Nasce la casa della contemporaneità
Muvec, la casa della contemporaneità, nasce a Mestre con l’obiettivo ambizioso di valorizzare un luogo simbolo della cultura locale e trasformarlo in un punto di riferimento internazionale per l’arte contemporanea. Il progetto prende forma all’interno del Centro Culturale Candiani, grazie a un profondo ripensamento architettonico e a una solida progettazione scientifica che ha portato alla creazione di uno spazio moderno, dinamico e aperto al dialogo europeo.
L’inaugurazione ufficiale, avvenuta giovedì mattina, ha visto la partecipazione delle principali istituzioni coinvolte nel progetto. Presenti il sindaco Luigi Brugnaro, la presidente della Fondazione Musei Civici Mariacristina Gribaudi e l’assessora regionale alla Cultura Valeria Mantovan, che ha sottolineato il valore sociale della cultura come strumento contro degrado e insicurezza.
Un progetto culturale europeo per Mestre
Muvec rappresenta una svolta per la città di Mestre e per l’intero territorio veneziano. Non si tratta solo di un nuovo museo, ma di una realtà pensata per inserirsi a pieno titolo nel circuito dei musei internazionali di arte contemporanea. La struttura potrà contare su una collezione permanente di grande valore e su esposizioni temporanee capaci di attrarre pubblico e critici da tutta Europa.
Il progetto ha previsto importanti interventi architettonici, tra cui la realizzazione di una torre-faro e di una pensilina sopraelevata che facilita l’accesso alle sale espositive. Un restyling necessario per trasformare un edificio considerato in passato distante dalla città in un luogo vivo e integrato nel tessuto urbano.
Il significato culturale di Muvec
La vera rivoluzione portata da Muvec è culturale. Il museo nasce con l’obiettivo di raccontare l’arte dal secondo dopoguerra in poi, con particolare attenzione al tema della ricostruzione dopo il 1948. Il percorso si sviluppa grazie alle collezioni civiche, in particolare quelle conservate a Ca’ Pesaro, arricchite da nuove donazioni di artisti emergenti già affermati a livello internazionale.
Secondo la dirigente Elisabetta Barisoni, la nascita di Muvec rappresenta un evento raro: inaugurare un museo è un’occasione unica nella vita professionale. Ma non si tratta di un punto di arrivo, bensì dell’inizio di un percorso destinato a crescere e a coinvolgere sempre più il pubblico, soprattutto le nuove generazioni.
Il percorso espositivo tra passato e contemporaneità
Il percorso espositivo di Muvec si articola su tre direttrici principali: Ricostruzione, Costruzione e Decostruzione. Questa struttura riflette le trasformazioni dell’arte del secondo Novecento e si intreccia con la storia urbana e sociale di Mestre.
Due sono i livelli di lettura proposti ai visitatori:
- le grandi correnti internazionali che hanno influenzato Venezia
- le esperienze artistiche sviluppate nella terraferma
La collezione permanente include opere legate a movimenti fondamentali come Informale, Spazialismo e Arte minimal, oltre a pratiche contemporanee focalizzate su spazio e materia. Accanto ai grandi nomi internazionali trovano spazio anche artisti del territorio, creando un racconto ricco e articolato.
Mostre ed eventi: un museo dinamico
Muvec si presenta fin da subito come uno spazio dinamico. In occasione dell’apertura, il museo sarà visitabile gratuitamente nel weekend inaugurale, mentre il giorno precedente ospiterà la mostra collettiva del Premio Mestre di Pittura.
Tra gli appuntamenti più attesi spicca la mostra “Klimt, Schiele, Kokoschka e il corpo nell’arte contemporanea”, in programma dal 26 settembre. L’esposizione metterà in dialogo i maestri della Secessione Viennese con artisti contemporanei come Chen Zhen, Vanessa Beecroft e Marlene Dumas, offrendo una riflessione sul corpo e sulle trasformazioni della società.
Muvec: un nuovo punto di riferimento culturale
Muvec si candida a diventare un polo culturale di riferimento non solo per Mestre ma per l’intero panorama europeo. Grazie alla qualità delle opere, alla progettazione innovativa e alla capacità di dialogare con le principali istituzioni internazionali, il museo punta a consolidare nuove collaborazioni e a rafforzare il ruolo della città nel circuito artistico globale.















