Interpreti sanitari al lavoro tra spiagge e ospedali del litorale veneto
Interpreti sanitari pronti a entrare in servizio nei principali presidi sanitari del litorale veneto. Tutti giovanissimi, provenienti non solo dal Veneto ma anche da altre regioni italiane, affiancheranno medici e infermieri durante la stagione estiva nei territori a più alta presenza turistica. L’obiettivo è migliorare il dialogo tra personale sanitario e pazienti stranieri, riducendo le difficoltà linguistiche e rendendo più rapida la presa in carico.
Saranno in servizio nei Punti di primo intervento di Bibione, Caorle, Jesolo e Cavallino-Treporti, nella postazione ambulanza di Eraclea e nei Pronto soccorso degli ospedali di San Donà di Piave e Portogruaro. Una rete strategica che, ogni estate, si trova a gestire un forte aumento di accessi legato all’arrivo di turisti italiani e internazionali.
Formazione nella sede Ulss 4 Veneto Orientale
La giornata di accoglienza e formazione si è svolta oggi nella sede centrale dell’Ulss 4 Veneto Orientale, a San Donà di Piave, in provincia di Venezia. La Direzione aziendale ha incontrato i nuovi operatori linguistici chiamati a supportare il sistema sanitario locale nei mesi più intensi dell’anno.
Presenti all’incontro il direttore generale Carlo Bramezza, la direttrice amministrativa Silena Tadiotto, la direttrice del Dipartimento di Area critica pediatrica e adulta Elena Momesso, il project manager del programma “Vacanze in Salute” e per lo sviluppo del turismo sanitario Sebastiano Maso, oltre all’équipe della Medicina turistica.
Selezione nazionale e competenze linguistiche
I candidati sono stati selezionati attraverso un avviso pubblicato a febbraio, con graduatoria resa nota a metà marzo. Le prove hanno previsto verifiche linguistiche in tedesco e inglese, due delle lingue più richieste nelle località balneari del Veneto orientale.
I partecipanti arrivano da tutta Italia. Molti di loro si sono formati alla Scuola superiore di Lingue moderne per Interpreti e Traduttori dell’Università di Trieste, dove grazie a una convenzione triennale con l’Ulss 4 è attivo un corso specifico di lingua con terminologia medica. A questi si aggiungono anche giovani provenienti da altri atenei italiani.
Come funzionerà il servizio nei presidi sanitari
Durante la mattinata di preparazione sono stati approfonditi i principali aspetti operativi del servizio. Tra questi il modello organizzativo dei servizi sanitari turistici, la gestione dei Punti di primo intervento, le procedure di identificazione anagrafica e raccolta documentazione per i pazienti stranieri, oltre alla corretta imputazione dei costi e al recupero del ticket.
Un’attenzione particolare è stata dedicata anche alla gestione del servizio cassa presso Pronto soccorso e Punti di primo intervento, passaggio essenziale nei periodi di maggiore afflusso.
Un supporto decisivo per la stagione estiva
Secondo il direttore generale Carlo Bramezza, la stagione turistica rappresenta una grande ricchezza per i Comuni del litorale, per il Veneto e per l’intero Paese. Garantire un’assistenza sanitaria adeguata diventa quindi fondamentale per il buon andamento dell’estate e per l’accoglienza dei visitatori.
L’ingresso di questi giovani professionisti viene considerato un valore aggiunto per l’intera azienda sanitaria. Motivati, preparati e pronti a intervenire nei momenti di necessità, aiuteranno il personale medico nella corretta gestione dei pazienti con barriere linguistiche.
Interpreti sanitari risorsa chiave per il turismo in Veneto
Il progetto conferma l’attenzione crescente verso la qualità dell’assistenza nelle località turistiche. In territori dove migliaia di visitatori arrivano ogni giorno, poter contare sugli interpreti sanitari significa offrire cure più efficienti, comunicazione chiara e maggiore sicurezza per tutti: insomma saranno una delle risorse più preziose dell’estate veneta.















