La sconfitta per 1-0 contro il Genoa lascia molta amarezza in casa Venezia. Davide Nicola non nasconde la rabbia per un risultato che considera immeritato, soprattutto alla luce delle numerose occasioni costruite dagli arancioneroverdi nella ripresa. Il tecnico, alla seconda partita sulla panchina lagunare dopo la vittoria contro il Napoli, analizza una squadra ancora alla ricerca del giusto equilibrio tra solidità difensiva e capacità di sviluppare il gioco offensivo. Ma resta convinto delle possibilità di raggiungere la salvezza.
Genoa-Venezia, Nicola: «Una partita a due facce»
«La partita ci lascia abbastanza arrabbiati, come è giusto che sia, ma questa rabbia va canalizzata. Oggi, anche a livello di numeri, il pareggio ci avrebbe fatto storcere il naso, invece abbiamo addirittura perso», ha dichiarato Nicola al termine della sfida di Marassi.
Il tecnico ha evidenziato le differenze tra le due frazioni di gioco. Nel primo tempo il Venezia ha privilegiato la compattezza, lasciando il possesso al Genoa senza però concedere molte occasioni. Nella ripresa, invece, gli arancioneroverdi hanno alzato il ritmo, costringendo i rossoblù a difendersi.
«La nostra partita può essere letta un po’ a due facce, ma anche nel primo tempo non abbiamo corso grandi rischi, abbiamo subito un gran gol. Nel secondo tempo invece siamo stati più fluidi nel gioco».
Nicola ha riconosciuto i meriti di Ellertsson per la splendida rete decisiva, ricordando però che la prima grande occasione della partita era stata costruita proprio dal Venezia con Yeboah.
Nicola: «Dobbiamo essere maniacali nel capitalizzare le occasioni»
L’aspetto che maggiormente preoccupa l’allenatore riguarda la capacità di trasformare la mole di gioco in gol. La squadra ha creato diverse opportunità, trovando anche le risposte decisive del portiere Bijlow, senza però riuscire a concretizzare.
«La squadra ha predisposizione a giocare, dobbiamo diventare maniacali nel capitalizzare le occasioni», ha sottolineato Nicola.
Il tecnico ha spiegato che la ricerca della solidità difensiva ha finito per condizionare la fluidità della manovra nei primi quarantacinque minuti. Un problema che il Venezia dovrà risolvere attraverso il lavoro quotidiano.
«Nel primo tempo siamo stati particolarmente attenti nel non concedere e questo ci ha tolto qualcosa nella fluidità di gioco, dobbiamo essere bravi ad unire i due atteggiamenti nel corso della stessa partita».
Venezia, Nicola crede nella salvezza
Nonostante la sconfitta, Nicola mantiene fiducia nelle potenzialità del gruppo. Il tecnico è consapevole delle difficoltà di una squadra che deve ancora costruire una propria identità, ma ritiene che il percorso intrapreso sia quello giusto.
«Se siamo il Venezia e non siamo l’Inter c’è un motivo», ha osservato, richiamando la necessità di lavorare per migliorare i numeri e il rendimento della squadra.
Il messaggio rivolto ai giocatori è quello di non perdere fiducia, anche di fronte a risultati negativi. Nicola considera fondamentale continuare a sviluppare i principi di gioco introdotti nei primi giorni del suo lavoro.
«Sono convinto che questa squadra abbia i mezzi per potersi esprimere», ha ribadito, confermando la fiducia nelle possibilità di raggiungere l’obiettivo stagionale.
Genoa-Venezia, il lavoro tattico e la prossima sfida con l’Inter
Il confronto con il Genoa ha evidenziato anche la necessità di migliorare la gestione del pallone. Nicola vuole una squadra capace di sviluppare un calcio rapido, alternando il palleggio alle verticalizzazioni e mantenendo maggiore continuità tra le due fasi.
La ripresa di Marassi rappresenta, sotto questo aspetto, un punto di partenza. Il Venezia ha dimostrato di poter mettere in difficoltà gli avversari, ma dovrà riuscirci fin dai primi minuti, senza aspettare di trovarsi in svantaggio.
Il prossimo impegno contro l’Inter rappresenterà un’altra prova particolarmente impegnativa. Prima di prepararla, Nicola ha sottolineato l’importanza del recupero fisico e mentale dopo una partita intensa.
La sconfitta di Genova interrompe immediatamente l’entusiasmo generato dal successo sul Napoli, ma non modifica la convinzione dell’allenatore: il Venezia possiede le qualità per competere nella corsa alla salvezza. Serviranno però maggiore concretezza sotto porta, continuità nell’interpretazione della gara e la capacità di unire la solidità difensiva alla fluidità offensiva mostrata nel secondo tempo.
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