L'Alzabandiera in Piazza San Marco
L'Alzabandiera in Piazza San Marco

La cerimonia dell’Alzabandiera in Piazza San Marco ha aperto questa mattina la prima festa delle Polizie locali del Veneto, istituita con il decreto della Regione n.101 del 18 luglio 2019. Celebrata nel giorno del santo patrono del Corpo, San Sebastiano, la ricorrenza è proseguita con la Messa nella Basilica di San Marco, presieduta dal patriarca di Venezia Francesco Moraglia, poi al Teatro La Fenice la consegna delle onorificenze per meriti speciali a 29 agenti appartenenti alle Municipali della regione: sei quelli della Polizia locale di Venezia che hanno ottenuto il riconoscimento per l’attività svolta nel corso dell’anno 2019.

In Piazza San Marco è stato l’Alzabandiera, sulle note dell’inno nazionale suonate dalla banda della Municipale di Venezia, il primo momento delle celebrazioni con il sindaco Luigi Brugnaro e il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, che hanno passato in rassegna lo schieramento di 65 tra agenti e ufficiali in rappresentanza dei Corpi della regione Veneto e reso omaggio ai Gonfaloni delle città capoluogo e quelli decorati al valore. Presenti le massime autorità civili e militari, oltre a numerosi primi cittadini. “Voglio esprimere il mio più sincero ringraziamento a tutti voi, oggi qui presenti in rappresentanza di tutti gli uomini e le donne che lavorano per la Polizia locale” ha sottolineato il sindaco Luigi Brugnaro nel corso della consegna delle onorificenze al Teatro La Fenice.

“Da quando sono diventato sindaco ho condiviso con il comandante Agostini la convinzione dell’importanza del ruolo della Polizia locale, un ruolo strategico, fondamentale che è necessario che venga riconosciuto. La sicurezza di prossimità – ha aggiunto il primo cittadino – è nelle vostre mani. All’interno del Comune di Venezia abbiamo deciso di intraprendere un rinnovamento investendo molte risorse sulla Polizia locale. Abbiamo assunto giovani con sistemi di selezione che permettessero di individuare i candidati più preparati. Il Corpo può contare anche su unità cinofile all’avanguardia e su personale formato e attrezzato. L’obiettivo è ora creare un coordinamento più centralizzato con i vari Comuni della Città metropolitana”. Il primo cittadino ha inoltre ricordato l’impegno per la proposta di legge per chiedere che al giudice di pace vengano attribuiti poteri penali: “Una soluzione che non graverebbe sui costi dello Stato e che consentirebbe di perseguire quei reati che pur minori creano disordine, degrado e insofferenza nei cittadini. È importante che questo Corpo venga valorizzato: noi sindaci saremo sempre al vostro fianco”. Messaggio di sostegno ripreso dall’assessore regionale alla Sicurezza Cristiano Corazzari, che ha consegnato le onorificenze a 29 tra agenti e ufficiali delle Polizie locali del Veneto.

“Una cerimonia che abbiamo voluto fortissimamente anche in questo momento di pandemia per dare il segnale che la vita continua – le parole del comandante generale del Corpo di Venezia, Marco Agostini – Per noi gli ultimi due anni sono stati di grande impegno al servizio della collettività. La cerimonia di oggi riconosce il merito di operatori e operatrici che hanno fatto qualcosa di speciale al di fuori dell’attività ordinaria, hanno salvato vite e ne hanno fatte nascere. È anche la prima festa regionale della Polizia locale, che nei prossimi anni si svolgerà a rotazione nelle diverse province”. Nel suo discorso anche l’accenno alla riforma della Polizia locale in discussione in questi giorni in Parlamento: “Ci auguriamo che venga finalmente riconosciuta l’attività della Polizia locale, che è a tutto tondo ed ha come core business il tema della sicurezza urbana, insieme alla polizia amministrativa e alla sicurezza stradale. Su questi tre fronti credo che la Polizia locale del Veneto non abbia confronti e che dia segnali a tutto il Paese di come si possa essere vicini ai cittadini e continuare ad offrire un servizio a tutta la comunità”.

Nella sua omelia il patriarca Moraglia rivolgendosi agli operatori di Polizia locale ha posto l’accento sull’importanza di essere “uomini e donne chiamati a svolgere un’opera al servizio della cittadinanza. Lavorate tra la gente, le strade delle nostre città sono un osservatorio privilegiato che mostra la realtà che attraversa la nostra società, nel bene e nel male: ogni giorno toccate con mano le situazioni più difficili, la sofferenza. La città vi appartiene e voi appartenete alla città: la città non è fatta di mattoni ma di uomini e donne – ha detto il patriarca – servizio vuol dire prendersi cura, ma la buona volontà non basta: competenza e professionalità continuino ad accompagnare il vostro stare tra la gente con la consapevolezza che dietro la divisa, un’auto e un computer c’è una persona che deve agire con saggezza umana. Grazie per il vostro servizio. Abbiate sempre presente la figura e l’esempio del vostro patrono per un esercizio fedele e saggio dei compiti che vi vengono dati e siate riferimento per le vostre città e per le persone che ci vivono”.