Crisi Venezia FC
Crisi Venezia FC

La crisi del Venezia FC continua anche dopo la sosta. La sconfitta contro l’Atalanta conferma le difficoltà della squadra di Giovanni Stroppa, ancora ferma a zero punti dopo sei giornate. Sabato arriva il Napoli al Penzo, mentre crescono i dubbi sulla panchina e il malcontento dei tifosi.

Crisi Venezia FC, gli stessi errori dopo tre settimane di sosta

Perdere a Bergamo contro l’Atalanta ci può stare vista la differenza di rosa delle due formazioni. Quello che non può più essere considerato normale è tornare in laguna senza aver intravisto un segnale di cambiamento. Perché il problema del Venezia non è soltanto lo zero nella casella dei punti conquistati, ma la sensazione sempre più evidente di una squadra incapace di correggere i propri difetti.

Tre settimane di sosta, la fiducia confermata a Giovanni Stroppa, il tempo per lavorare e trovare soluzioni. Eppure, alla ripresa del campionato, si è visto sostanzialmente lo stesso Venezia che aveva già mostrato tutti i propri limiti, con una gara molto simile, ad esempio, a quella di Frosinone.

Il copione è ormai riconoscibile. Quando gli avversari alzano il ritmo, aggrediscono il portatore di palla e anticipano le linee di passaggio, il Venezia perde sicurezza, distanze e capacità di costruire. Non è soltanto una questione tecnica. È l’atteggiamento complessivo della squadra a preoccupare. La difficoltà nel reagire immediatamente quando si perde la palla, nel trovare alternative a un centrocampo che costruisce poco, nell’evitare di prendere troppe sberle troppo presto.

E proprio questo è l’aspetto più inquietante. Si può perdere contro una formazione superiore, ma bisogna almeno dimostrare di aver imparato qualcosa dalle sconfitte precedenti. A Bergamo, invece, è mancata soprattutto questa risposta. E dopo settimane di lavoro, la responsabilità non può essere attribuita soltanto ai calciatori.

Venezia-Napoli, servirà qualcosa di diverso

Sabato 17 ottobre, alle 15, al Penzo arriverà il Napoli di Massimiliano Allegri, reduce anche dall’impegno europeo contro il Villarreal. Una squadra costruita per obiettivi ben diversi dalla salvezza e che, inevitabilmente, metterà alla prova proprio quelle fragilità che il Venezia continua a manifestare.

La domanda è semplice: come intende affrontarla Stroppa? Perché riproporre lo stesso atteggiamento, confidando che questa volta gli episodi siano favorevoli, rischia di trasformarsi nell’ennesimo errore. Non si tratta necessariamente di rinunciare alla propria identità, ma di comprendere che una squadra in difficoltà deve prima di tutto ritrovare equilibrio, concretezza e capacità di soffrire.

Contro il Napoli non basterà giocare bene per qualche tratto della partita. Servirà un Venezia presente dal primo minuto, capace di non concedere agli avversari il controllo immediato dell’incontro. A Bergamo i tre gol subiti nel primo tempo hanno compromesso una gara nella quale, successivamente, gli arancioneroverdi hanno anche costruito occasioni importanti. Ma è stata la bravura del Venezia, o semplicemente il classico rilassamento di chi in 30 minuti aveva già chiuso il match?

Stroppa, una fiducia che adesso deve trovare risposte

La società sembra orientata a concedere a Stroppa almeno un’altra possibilità. È una scelta legittima anche se discutibile, ma che comporta responsabilità precise. La fiducia non può diventare un alibi per rinviare continuamente decisioni difficili.

Intanto il toto-allenatore è già cominciato. A Bergamo erano presenti Paolo Zanetti, accompagnato da componenti del proprio staff, Manuele Cacicia, collaboratore di Davide Nicola, e Roberto D’Aversa. Presenze che alimentano inevitabilmente le ipotesi sul futuro della panchina.

E allora viene spontaneo chiedersi: sabato, prima di Venezia-Napoli, Allegri stringerà la mano a Stroppa oppure a un altro allenatore? Al momento l’orientamento sembra quello della conferma del tecnico, ma nel calcio le decisioni possono cambiare rapidamente.

Crisi Venezia FC, i tifosi hanno già mandato un messaggio

C’è infine un elemento che merita particolare attenzione: la tifoseria. A Bergamo, in un lunedì lavorativo, erano stati venduti 617 biglietti per il settore ospiti. Un sostegno importante, soprattutto considerando una classifica che non offre alcuna soddisfazione.

Al termine della partita sono arrivati fischi e cori di contestazione, riconosciuti come comprensibili dallo stesso Stroppa: «A fine partita siamo andati a prenderci i fischi come è giusto che sia, soprattutto per l’approccio alla partita che abbiamo avuto».

È forse questo il passaggio più significativo dell’intera serata. I tifosi non chiedono miracoli, né pretendono che il Venezia vada a vincere su ogni campo. Chiedono però una squadra che dimostri di essere consapevole della situazione, che non si faccia sorprendere sempre dagli stessi errori e che sappia lottare con continuità.

Il sostegno non è mai mancato. Ora deve arrivare una risposta dal campo.

Perché dopo sei partite e altrettante sconfitte, il tempo delle spiegazioni sta lasciando spazio a quello delle decisioni. E il rischio più grande, per il Venezia, non è perdere anche contro il Napoli. È continuare a perdere senza capire come invertire la rotta.

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