Itre imprese artigiane passaggio d'impresa rischio evolutivo

La Continuità d’impresa è la nuova sfida che Confartigianato Imprese Marca Trevigiana vuole affrontare con un approccio strutturato. In provincia di Treviso, infatti, oltre 8.000 imprese non hanno un erede designato o un piano di continuità definito. Il rischio è che molte attività possano cessare nei prossimi cinque anni a causa dell’età del titolare.

Per affrontare questa situazione nasce l’Indice Territoriale di Rischio Evolutivo, abbreviato in Itre. Si tratta di uno strumento pensato per misurare e preservare la continuità delle imprese artigiane del territorio. Il progetto, denominato “Evolution On – Misurare Allenare e Costruire la crescita dell’impresa”, è realizzato con il contributo di Ebav e in collaborazione con Vitruvio Consulting.

La presentazione dell’iniziativa è prevista oggi, martedì 15 settembre, alle ore 18 presso l’azienda I.Sens di Fontane di Villorba.

Continuità d’impresa, i numeri del rischio nel Trevigiano

Il quadro demografico e imprenditoriale evidenzia una situazione delicata. Gli imprenditori e gli amministratori over 60 rappresentano circa il 25% del totale nel comparto artigiano e manifatturiero. Al contrario, soltanto il 7,5% delle imprese trevigiane è guidato da under 40.

Anche i dati sulla trasmissione delle attività mostrano differenze significative. Il passaggio intra-familiare va a buon fine nel 63,7% dei casi. Quando invece la cessione coinvolge dipendenti o soggetti esterni, il tasso di successo scende al 30%.

C’è poi un ulteriore elemento di attenzione. Il 25,9% delle imprese che chiudono nel bacino trevigiano presenta un’età media aziendale inferiore o pari a cinque anni dall’avvio dell’attività.

Secondo i dati illustrati nel progetto, quindi, la questione non riguarda soltanto il ricambio generazionale. Coinvolge anche la capacità delle imprese di organizzare per tempo il trasferimento di competenze, conoscenze e responsabilità.

Itre, come funziona il nuovo indice

L’Itre nasce con l’obiettivo di costruire una fotografia articolata del rischio evolutivo delle imprese. L’indice misurerà, in particolare, quali competenze non risultano trasferite o documentate e quali imprese non hanno ancora attivato processi di pianificazione.

Lo strumento analizzerà inoltre i settori nei quali si registra una maggiore concentrazione di imprenditori prossimi all’uscita dall’attività. In questo modo, l’analisi potrà individuare le situazioni che richiedono maggiore attenzione.

Michele Gorin, Ceo di Vitruvio Consulting, definisce l’Itre un modello di autovalutazione. Il sistema consentirà di attribuire livelli di vulnerabilità alle imprese e di identificare le priorità di intervento.

La valutazione permetterà inoltre di distinguere tra rischio anagrafico, rischio organizzativo e rischio sistemico. L’obiettivo è quindi creare uno strumento utile a strutturare un sistema territoriale capace di prevenire le situazioni critiche e attivare tempestivamente percorsi di accompagnamento.

Continuità d’impresa, dalla fotografia del rischio al matching

Per Confartigianato Imprese Marca Trevigiana l’iniziativa non deve fermarsi alla semplice raccolta e analisi dei dati. Armando Sartori, presidente dell’associazione, spiega che l’obiettivo consiste nell’affrontare la continuità d’impresa in modo sistemico.

La strategia punta quindi a superare l’accompagnamento dei singoli casi per costruire un dispositivo territoriale permanente. Analisi, prevenzione e attivazione di soluzioni diventano così parti di un unico percorso.

Un altro elemento centrale riguarda il possibile sviluppo di un sistema di matching tra imprese che cercano una soluzione di continuità e potenziali subentranti. Tra questi rientrano giovani, altri imprenditori interessati a rilevare un’attività già avviata e soggetti disponibili a valutare anche una fusione.

Il progetto guarda dunque alla possibilità di mantenere sul territorio un patrimonio che non coincide soltanto con l’azienda in senso stretto. Sartori sottolinea infatti il valore delle relazioni costruite negli anni con i clienti, delle tecniche di lavorazione e delle reti di fornitori.

Itre, il nodo culturale della successione

Secondo Armando Sartori, esiste anche un ostacolo culturale da affrontare. I dati, osserva il presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, mostrano che il sistema è in ritardo e che la situazione presenta elementi preoccupanti.

Il problema, quindi, investe l’intero sistema imprenditoriale. L’imprenditore può avere un forte legame personale con la propria attività, costruito attraverso anni di lavoro, passione e investimento.

Proprio questo legame può rendere più difficile affrontare con anticipo il tema del passaggio. Per Sartori, serve dunque un cambiamento di prospettiva: preparare la successione non significa soltanto gestire la fine di un’attività, ma lavorare per conservarne il patrimonio professionale e produttivo.

L’Itre punta a trasformare questa esigenza in un percorso strutturato, capace di individuare le situazioni più vulnerabili e favorire interventi prima che il rischio diventi una crisi.

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Continuità d’impresa, la sfida per il futuro delle aziende

La questione della continuità d’impresa assume quindi una dimensione territoriale. Le oltre 8.000 imprese senza un successore o un piano strutturato rappresentano un patrimonio di attività, competenze e relazioni che potrebbe andare perduto senza un intervento tempestivo.

Il nuovo indice promosso da Confartigianato Imprese Marca Trevigiana punta a misurare questo rischio, individuare le vulnerabilità e creare le condizioni per accompagnare le imprese verso possibili soluzioni. L’obiettivo dichiarato è passare dalla fotografia del problema alla prevenzione, sostenendo il sistema imprenditoriale in un passaggio considerato delicato ma necessario.