5 Leggi Biologiche: intervista a Eleonora Brigliadori

5 Leggi Biologiche: intervista a Eleonora Brigliadori

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Oggi abbiamo avuto il piacere di incontrare Eleonora Brigliadori, madrina dell’evento organizzato dal poliambulatorio Rebellato Fisiomedical Center sulle 5 Leggi Biologiche che si terrà giovedì 19 maggio, alle 20.30 presso l’Hotel Fior di Castelfranco Veneto. Eleonora ci ha raccontato il suo vissuto, di come è venuta a conoscenza della Scienza dello Spirito e delle 5 Leggi Biologiche e di come ha deciso di dedicare la propria vita a divulgarle e trasmetterne la conoscenza.

Come si è avvicinata alle 5 Leggi Biologiche?

Nel 1996 mi hanno diagnosticato un carcinoma epatico, le aspettative secondo i medici erano sei mesi di vita. Già nel 1991 avevo promesso a me stessa che, se mi fossi trovata in una situazione tale per cui dei medici ritenessero necessarie terapie oncologiche io non le avrei accettate, questo perché la chemio aveva ucciso mia madre. Durante l’agonia di mia madre ho pregato tanto e ho parlato con lei ed è stato in quel momento che ho avuto le risposte. Un medico entrò nella stanza e mi disse che tutte le mie preghiere erano ormai inutili che lei se ne era andata. Incurante ho continuato a parlare con mia madre e lei è tornata e mi ha stretto la mano prima di lasciarmi. E’ stata la risposta più grande a tante domande. Mi hanno diagnosticato la malattia nel 1996 ma la mia guarigione è avvenuta già nel 1991 al capezzale di mia madre. È stato come se il futuro fosse cominciato in quel momento e con esso la possibilità di guarire.

Nel 2004 , sette anni dopo la mia guarigione, sono venuta a conoscenza delle 5 Leggi Biologiche, ho seguito il primo corso in Italia, tenuto dal Prof. Pfister, e ho capito che potevo congiungere i suoi insegnamenti con la conoscenza dello spirito. Ho compreso come apprendendo attraverso la meditazione una buona padronanza delle forze spirituali era possibile superare i limiti insiti nella medicina tradizionale.

E’ un percorso di conoscenza che però va costruito passo passo con una vita morale, non si improvvisa, ma porta all’autoguarigione nel suo senso più alto che coincide con l’autoconoscenza, mentre cure troppo invasive non solo indeboliscono il corpo, ma impediscono all’anima di comprendere il significato della malattia portando spesso alla morte alla paura e alla disperazione.

Perché ha deciso di partecipare al convegno di giovedì sulle 5 Leggi Biologiche?

Per me è il modo migliore per dire grazie alla vita. Portare la conoscenza delle 5 Leggi Biologiche e della Scienza dello Spirito di Rudolf Steiner alle persone è sempre una gioia. E’ importante portare la gente a cooperare anche spiritualmente. Chi comprende le cause della malattia diventa anche il miglior medico di sé stesso, una volta sentito il parere del medico avrò così la possibilità, grazie alle conoscenze acquisite, di decidere cosa è meglio per me, di applicare i metodi che sento più giusti. Tenendo sempre presente che eliminare i sintomi non vuol dire guarire. Si deve partire dalla conoscenza dell’uomo.

Vengo spesso ostacolata, chi perde “clienti” cerca di screditarmi, ma io vado avanti, quello che più mi preme è trasmettere alle persone la forza di guardare oltre le apparenze, aiutarli ad entrare in rapporto con il loro corpo attraverso queste conoscenze, è un modo per dare, a chi lo vuole, la possibilità di poter scegliere. Oltre alla partecipazione all’evento sulle 5 Leggi Biologiche organizzato dal Poliambulatorio Rebellato Fisiomedical Center, condurrò il 27-28-29 maggio a Salzano (VE) il seminario intensivo “Il sentire con il mondo che guida l’uomo” e il 2 giugno a Firenze il seminario introduttivo “Le 5 Leggi Biologiche di Hamer illuminate dalla Scienza dello Spirito”. Ad oggi l’Italia è il paese europeo più informato sulle 5 Leggi Biologiche, questo per me è un gran successo son stata tra le prime persone a difenderle e a divulgarle andando controcorrente. Promuovere una logica sana dell’essere umano insita nell’essere spirituale e dare la possibilità alle persone di poter scegliere come curarsi è per me la cosa più importante. Certo lo stato non aiuta, cure diverse da quelle ufficiali non vengono riconosciute per conflitti di interesse. In Francia ad esempio l’omeopatia è mutuabile, in Italia va pagata integralmente. Un cittadino che paga le tasse deve avere il diritto di poter scegliere quali cure intraprendere. Oggi un paese povero come il Nicaragua, è già un passo avanti rispetto a quelli chiamati evoluti, ha infatti riconosciuto le 5 leggi come medicina ufficiale di Stato. Le persone hanno diritto alla libertà, scegliere come curarsi è il primo grande traguardo!

 

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