Gli acquisti verdi in Veneto tornano al centro del confronto tra istituzioni, imprese e operatori pubblici. Giovedì 8 ottobre il Museo M9 di Mestre ha ospitato la decima edizione del Forum Regionale degli Acquisti Verdi Veneto, appuntamento dedicato alla sostenibilità degli appalti pubblici e alla diffusione di modelli di produzione e consumo rispettosi dell’ambiente. L’iniziativa, organizzata dalla Regione del Veneto in collaborazione con la Venice Sustainability Foundation (VSF), ha posto particolare attenzione alla formazione degli operatori e all’applicazione dei criteri ambientali negli acquisti della pubblica amministrazione.
A rappresentare il Comune di Venezia è intervenuto Massimiliano De Martin, consigliere delegato alle Politiche energetiche e dell’acqua, che ha richiamato l’attenzione su una delle principali difficoltà del settore: la necessità di affiancare alle richieste delle amministrazioni pubbliche un mercato capace di offrire prodotti e servizi realmente sostenibili.
Acquisti verdi in Veneto, formazione e criteri ambientali al centro del Forum
La decima edizione del Forum ha concentrato i lavori sul Green Public Procurement (GPP), il sistema attraverso il quale le amministrazioni pubbliche integrano considerazioni ambientali nelle procedure di acquisto di beni, servizi e lavori.
Uno degli obiettivi principali riguarda l’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM), i requisiti che orientano gli appalti pubblici verso soluzioni con un minore impatto ambientale.
Il programma ha previsto approfondimenti sui decreti ministeriali che interessano diversi settori strategici, a partire dall’edilizia, per arrivare all’organizzazione degli eventi, alla gestione del verde pubblico e al trattamento dei rifiuti.
Particolare attenzione è stata dedicata alla formazione degli operatori, chiamati a tradurre le disposizioni normative in procedure concrete. Per le amministrazioni, infatti, non basta individuare obiettivi di sostenibilità: occorre anche disporre delle competenze necessarie per applicare correttamente i criteri durante le gare e la selezione dei fornitori.
L’iniziativa ha previsto inoltre la consegna del Premio Compraverde Veneto Imprese, dedicato alla valorizzazione delle realtà produttive impegnate nella sostenibilità, e una serie di approfondimenti pomeridiani sui modelli di produzione e consumo responsabili.
De Martin: «Venezia concentra le sfide ambientali più articolate»
Nel suo intervento, Massimiliano De Martin ha spiegato perché il territorio veneziano rappresenti un luogo particolarmente significativo per affrontare il tema degli acquisti sostenibili.
«Venezia è la città giusta per ospitare questo Forum perché, per la sua intrinseca complessità strutturale caratterizzata da due porti, due aeroporti, nodi ferroviari e autostradali cruciali e una delle zone industriali più grandi d’Europa, rappresenta il fulcro in cui si concentrano le sfide ambientali più articolate», ha dichiarato.
Il consigliere delegato ha sottolineato la differenza tra affrontare le questioni ambientali sul piano teorico e assumere decisioni amministrative capaci di produrre risultati nel tempo.
«Un conto è parlare di ambiente, un altro è fare politica ambientale: qui siamo chiamati quotidianamente a fare scelte strategiche e responsabili per dare continuità a politiche concrete, evitando interventi frammentari».
Il riferimento è alla complessità del territorio veneziano, dove attività industriali, infrastrutture, trasporti e servizi pubblici richiedono una programmazione ambientale coordinata.
La sfida delle imprese: servono più fornitori sostenibili
Uno dei passaggi centrali dell’intervento di De Martin ha riguardato il rapporto tra pubblica amministrazione e sistema produttivo.
Il consigliere ha ringraziato la Regione del Veneto e la Venice Sustainability Foundation per il lavoro di confronto e approfondimento, evidenziando tuttavia una criticità che continua a ostacolare la diffusione degli acquisti verdi.
«Parlando di acquisti verdi, la vera sfida per il futuro è affiancare alla competenza della domanda pubblica una parallela qualificazione della fornitura di beni e servizi», ha osservato.
Secondo De Martin, le amministrazioni possono migliorare le proprie procedure e definire requisiti ambientali sempre più precisi. Tuttavia, il sistema funziona soltanto se le imprese riescono a proporre prodotti e servizi conformi a tali richieste.
«Spesso l’applicazione dei criteri è complessa perché, seppur in crescita, sono ancora limitate le offerte sul mercato che rispecchino determinati parametri», ha aggiunto.
Il problema riguarda quindi non soltanto la capacità degli enti pubblici di acquistare in modo sostenibile, ma anche la disponibilità di una rete di fornitori adeguatamente preparata.
Economia circolare, il ruolo degli appalti pubblici
La prospettiva indicata durante il Forum degli Acquisti Verdi Veneto è quella di sviluppare contemporaneamente la domanda pubblica e l’offerta delle imprese.
Le amministrazioni possono orientare il mercato attraverso le proprie scelte di acquisto. Dall’altra parte, le aziende devono investire in processi, materiali e servizi capaci di rispettare i requisiti ambientali richiesti.
«Accompagnare di pari passo il processo d’acquisto con la creazione di una filiera di fornitura sostenibile è l’unico modo per chiudere davvero il cerchio dell’economia circolare», ha concluso De Martin.
Il confronto ospitato all’M9 ha quindi evidenziato una sfida che coinvolge sia il settore pubblico sia quello privato: trasformare gli acquisti verdi in Veneto da adempimento amministrativo a strumento concreto per favorire la sostenibilità economica e ambientale.
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