il germogliamento e successivamente la fioritura delle viti. È questo il quadro emerso nel tradizionale incontro pre-vendemmiale organizzato dal Gruppo Vinicolo di Confindustria Veneto Est, presieduto da Settimo Pizzolato, ospitato a Palazzo Giacomelli di Treviso.
All’appuntamento hanno partecipato anche i presidenti dei tre Consorzi del Prosecco: Giancarlo Guidolin per il Prosecco Doc, Franco Adami per il Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg e Michele Noal per l’Asolo-Montello. Un confronto che ha permesso di fare il punto sulla stagione vitivinicola, sulle prospettive della raccolta e sulle principali sfide che attendono il comparto.
Vendemmia favorita dal clima: uve di qualità e produzione in linea con il mercato
Secondo quanto illustrato durante l’incontro, l’annata si presenta nel complesso positiva sotto il profilo produttivo. Le gelate primaverili, che avrebbero potuto compromettere una stagione caratterizzata da un germogliamento particolarmente precoce, non hanno provocato danni significativi. Anche la pressione di peronospora e flavescenza dorata è rimasta contenuta, pur richiedendo un costante monitoraggio.
Settimo Pizzolato ha evidenziato come negli ultimi anni l’inizio della vendemmia si sia progressivamente spostato al mese di agosto anche nel territorio veneto. Le uve si presentano in buone condizioni qualitative e, nonostante una possibile riduzione delle rese, la produzione dovrebbe risultare comunque adeguata alle previsioni di vendita.
Un elemento di particolare rilievo riguarda il Prosecco, che continua a distinguersi in un mercato caratterizzato da una generale contrazione dei consumi. Secondo quanto sottolineato nel corso dell’incontro, la denominazione mantiene infatti una posizione di forza sia sul mercato nazionale sia su quello internazionale.
Cambiamenti climatici e nuove minacce per la viticoltura
Se dal punto di vista produttivo la stagione appare relativamente tranquilla, il settore è chiamato ad affrontare le conseguenze delle trasformazioni climatiche. Durante l’incontro il professor Carlo Duso, Ordinario di Entomologia agraria all’Università di Padova, ha posto l’attenzione sull’aumento delle specie invasive provenienti da Asia, Africa e America, favorito dal progressivo riscaldamento del clima.
Tra le principali criticità figurano insetti e parassiti che rappresentano una minaccia crescente per i vigneti. Particolare attenzione è stata dedicata alla Popillia Japonica, oltre al rischio rappresentato dalla Xylella Fastidiosa e da possibili recrudescenze della flavescenza dorata.
Il docente ha inoltre evidenziato come la progressiva riduzione dei prodotti fitosanitari disponibili renda sempre più importante lo sviluppo della lotta integrata. In quest’ottica sono in corso sperimentazioni che vedono nell’apicoltura un possibile alleato per un modello di agricoltura più sostenibile, come dimostrano le prove avviate in un vigneto di Prosecco a Colle Umberto.
Normative europee e nuove regole per il comparto vitivinicolo
Ampio spazio è stato dedicato anche all’evoluzione della normativa europea. Gabriele Castelli, Direttore di Federvini, ha illustrato gli aggiornamenti che interesseranno le aziende del settore nei prossimi mesi.
Tra le principali novità figurano l’introduzione del codice QR sulle etichette, che consentirà ai consumatori di consultare valori nutrizionali, ingredienti ed etichetta ambientale, oltre alle disposizioni dedicate all’enoturismo e alla prospettiva di un’etichetta unica destinata ai mercati dell’Unione Europea e della Gran Bretagna.
Durante l’incontro si è parlato inoltre delle norme che regolano i vini a basso contenuto alcolico e quelli analcolici. Michele Zanardo, Presidente del Comitato vini Dop e IGP presso il Ministero dell’Agricoltura, ha illustrato le differenti possibilità previste per vini Dop, Igt, spumanti, frizzanti e mosti parzialmente fermentati.
Il valore del Prosecco e il futuro della viticoltura veneta
Nella parte conclusiva dell’incontro, i rappresentanti delle tre denominazioni del Prosecco hanno condiviso una visione comune orientata alla valorizzazione del prodotto, monitorando con attenzione l’andamento dei consumi e dei prezzi.
Franco Adami ha ribadito l’importanza di riconoscere il valore della viticoltura delle Rive, patrimonio Unesco e simbolo del territorio, caratterizzata da costi produttivi elevati ma anche da un’elevata qualità riconosciuta a livello internazionale.
Settimo Pizzolato ha infine invitato tutto il comparto a rafforzare la collaborazione tra imprese, istituzioni e territori per affrontare le sfide future. L’obiettivo resta quello di tutelare il valore del Prosecco, garantendone la continuità sui mercati italiani ed esteri senza rinunciare all’innovazione.
La vendemmia ormai alle porte rappresenta quindi un nuovo banco di prova per il principale polo vitivinicolo italiano. Le prospettive emerse dall’incontro indicano una stagione complessivamente positiva, con uve di buona qualità e una filiera pronta ad affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico, dall’evoluzione normativa e dai nuovi scenari di mercato.















