I Carabinieri davanti al Bancomat di Resana
I Carabinieri davanti al Bancomat di Resana

Nel pomeriggio di ieri i Carabinieri della Compagnia di Castelfranco Veneto hanno tratto in arresto in flagranza un 41enne di origini albanesi, residente a Castelfranco Veneto e già noto alle forze dell’ordine, responsabile di una violenta rapina consumata poco prima in via Castellana di Resana.
L’uomo aveva preso di mira una 50enne del posto appena uscita dal bancomat: dopo averla
colpita con schiaffi e cosparsa con spray urticante, le ha strappato la borsa tentando la fuga
a bordo di un ciclomotore. A fermarlo è intervenuto il marito della vittima, 43enne, che lo
ha spinto a terra, subendo però a sua volta un’aggressione con un casco da parte del
rapinatore, riuscito così a darsi alla fuga a piedi.
Le immediate ricerche disposte dai Carabinieri hanno consentito di rintracciare l’uomo in
una zona rurale poco distante, dove aveva tentato di confondersi cambiandosi d’abito e
liberandosi del casco e della refurtiva. Addosso all’arrestato è stata trovata la somma di
100 euro, restituita alla vittima.
I coniugi, trasportati all’ospedale di Castelfranco Veneto, hanno riportato lesioni giudicate
guaribili rispettivamente in 15 e 7 giorni. Il ciclomotore usato dal malvivente, abbandonato
sul posto, è risultato rubato a luglio a un 44enne residente a Castelfranco Veneto.
Gli ulteriori accertamenti hanno permesso di raccogliere concordanti elementi che
riconducono l’arrestato ad altre due rapine analoghe, avvenute nelle scorse settimane a
Resana e a Castello di Godego, ai danni di due donne del posto. Per tali episodi l’uomo
sarà deferito separatamente.
Dopo le formalità di rito, il 41enne è stato tradotto presso la casa circondariale di Treviso a
disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
“Si precisa che la posizione della persona tratta in arresto è tuttora sottoposta al vaglio
dell’Autorità Giudiziaria competente. In attesa di un giudizio definitivo, si rammenta che
nei confronti della stessa vale il principio della presunzione di innocenza sancito dall’art.
27 della Costituzione e dall’art. 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.”