Suoni di Marca Treviso Festival

Suoni di Marca conclude la sua trentaseiesima edizione lasciando un segno profondo nella città di Treviso. L’organizzazione saluta il pubblico con il rammarico di non poter promettere un nuovo appuntamento nel 2027, rompendo una tradizione consolidata negli anni. Dopo sedici serate dedicate alla musica, alla cultura e alla valorizzazione del territorio, il festival guarda al futuro con molte incognite e lancia un appello affinché possa continuare a rappresentare uno degli eventi simbolo dell’estate trevigiana.

Suoni di Marca conferma il suo modello di festival inclusivo e sostenibile

Anche quest’anno il festival ha mantenuto la propria identità, proponendo concerti a ingresso libero con contributo responsabile e facoltativo. Le Mura rinascimentali di Treviso si sono trasformate ancora una volta in una vera e propria città nella città, capace di accogliere migliaia di persone in un ambiente familiare e accessibile.

L’area della manifestazione ha ospitato tre palchi – San Marco, Caccianiga e Santi Quaranta – affiancati dal Percorso del Gusto con una trentina di stand gastronomici, dalla Mostra Mercato con oltre venti espositori e dall’Area Bimbi dedicata alle famiglie. Un format che negli anni è diventato uno dei punti di forza della manifestazione.

Il lavoro dei volontari e dello staff dietro il festival

Uno degli aspetti maggiormente valorizzati dagli organizzatori riguarda il contributo dei volontari. Oltre centosettanta persone hanno collaborato nelle attività di accoglienza, produzione, comunicazione, logistica, gestione dei bar, raccolta differenziata e supporto tecnico di Suoni di Marca.

Il direttore artistico Paolo Gatto ha voluto ringraziare pubblicamente tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’evento, sottolineando come ogni edizione sia resa possibile da un grande lavoro di squadra. Il ringraziamento è stato esteso anche ai responsabili della produzione, ai fotografi, ai progettisti, agli addetti alla comunicazione e a tutte le figure che, spesso lontano dai riflettori, rendono possibile la realizzazione della manifestazione.

Sicurezza e collaborazione tra istituzioni

Lo svolgimento del festival è stato garantito da un’intensa attività di coordinamento tra organizzazione, Forze dell’Ordine e operatori della sicurezza.

La collaborazione tra Polizia Locale, Protezione Civile, volontari del gruppo Alpini, personale dell’associazione organizzatrice e operatori della sicurezza privata ha consentito di assicurare un’efficace gestione degli accessi, della mobilità e dei servizi di safety e security durante tutte le sedici giornate della manifestazione.

Fondamentale è stato anche il sostegno garantito da Regione del Veneto, Ministero del Turismo, Provincia di Treviso, Comune di Treviso, Camera di Commercio, Confcommercio e dai numerosi sponsor che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento.

I concerti che hanno segnato la 36ª edizione

L’edizione 2026 ha regalato numerosi momenti destinati a rimanere nella memoria del pubblico.

Tra gli episodi più significativi figurano l’esibizione de I Ministri sotto la pioggia, la performance di Appino degli Zen Circus tra il pubblico a bordo di un canotto gonfiabile, l’incontro sul palco tra Ditonellapiaga e Donatella Rettore e l’entusiasmo con cui i Savana Funk hanno ringraziato Treviso per il sostegno ricevuto fin dagli inizi della loro carriera.

Grande partecipazione anche per il ritorno di Pupo, che ha recuperato il concerto annullato lo scorso anno, per l’esibizione dei Trammps con “Disco Inferno” e per la presenza a sorpresa di Glenn White durante il live di Den Harrow.

Ogni serata si è conclusa con il tradizionale brindisi tra artisti e organizzazione e con la consegna delle serigrafie realizzate dal collettivo Pezzi di Carta, una consuetudine che contribuisce a rendere unica la manifestazione.

Spazio agli artisti emergenti e alla scena musicale veneta

La musica indipendente continua a rappresentare uno degli elementi distintivi del festival.

I palchi Caccianiga e Santi Quaranta hanno ospitato numerose realtà emergenti provenienti non solo dalla provincia di Treviso ma da tutto il Veneto, grazie alla collaborazione con associazioni, collettivi ed etichette indipendenti che condividono l’obiettivo di valorizzare i nuovi talenti.

Le aperture dei concerti hanno proposto generi musicali molto diversi tra loro, confermando la volontà degli organizzatori di offrire una programmazione capace di guardare al futuro senza dimenticare le radici del territorio.

Suoni di Marca e il futuro: servono risorse per garantire la continuità

Nonostante il successo organizzativo, il futuro del festival appare oggi incerto.

Nel corso delle sedici serate sono state registrate circa 43 mila presenze, un dato inferiore rispetto alle passate edizioni e insufficiente a garantire la sostenibilità economica della manifestazione.

I costi necessari per organizzare ogni singolo concerto per animare la parte musicale di Suoni di Marca sono sempre più elevati: questi comprendono sicurezza, protezione civile, assistenza sanitaria, servizi tecnici, forniture, occupazione del suolo pubblico, SIAE, promozione, allestimenti, personale e logistica. Secondo gli organizzatori, nemmeno le offerte volontarie raccolte all’ingresso sarebbero sufficienti a coprire le spese di una sola giornata di festival.

A pesare è anche il progressivo aumento degli oneri organizzativi rimasti a carico dell’associazione, mentre il contributo degli sponsor continua a essere determinante per permettere lo svolgimento della manifestazione.

Suoni di Marca: un appello alle istituzioni e alla comunità

Gli organizzatori di Suoni di Marca chiedono un sostegno economico e organizzativo più concreto da parte delle istituzioni, ritenendo che il valore culturale, sociale e turistico prodotto dal festival meriti un riconoscimento maggiore.

L’obiettivo dichiarato dal direttore artistico Paolo Gatto e il suo staff organizzativo rimane quello di preservare un evento gratuito, inclusivo e accessibile, senza compromettere la qualità artistica, la sicurezza e il rispetto dell’ambiente. Viene rivolto un invito anche ai cittadini affinché partecipino alla riflessione collettiva sul futuro della manifestazione, individuando nuove formule che consentano di mantenerne intatti i valori e gli scopi di una manifestazione così sentita.