Piena soddisfazione per il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità sotto l’egida dell’Unesco anche in casa Fipe-Confcommercio Treviso. Una soddisfazione espressa congiuntamente dalla presidente provinciale di Fipe, Dania Sartorato, e dal vicepresidente Michele Pozzobon a nome degli oltre 2000 ristoratori e pubblici esercenti della provincia di Treviso che si unisce ad una prima reazione: “partiremo da questo riconoscimento per declinare iniziative territoriali volte al rafforzamento della brand identity della Marca trevigiana”.
Il traguardo storico, sancito all’unanimità dal Comitato intergovernativo riunito a New Delhi, conferma come l’Italia sia riuscita a portare sul palcoscenico mondiale i valori fondanti della propria cultura gastronomica e dimostra come la cucina italiana sia la prima al mondo a ottenere questo titolo per il suo significato culturale e sociale: il valore del cucinare, della convivialità, dell’identità collettiva.
“La candidatura” – conferma la presidente Dania Sartorato– “è stata sostenuta e promossa da Fipe-Confcommercio, è frutto di un grande lavoro congiunto tra istituzioni (Masaf, ministero della Cultura, ministero degli Affari Esteri, Anci e molti altri) insieme al mondo associativo, ai cittadini e agli imprenditori del settore. Fipe ha contribuito attivamente con numerose iniziative, compreso tutto il lavoro condotto dai piccoli e medi territori come il nostro sulle tipicità e sulle tradizioni, che ha generato un gran movimento partecipativo. Per noi, nella Marca trevigiana, il lavoro di promozione è stato costante e condotto nei decenni: basta pensare al valore delle prime rassegne tematiche create dal glorioso Gruppo Ristoratori, ai festival della cucina, fino alla rassegna mondiale della TWC che ha portato Treviso e il tiramisu nel mondo. Per tutta la nostra provincia, l’enogastronomia è da sempre un pilastro dell’offerta turistica: non c’è esperienza di soggiorno che non passi attraverso il cibo, la sua storia, i suoi sapori, i riti trevigiani, i nostri locali”.
Per Michele Pozzobon, vicepresidente Fipe – “questo riconoscimento arriva in un momento in cui il valore della nostra identità gastronomica è più evidente che mai. Come ristoratore e rappresentante di Fipe, accolgo questo traguardo con profondo orgoglio: è il risultato di una storia fatta di territori, mestieri e comunità che hanno saputo custodire e innovare senza perdere autenticità. Il Veneto e il Trevigiano, protagonisti di un’eredità culinaria unica, celebrano quest’anno anche l’anniversario di Maffioli, figura che più di altre ha interpretato la nostra capacità di unire tradizione e creatività. Qui la cultura del cibo è sempre stata espressione di convivialità, competenza e apertura. Abbiamo finalmente l’opportunità di dare ancora più peso al valore della nostra cucina, di rafforzare l’intera filiera — dai produttori ai ristoratori — e di ribadire al mondo che la forza dell’Italia sta proprio nella sua cultura gastronomica, capace di trasformare diversità locali in un’identità condivisa e riconoscibile ovunque. La ristorazione è unica perché unisce, educa e racconta veramente chi siamo e come lavoriamo”.















