Turismo in crescita: il litorale veneziano parte con segnali incoraggianti secondo Confcommercio San Donà-Jesolo
Turismo, e capacità di attrarre visitatori continuano a rappresentare il motore economico delle località balneari veneziane. L’estate 2026 si apre infatti con dati positivi sul fronte delle presenze, ma il quadro resta più complesso per commercio e ristorazione. A evidenziarlo è Confcommercio San Donà-Jesolo, che sottolinea come il buon andamento della stagione non sia sufficiente a compensare l’aumento dei costi sostenuti dalle imprese e la riduzione del potere d’acquisto delle famiglie.
I numeri confermano un avvio favorevole per il comparto turistico regionale. Nel primo quadrimestre del 2026 le presenze in Veneto sono aumentate dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, anno che aveva già fatto registrare il record di 74 milioni di presenze. Un risultato che consolida la forza attrattiva del litorale veneziano, da Jesolo a Cavallino-Treporti fino a Eraclea Mare, dopo il lieve incremento registrato anche alla chiusura della stagione precedente.
Turismo ed extralberghiero: cresce un modello sempre più richiesto
Tra gli aspetti più significativi emerge la crescita del settore extralberghiero, che registra un incremento dell’1,4%, superiore rispetto a quello delle strutture alberghiere tradizionali.
Secondo Confcommercio San Donà-Jesolo, questa dinamica può trasformarsi in un’importante occasione di sviluppo anche per i comuni dell’entroterra. Località come Musile di Piave, Noventa di Piave, Meolo, Quarto d’Altino, Torre di Mosto e Ceggia possono beneficiare dell’espansione di agriturismi, bed and breakfast e affittacamere, contribuendo così a distribuire i flussi turistici su un’area più ampia e ad allungare la stagione oltre i mesi di maggiore affluenza.
In questa prospettiva, l’associazione guarda con interesse alla nascita di una Organizzazione di Gestione della Destinazione che coinvolga i Comuni del territorio, favorendo una promozione coordinata e una valorizzazione condivisa delle risorse locali.
Commercio e ristorazione frenati dall’aumento dei costi
Se il comparto turistico mostra segnali incoraggianti, il contesto economico continua invece a mettere sotto pressione molte attività commerciali e della ristorazione.
A giugno l’indice di fiducia del commercio al dettaglio è aumentato del 4,1%, ma questo miglioramento non si è tradotto in una crescita delle vendite, rimaste ferme nel mese di maggio. A incidere sono soprattutto l’inflazione, salita al 3,5% in Veneto, insieme all’aumento dei costi energetici e delle materie prime, fattori che riducono sensibilmente i margini operativi delle imprese.
La situazione conferma come la crescita delle presenze turistiche, pur rappresentando un elemento positivo, non riesca da sola a garantire un equilibrio economico per tutte le attività che operano sul territorio.
Imprese in calo nonostante la tenuta del commercio
Anche il tessuto imprenditoriale regionale continua a mostrare elementi di fragilità. Nel primo trimestre del 2026 il numero delle aziende attive in Veneto è diminuito dell’1,1%.
Il commercio, tuttavia, evidenzia una lieve crescita dello 0,4%, un dato che testimonia la capacità del settore di mantenere una certa stabilità nonostante le difficoltà economiche e l’aumento dei costi di gestione.
Confcommercio: servono misure concrete per sostenere il territorio
Il presidente di Confcommercio San Donà-Jesolo, Angelo Faloppa, richiama l’attenzione sulla necessità di sostenere concretamente il sistema economico locale.
Secondo Faloppa, il territorio vive grazie all’equilibrio tra turismo, commercio e ristorazione. La domanda continua a essere presente, ma è necessario evitare che le imprese vengano penalizzate dall’inflazione e dall’incremento dei costi fissi. Per questo motivo l’associazione chiede ai Comuni interventi sui tributi locali, una maggiore semplificazione amministrativa e una migliore organizzazione dei servizi durante tutto l’anno, senza limitare le azioni esclusivamente alla stagione estiva.
Il buon andamento del turismo rappresenta quindi una base solida per affrontare l’estate 2026, ma la crescita delle presenze dovrà essere accompagnata da politiche capaci di sostenere commercio e ristorazione, così da garantire uno sviluppo equilibrato dell’intero territorio.














