Una telefonata sospetta, la richiesta di mostrare i gioielli di famiglia e la prontezza di una donna che ha intuito il tentativo di raggiro. Una truffa del finto carabiniere a Venezia è stata sventata grazie alla collaborazione tra la potenziale vittima e la Polizia di Stato. Gli agenti delle Volanti si sono nascosti nell’abitazione della donna, nel sestiere di Cannaregio, e hanno atteso per circa due ore l’arrivo del presunto truffatore. Quando l’uomo si è presentato alla porta per ritirare i preziosi, i poliziotti sono intervenuti e lo hanno arrestato.
L’episodio è avvenuto mercoledì 7 ottobre 2026. A ricostruirlo è la Questura di Venezia, che ha diffuso un comunicato nell’ambito della campagna di prevenzione e contrasto alle truffe ai danni delle persone anziane.
Truffa del finto carabiniere a Venezia: la telefonata sui gioielli
Tutto è iniziato con una telefonata ricevuta dalla donna nella propria abitazione. Dall’altra parte della linea, un uomo si è presentato come un maresciallo dei Carabinieri, sostenendo di essere impegnato nelle indagini su una rapina.
Secondo il racconto del sedicente militare, per commettere il reato sarebbe stata utilizzata un’automobile intestata al marito della donna. Per questo motivo, gli investigatori avrebbero avuto bisogno di verificare alcuni gioielli, confrontando quelli presumibilmente recuperati durante le indagini con i preziosi custoditi nell’abitazione.
Una storia costruita per convincere la vittima a consegnare i propri oggetti di valore, sfruttando la preoccupazione per un possibile coinvolgimento del marito in una vicenda giudiziaria.
La donna, però, ha riconosciuto gli elementi sospetti della telefonata. Anziché seguire le indicazioni del falso maresciallo, ha immediatamente chiamato il 113, chiedendo l’intervento della Polizia di Stato.
Gli agenti nascosti nell’appartamento per due ore
Ricevuta la segnalazione, una pattuglia delle Volanti ha raggiunto l’abitazione nel sestiere di Cannaregio. Gli agenti hanno ascoltato il racconto della donna e hanno deciso di organizzare un intervento per individuare la persona incaricata di recuperare i gioielli.
I poliziotti hanno quindi suggerito alla proprietaria come rispondere alle successive telefonate e quali indicazioni fornire per convincere gli interlocutori a presentarsi all’indirizzo.
A quel punto, due operatori sono rimasti nascosti in una stanza dell’appartamento, mentre la donna ha continuato a collaborare con loro.
L’attesa è durata circa due ore. Alla fine, alla porta si è presentato un uomo di origine tunisina, che si è qualificato come incaricato degli accertamenti sui monili in oro.
È stato allora che gli agenti sono usciti dal loro nascondiglio e hanno fermato il sospettato, procedendo al suo arresto per tentata truffa.
L’uomo è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Secondo quanto comunicato dalla Questura, per giovedì 8 ottobre è previsto il giudizio direttissimo.
Truffe agli anziani, la Questura: fondamentale chiedere aiuto
La truffa del finto carabiniere a Venezia si inserisce in un fenomeno sul quale la Polizia di Stato ha avviato da mesi una specifica campagna di sensibilizzazione.
Uno degli espedienti utilizzati dai truffatori consiste nel presentarsi telefonicamente come appartenenti alle forze dell’ordine, inventando incidenti, rapine o indagini che coinvolgerebbero un familiare. L’obiettivo è creare una situazione di urgenza e convincere la persona contattata a consegnare denaro o gioielli.
Nel caso di Cannaregio, la reazione della donna ha permesso non soltanto di evitare la perdita dei preziosi, ma anche di consentire agli agenti di intervenire direttamente all’arrivo del sospettato.
La Questura sottolinea l’importanza della collaborazione tra cittadini e forze di polizia. Riconoscere una richiesta anomala e segnalare immediatamente l’accaduto può infatti impedire che il tentativo di raggiro venga portato a termine.
Per prevenire situazioni simili, è importante non consegnare denaro o oggetti preziosi a sconosciuti che si presentano come incaricati di verifiche investigative. In caso di telefonate sospette, è opportuno interrompere la conversazione e contattare autonomamente le forze dell’ordine attraverso il 112, numero unico europeo per le emergenze.
Ulteriori indicazioni sulle campagne di prevenzione sono disponibili sul sito ufficiale della Polizia di Stato.
L’arresto avvenuto a Cannaregio dimostra quanto una segnalazione tempestiva possa contribuire a contrastare le truffe agli anziani a Venezia. Il procedimento penale è ancora in corso e la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata con una sentenza definitiva, nel rispetto della presunzione di innocenza.
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