Finti parenti e finti incidenti. L’allarme della Questura di Treviso.

Finti parenti e finti incidenti. L’allarme della Questura di Treviso.

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Allarme truffe lanciato dalla Questura di Treviso per finti carabinieri o finti uomini di forze dell'ordine che aggirano anziani. "Suo nipote è in caserma, 4mila euro per il rilascio": finti carabinieri a caccia di truffe agli anziani. 

Fatti simili continuano ad accadere e le vittime sono sempre anziani, spesso indifesi. L'ultimo episodio segnalato è accaduto pochi giorni fa e le segnalazioni sono arrivate poi in Questura. Delle persone hanno contattato le proprie vittime, la prima di 88 anni e la seconda di 72 anni, sul telefono fisso, presentandosi come appartenenti all’Arma dei Carabinieri nel tentativo di truffare le ignare donne. Due segnalazioni al 113 nel giro di poche ore, con le stesse modalità. Il tempestivo intervento degli uomini delle Volanti della polizia hanno permesso alle due donne di non cadere vittime dei malfattori. Il primo intervento è stato effettuato in centro a Treviso. La donna ha ricevuto una telefonata da un falso Carabiniere che comunicava che il nipote si trovava in stato di fermo in Caserma, a causa di un incidente, ovviamente finto e che era appunto in stato di fermo e multato. Per essere liberato, alla donna è stata chiesta la somma di circa 4mila per la liberazione del giovane. L’anziana, insospettita da tale situazione ha subito allertato il 113 che ha inviato una pattuglia evitando così che la stessa consegnasse soldi ai truffatori. Dopo poche ore, altro intervento richiesto da un’altra donna alla Polizia per un tentativo di truffa. Anche in questo caso, l’anziana è stata contattata da un sedicente maresciallo dei Carabinieri di Jesolo, con la scusa che suo nipote era stato trattenuto in Caserma perché inadempiente con il pagamento di due rate dell’assicurazione per un totale di 3.500 euro. Per rendere la situazione più credibile, alla donna era addirittura stato passato al telefono un sedicente legale del figlio, il quale la invitava a recuperare la somma e a versarla presso gli Uffici ESATRI.

Considerato l’orario di chiusura degli Istituti Bancari, l’anziana si era dimostrata impossibilitata a recuperare il denaro. L’avvocato , ovviamente finto, le aveva consigliato di recuperare in alternativa l’oro che aveva in casa dicendo che sarebbe passato di persona a ritirarlo. Dopo pochi minuti la donna riceve un’altra telefonata. L’avvocato era sotto casa che attendeva la consegna del bottino. La donna insospettita da tale velocità alla fine ha chiamato il figlio per verificare i fatti. E il figlio l'ha rassicurata dicendole che era al mare con la sua famiglia. L’uomo, intuendo che la vittima aveva alla fine contattato la Polizia, è scappato facendo perdere le proprie tracce. Sul posto sono intervenuti i Poliziotti delle Volanti e della Squadra Mobile che stanno indagando sui responsabili delle truffe.

 

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