Questa data restituisce dignità storica a una delle pagine più dolorose del Novecento italiano: la tragedia delle Foibe e il dramma dell’esodo giuliano-dalmata. Il 10 febbraio non è solo una ricorrenza, ma un presidio civile contro l’oblio. In Veneto, questa memoria è ancora più viva per la vicinanza geografica, per la lingua comune e per quel secolare legame con la Serenissima che unisce Venezia Giulia, Istria, Fiume e Dalmazia.
«Sono due ferite incancellabili che sentiamo anche nostre», ha dichiarato il presidente del Veneto Alberto Stefani in occasione del Giorno del Ricordo. Un legame profondo, fatto di storia condivisa, di migliaia di famiglie accolte come profughi e di una nuova vita ricostruita tra Veneto e Nordest. «Il valore della memoria è il miglior strumento per conoscere ed evitare che la storia si ripeta», ha aggiunto Stefani, sottolineando l’importanza del rispetto della verità.
Nel clima olimpico che attraversa il territorio, Stefani ha voluto ricordare anche figure simbolo come Abdon Pamic, esule fiumano e medaglia d’oro nella marcia a Londra 1948, visto recentemente sfilare a Vicenza come tedoforo. Un atleta che incarna una pagina di storia che nemmeno l’esodo ha potuto spezzare. Accanto a lui, nomi come Nino Benvenuti, campione olimpico nel pugilato a Roma 1960, Ottavio Missoni, velocista e futuro gigante della moda, e Agostino Straulino, oro nella vela a Helsinki, diplomato a Venezia. Storie diverse, unite da un’unica radice.
Il Giorno del Ricordo come dovere civile e istituzionale
Il Veneto e il Nordest seppero essere terra di accoglienza: parrocchie, amministrazioni, volontariato e mondo del lavoro trasformarono l’emergenza in integrazione. Un esempio concreto di solidarietà che oggi è ancora più attuale.
In un’Europa che ha abbattuto molte barriere nel segno della cooperazione e della libera circolazione, quella follia appare ancora più evidente. Proprio perché oggi sappiamo che è possibile convivere e costruire un futuro comune nel rispetto delle identità.
Oggi, 10 febbraio, in apertura del Consiglio regionale, il Veneto dedica un momento istituzionale alla tragedia delle Foibe e dell’esodo. Non una cerimonia formale, ma un atto di verità e rispetto. La Regione continuerà a valorizzare le testimonianze delle comunità istriane, fiumane e dalmate presenti sul territorio e a sostenere occasioni di studio e di incontro.















