Il turismo rurale in Veneto sta vivendo una nuova stagione di crescita. Nell’ultimo biennio il settore ha registrato un incremento del 10%, confermando il crescente interesse dei viaggiatori per esperienze a contatto con la natura, lontano dai circuiti turistici tradizionali e dai ritmi frenetici della quotidianità. Un fenomeno che punta su paesaggi, prodotti tipici, tradizioni locali e soggiorni all’insegna della tranquillità.
A evidenziare questo andamento è Cia Veneto, che sarà presente alla vigilia della 128ª edizione di Fieracavalli, in programma a Verona dal 5 all’8 novembre 2026. L’organizzazione accoglierà i visitatori al padiglione 4, stand C1, per promuovere le opportunità legate al comparto e il valore delle attività rurali.
Turismo rurale in crescita: sempre più persone cercano la natura
Il cambiamento nelle preferenze dei turisti appare evidente. Sempre più persone scelgono spazi aperti, destinazioni meno frequentate e occasioni di riposo lontane dalla confusione.
«Sempre di più le persone sono alla ricerca di spazi aperti, fuori dai circuiti tradizionali, dove trascorrere un tempo di riposo e di svago, meglio se disconnessi dai dispositivi elettronici», osserva Giorgio Puppin, presidente di Cia Veneto.
La possibilità di staccare dalla tecnologia e recuperare un rapporto diretto con l’ambiente rappresenta quindi uno degli elementi che alimentano l’interesse verso questa forma di turismo.
Inoltre, il settore intercetta una domanda sempre più orientata verso esperienze autentiche. Non si tratta soltanto di scegliere una destinazione diversa, ma di riscoprire il piacere di vivere il territorio con tempi più distesi.
Turismo rurale tra cavalli, biciclette e percorsi a piedi
Uno dei punti di forza dell’offerta veneta è la varietà delle esperienze possibili. Il turismo rurale permette infatti di esplorare il territorio a cavallo, in bicicletta oppure a piedi, attraverso un approccio che privilegia il contatto con la natura e la scoperta del paesaggio.
A queste attività si affianca la valorizzazione dell’enogastronomia. I visitatori cercano sempre più spesso prodotti tipici di qualità, legati alla stagionalità e alle tradizioni agricole locali.
Il viaggio diventa così anche un’occasione per conoscere le produzioni del territorio e assaporare le specialità locali. Come sottolinea Puppin, questo modello consente di gustare lentamente le primizie e ammirare i paesaggi, lontano dalla confusione delle mete più frequentate.
La combinazione tra attività all’aria aperta, buon cibo e ritmi più lenti costituisce dunque uno degli elementi centrali dell’offerta turistica rurale.
Turismo Verde Cia Veneto, il valore delle relazioni e dei territori
Accanto alle esperienze proposte ai visitatori, emerge un altro aspetto fondamentale: il ruolo delle persone e delle comunità locali.
Donata Cenedese, presidente di Turismo Verde Cia Veneto, richiama l’attenzione sulla necessità di valorizzare non soltanto le eccellenze del territorio, ma anche il fattore umano e le relazioni.
«Tutti gli attori del sistema sono chiamati a dare valore non solo alle eccellenze proposte, ma pure al fattore umano e alle relazioni», precisa Cenedese.
Si tratta di una dimensione particolarmente importante per le aree interne del Veneto, dove il turismo può contribuire alla valorizzazione delle risorse locali e alla crescita del bene comune.
L’obiettivo, quindi, va oltre la semplice promozione delle destinazioni. Occorre costruire un sistema capace di coinvolgere le realtà locali, rafforzare i legami con il territorio e offrire ai visitatori esperienze che mettano al centro autenticità e accoglienza.
Paesaggio, biodiversità e filiera corta: gli obiettivi di Turismo Verde
Tra le priorità di Turismo Verde Cia Veneto figurano la tutela e la valorizzazione del paesaggio, della biodiversità e delle tradizioni culturali locali.
Un’attenzione particolare riguarda anche la filiera corta, dal campo alla tavola. Questo modello permette di mettere in evidenza il legame tra agricoltura, produzioni alimentari e territorio, offrendo ai turisti l’opportunità di conoscere più da vicino le eccellenze locali.
In questo contesto, la stagionalità assume un ruolo centrale. I prodotti agricoli diventano parte integrante dell’esperienza turistica e contribuiscono a raccontare le caratteristiche delle diverse aree del Veneto.
La sfida consiste nel valorizzare tutte queste risorse attraverso un’offerta capace di unire natura, cultura, gastronomia e relazioni umane. Un percorso che coinvolge agricoltori, operatori turistici e comunità locali.
Fieracavalli 2026, Cia Veneto presente a Verona dal 5 novembre
La promozione del comparto rurale troverà spazio anche nella 128ª edizione di Fieracavalli 2026, appuntamento in programma dal 5 all’8 novembre 2026 presso i padiglioni di Veronafiere a Verona.
Cia Veneto sarà presente al padiglione 4, stand C1, alla vigilia della manifestazione, portando l’attenzione sulle opportunità offerte dal comparto e sul rapporto tra agricoltura, turismo e valorizzazione territoriale.
La crescita registrata nell’ultimo biennio, pari al 10%, conferma il potenziale di un settore che punta su esperienze autentiche e sostenibili, prodotti di qualità e scoperta dei territori.
Il turismo rurale si presenta così come una risorsa per il Veneto: un modello che unisce natura, tradizioni, gastronomia e relazioni, offrendo nuove opportunità soprattutto alle aree interne della regione.















