Abbandono rifiuti sotto la lente della Polizia metropolitana di Venezia, che intensifica i controlli attraverso pattugliamenti e video-trappole. L’ultimo episodio accertato risale alla fine di luglio a Chioggia, dove le telecamere hanno ripreso un soggetto mentre lasciava rifiuti lungo la SP 32. Tuttavia, il caso rappresenta soltanto una parte dell’attività condotta negli ultimi mesi. Nei primi sei mesi sono stati accertati sei illeciti amministrativi, nove notizie di reato e altrettanti sequestri. Le verifiche interessano soprattutto Chioggia, ma anche la SP 43 Portegrandi-Caposile e Marghera.
Abbandono rifiuti, controlli rafforzati nel Veneziano
Non soltanto segnalazioni dei cittadini e interventi dopo il ritrovamento dei materiali. La strategia contro l’abbandono rifiuti punta sempre più sulla prevenzione e sulla possibilità di individuare direttamente i responsabili.
Il Nucleo di Polizia ambientale della Città metropolitana utilizza pattugliamenti mirati, presidi territoriali e strumenti digitali.
Tra questi assumono particolare importanza le video-trappole. Le telecamere vengono posizionate nelle zone considerate più problematiche e consentono di registrare eventuali comportamenti illeciti.
L’attività comprende inoltre controlli sui mezzi autorizzati al trasporto dei rifiuti. Gli agenti verificano anche i veicoli non adibiti a questa funzione che vengono sorpresi a trasportare materiali senza le necessarie autorizzazioni.
Chioggia tra le zone maggiormente controllate
Negli ultimi mesi una particolare attenzione si è concentrata sul territorio comunale di Chioggia.
Le numerose segnalazioni relative a episodi ripetuti hanno infatti portato la Polizia metropolitana a considerare questa zona come un’area d’interesse prioritario.
Proprio qui si è verificato uno degli ultimi episodi. Lungo la SP 32, una video-trappola ha ripreso un soggetto durante un presunto abbandono.
Secondo quanto comunicato, la qualità delle immagini ha permesso di acquisire elementi utili per procedere nei confronti del responsabile.
L’utilizzo della videosorveglianza diventa così uno degli strumenti principali per documentare comportamenti che, senza una presenza diretta degli agenti, potrebbero risultare più difficili da ricostruire.
Abbandono rifiuti, sei illeciti e nove notizie di reato
I numeri dei primi sei mesi restituiscono la dimensione dell’attività svolta dalla Polizia metropolitana.
Sono stati accertati sei illeciti amministrativi, con una sanzione media pari a circa 656 euro.
A questi si aggiungono nove notizie di reato, alcune delle quali risultano ancora in corso, e nove sequestri.
I provvedimenti hanno interessato diverse tipologie di beni. In alcuni casi sono stati sequestrati i rifiuti, in altri i veicoli utilizzati per il loro trasporto oppure le aree interessate dal deposito.
Il contrasto all’abbandono rifiuti si sviluppa quindi attraverso controlli che possono partire dall’individuazione dell’illecito e arrivare al sequestro dei mezzi o delle zone coinvolte.
Da Marghera alla SP 43, le altre aree monitorate
Chioggia non rappresenta l’unico territorio interessato.
Tra le zone maggiormente attenzionate figura la SP 43 Portegrandi-Caposile, già oggetto di ripetute segnalazioni.
Un altro punto considerato significativo è Marghera, nel territorio comunale di Venezia. Proprio qui è stata registrata la prima notizia di reato ottenuta con il supporto della video-trappola.
La distribuzione dei controlli segue quindi anche le segnalazioni e la frequenza degli episodi rilevati sul territorio.
Quali sono i rifiuti abbandonati
Le verifiche permettono anche di tracciare una distinzione tra ciò che viene ritrovato nelle aree pubbliche e quanto emerge invece nei terreni privati.
Negli spazi pubblici vengono rinvenuti soprattutto rifiuti urbani. Si tratta dei materiali normalmente prodotti nelle abitazioni oppure derivanti, per esempio, da traslochi.
Secondo quanto rilevato dalla Polizia metropolitana, in questi casi gli episodi vengono ricondotti principalmente a cittadini privati.
Nelle aree private, invece, i materiali abbandonati risultano maggiormente collegati alle attività svolte da aziende.
Abbandono rifiuti, cosa prevede la nuova normativa
Particolarmente rilevante è anche l’evoluzione delle conseguenze previste dalla normativa.
In precedenza le sanzioni distinguevano principalmente tra rifiuti pericolosi e non pericolosi sulla base del relativo codice EER, l’Elenco Europeo dei Rifiuti.
Dopo l’aggiornamento normativo, invece, il sistema è cambiato e non viene più effettuata la precedente distinzione tra soggetto privato e soggetto giuridico.
Secondo quanto riportato dalla Città metropolitana, attualmente è prevista una denuncia penale. Nel caso di rifiuti non pericolosi è possibile ricorrere a un’oblazione per ottenere l’estinzione del reato.
La somma indicata ammonta a 6.500 euro, da versare al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Video-trappole decisive contro gli scarichi abusivi
La tecnologia assume dunque un ruolo crescente nell’individuazione di chi lascia illegalmente materiali sul territorio.
Le immagini raccolte permettono agli agenti di ricostruire gli episodi e acquisire elementi utilizzabili nelle successive contestazioni. Allo stesso tempo, i controlli sui veicoli puntano a intervenire prima che il materiale venga scaricato illegalmente.
La lotta all’abbandono rifiuti si muove quindi su un doppio binario: repressione degli episodi già avvenuti e prevenzione attraverso controlli mirati.
Per approfondire la normativa ambientale è possibile consultare il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Per seguire le altre notizie di cronaca e gli aggiornamenti dal territorio è possibile consultare gli approfondimenti pubblicati quotidianamente.














