I voli dirottati tornano a far parlare degli aeroporti del Nord-Est. Lunedì scorso, infatti, un aereo della Scandinavian Airlines diretto a Venezia ha dovuto cambiare destinazione e atterrare al Trieste Airport. La decisione è arrivata a causa di un gruppo di gabbiani sulla pista dell’aeroporto Marco Polo, dove il velivolo avrebbe dovuto effettuare l’atterraggio.
L’episodio si è verificato il 31 agosto, poco dopo le 19. Il volo SK2697, proveniente da Copenhagen e programmato in arrivo a Venezia, non ha potuto completare regolarmente la procedura di atterraggio. I pennuti sostavano infatti sulla pista prevista per l’arrivo dell’aereo. Di conseguenza, per evitare qualsiasi rischio di incidente sia per gli animali sia per il velivolo, è stato deciso il cambio di scalo.
Voli dirottati: il volo SK2697 atterra al Trieste Airport
Il volo della Scandinavian Airlines, in arrivo dalla capitale danese, avrebbe dovuto raggiungere il Marco Polo nella serata di domenica. Tuttavia, la presenza degli uccelli nell’area di atterraggio ha imposto una soluzione alternativa. L’aereo è stato quindi rediretto verso lo scalo giuliano.
Il caso si aggiunge agli altri voli dirottati registrati negli ultimi mesi tra Venezia e Trieste. Si tratta di una circostanza poco frequente, anche se durante l’estate gli aeroporti dell’area hanno già dovuto affrontare diversi cambi di destinazione.
Lo scorso 4 luglio, per esempio, un volo è stato dirottato da Venezia a causa di un’avaria. Il giorno successivo, invece, uno sciopero ha provocato una serie di modifiche programmate e massicce ai collegamenti.
Voli dirottati, tra maltempo e problemi operativi
L’episodio dei gabbiani segue inoltre il caos provocato dal maltempo appena pochi giorni prima. Quando un nubifragio si è abbattuto sul capoluogo veneto, un Airbus A321neo della British Airways, proveniente da Heathrow, è stato rediretto verso Trieste.
L’aereo è riuscito ad arrivare allo scalo giuliano poco prima che le condizioni meteorologiche avverse risalissero la costa. Successivamente, il maltempo ha interessato anche l’area del secondo aeroporto.
La sera precedente, invece, si era verificata la situazione opposta. A causa della chiusura del Trieste Airport, un volo proveniente da Londra e in ritardo di oltre un’ora era stato dirottato verso Venezia. Secondo quanto appreso, il problema riguardava la mancata disponibilità del servizio di controllo dei passaporti.
I passeggeri hanno quindi dovuto raggiungere la destinazione originaria utilizzando una navetta. La sequenza di episodi mostra come, anche in presenza di problemi diversi tra loro, gli scali possano rappresentare un’alternativa operativa in caso di necessità.
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Trieste Airport, il ruolo di supporto nelle ultime settimane
Nelle ultime settimane lo scalo giuliano ha svolto anche un’altra importante funzione di supporto. Il Trieste Airport è stato infatti utilizzato come stazione di rifornimento per i Canadair impegnati a contrastare l’incendio sul monte Amariana, in Carnia.
Lo stesso aeroporto si è quindi trovato al centro di diverse attività, dai collegamenti passeggeri alle operazioni di emergenza. Da un lato ha accolto aerei impossibilitati ad atterrare nella destinazione prevista. Dall’altro ha fornito supporto ai mezzi impegnati nelle operazioni contro il vasto incendio.
In questo contesto, il caso del volo SK2697 resta particolare proprio per la causa che ha determinato il cambio di destinazione. Non un guasto tecnico e nemmeno il maltempo, ma un gruppo di gabbiani presente sulla pista dell’aeroporto Marco Polo.
La sicurezza ha però imposto una scelta immediata. Per questo motivo il velivolo della compagnia scandinava ha lasciato Venezia come destinazione prevista e ha proseguito verso Trieste. I voli dirottati, anche quando provocati da eventi insoliti come la presenza di animali sulla pista, rappresentano infatti una misura necessaria per evitare rischi durante le delicate fasi di atterraggio.















