I sindaci del G20 delle spiagge riuniti nel 2019 a Castiglione della Pescaia

La terza edizione del G20 delle spiagge si terrà a Vieste, in Puglia. L’appuntamento è in programma da domani, 29 settembre, a giovedì primo ottobre. Una “tre giorni” ricca di appuntamenti e che vedrà protagoniste le spiagge italiane. Dopo il primo appuntamento a Bibione nel 2018 e il secondo a Castiglione della Pescaia (Grosseto), è la volta del Sud Italia, vale a dire Vieste in Puglia. I sindaci e operatori delle 20 + 6 spiagge italiane che rappresentano oltre 60 milioni di turisti si ritroveranno nell’annuale summit che quest’anno, inutile nasconderlo, avverrà in un clima ben diverso rispetto alle precedenti edizioni. Ma saranno, nonostante le limitazioni, tre giorni pieni per i sindaci delle principali località balneari italiane visto il ricco programma.

L’argomento principe del meeting è senza dubbio l’analisi e la predisposizione per l’ottenimento dello Status di Città turistica balneare sul quale i primi cittadini da tempo si presentano compatti. Seguirà una conferenza in streaming con il presidente di Enit Enrico Palmucci che analizzerà la situazione economica delle spiagge sulla stagione che si sta concludendo. Interverranno inoltre il presidente Anci Antonio De Caro e i rappresentanti di Federturismo, Confesercenti e Confcommercio. Sono previsti interventi dei ministri allo Sviluppo economico Stefano Patuanelli e agli Affari regionali Francesco Boccia.

Coordinatore nazionale del G20 Spiagge è il sindaco di San Michele al Tagliamento – Bibione, Pasqualino Codognotto,  l’ideatore della piattaforma delle località balneari più visitate in Italia. Ed è proprio Codognotto a spiegare i temi che saranno affrontati a Vieste:  “Nonostante l’emergenza Covid19 la stagione è ripartita, seppur tra mille difficoltà e interrogativi. Ma non per questo siamo scoraggiati e nel corso della “tre giorni” in terra pugliese sapremo essere propositivi e far sentire il nostro peso di primi cittadini nel panorama politico italiano. Affronteremo assieme temi impellenti inerenti le nostre località balneari e l’economia ad esse collegata. Come strutturarci per accedere ai contributi del “Ricovery fund”, la promozione turistica dei nostri brand, il fenomeno dell’ormai sempre più frequente “clima pazzo” e le conseguenti erosioni delle coste. Un ruolo importante lo avrà l’ambiente che va sempre più salvaguardato”.

“Da anni”, conclude Codognotto, “il turismo è divenuto uno dei settori trainanti del Paese. I numeri che bene identificano le nostre economie li conosciamo così come gli elogi che ci arrivano da casa nostra e oltre frontiera. Ma non bastano! Il G20 Spiagge è un’organizzazione nata a Bibione che comprende tutte le spiagge e dal basso vogliamo far sentire la nostra voce. Al Governo oggi chiediamo il riconoscimento dello status di “citta balneare”, ma ciò che più ci sconforta è che ci considerano come se il turismo non esistesse. Le nostre località sono molto fluttuanti, San Michele al T./Bibione per esempio ha 12 mila abitanti ma per sei mesi all’anno ben 150 mila persone al giorno vivono la località balneare di Bibione. Questa fluttuazione non viene presa in considerazione nelle assunzioni, come per esempio della polizia locale o in altri uffici/servizi, nella questione seconde case dove ci vengano imposti ulteriori prelievi di Imu senza considerare i servizi di pulizia, asporto rifiuti, questioni legate all’ ambiente, logistiche ed infrastrutturali. Vogliamo un riconoscimento di questa condizione che tenga conto delle nostre specificità. Siamo già stati al Senato e non dimentichiamo che rappresentiamo il 14 per cento del Pil nazionale e che solo nella costa veneta sono occupati oltre 20mila addetti”.