Juan Jesus scuote il Venezia: «Ne usciremo» - Notizie Plus
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Prima partita da titolare, fascia da capitano al braccio e subito il peso di dover parlare nel momento più difficile. Juan Jesus non si tira indietro dopo lo 0-2 subito dal Venezia contro la Lazio al Penzo. Il difensore brasiliano ammette le proprie responsabilità sul secondo gol, difende il lavoro di Giovanni Stroppa e manda un messaggio preciso all’ambiente: la squadra ha bisogno dei propri tifosi per uscire da un avvio di campionato segnato da cinque sconfitte consecutive.

L’esperienza maturata in tanti anni di Serie A porta Juan Jesus a indicare una sola strada: lavorare. «Ho imparato in vent’anni di calcio che da questi momenti si esce soltanto con il lavoro. Non ci sono scorciatoie».

Di seguito l’intervista al difensore del Venezia.

Juan Jesus: «Sul secondo gol potevo fare meglio»

Stroppa ha detto che sul secondo gol si poteva usare un po’ più di mestiere. Come hai vissuto quella situazione? E cosa significa partire titolare per la prima volta con la fascia di capitano?

«Sicuramente potevo fare meglio. Dentro la partita, però, tutto succede molto velocemente. Quando uno vede l’azione da fuori può valutare e pensare a cosa si poteva fare diversamente. Se il mister ha detto che potevo usare più mestiere, sicuramente potevo fare meglio».

Il giocatore non cerca quindi attenuanti sull’azione che ha portato alla rete di Noslin. Allo stesso tempo guarda alla prestazione complessiva del Venezia.

«Essere capitano per me significa avere una responsabilità. Però dobbiamo guardare anche quello che abbiamo fatto come squadra. A me è piaciuto il nostro primo tempo. Nonostante alla fine sia arrivato lo 0-2 contro la Lazio, abbiamo creato tanto».

Poi il primo messaggio forte della sua intervista.

«Sicuramente usciremo da questo buio, da questa tempesta. Con il lavoro. Ho imparato in vent’anni di calcio che si esce soltanto lavorando. Non ci sono scorciatoie e non esiste un’altra strada».

«Siamo solo alla quinta giornata, c’è ancora tantissimo da fare»

È stata la tua prima partita dal primo minuto con il Venezia. Che idea ti sei fatto di questa squadra? Crea molto, ma continua a fare fatica a concretizzare. Come giudichi il momento?

«È sicuramente un momento difficile, però ricordiamoci che siamo soltanto alla quinta giornata di campionato. Non mancano cinque partite alla fine, quindi c’è ancora tantissimo da fare».

Il brasiliano sottolinea soprattutto l’atteggiamento trovato all’interno dello spogliatoio.

«Ho trovato una squadra che ha voglia di imparare. Sono cambiati diciotto giocatori rispetto alla Serie B e quindi bisogna anche considerare questo aspetto».

Juan Jesus difende quindi il lavoro di Stroppa.

«Il mister sta provando a dare il suo meglio e, secondo me, ci sta riuscendo. Al di là dei risultati, si vede l’impegno della squadra».

Anche l’errore dal dischetto di Yeboah viene letto attraverso questa prospettiva.

«Ci dispiace per il rigore sbagliato, naturalmente. Però dall’altra parte c’è anche un avversario. Quello che conta è che si vede l’impegno».

«A me piace dire che, al di là del risultato, questi ragazzi hanno voglia di imparare e hanno voglia di crescere. Questo per me è già molto importante».

Juan Jesus ai tifosi: «Non lasciate sola la squadra»

In un momento con cinque sconfitte consecutive quanto diventa importante anche il rapporto con i tifosi?

Juan Jesus cambia tono e manda un messaggio diretto alla piazza.

«L’unica cosa che dico chiaramente è che non mi piace che questo momento possa trasformarsi in un distacco dei tifosi verso la squadra. Questo non deve succedere».

Il difensore comprende la delusione, ma traccia una linea netta tra una squadra che non lotta e quella che, a suo giudizio, sta cercando in ogni modo di reagire.

«Noi stiamo facendo il nostro lavoro e ci stiamo mettendo tutto. Posso capire la contestazione se fai una partita camminando, se nessuno mette impegno. Ma questi ragazzi stanno lavorando».

«Siamo alla quinta giornata. Iniziare adesso a puntare il dito contro i ragazzi non va bene».

Poi il messaggio più esplicito: «Per l’esperienza che ho, i tifosi devono essere una benzina in più, soprattutto in un momento complicato». E ancora: «Se lasci la squadra da sola e inizi a puntare il dito diventa tutto più difficile».

«Questi ragazzi stanno facendo tutto quello che possono»

Cosa ti fa pensare che il Venezia possa uscire da questa situazione?

«Ripeto: i ragazzi hanno voglia di imparare e stanno facendo tutto quello che possono».

Juan Jesus considera importante anche la lunga pausa che attende gli arancioneroverdi.

«Meno male che adesso abbiamo questa sosta di venti giorni. Servirà anche a me per crescere, imparare ed entrare ancora meglio nei meccanismi di quello che vuole il mister».

«Questa non è una squadra che subisce e basta. È già una cosa importante».

Il problema, inevitabilmente, resta trasformare il gioco prodotto in gol e punti. Ma Juan Jesus non vede una squadra rassegnata.

«Dobbiamo continuare ad avere voglia di imparare e di crescere».

Juan Jesus difende Stroppa: «Cambiare allenatore? Si perderebbe più tempo»

Stroppa ha detto che, se fosse lui il presidente, confermerebbe l’allenatore. Cinque sconfitte possono innescare le normali dinamiche del calcio. Anche tu pensi che sia necessario continuare con questo progetto?

La risposta di Juan Jesus è immediata.

«Sì, assolutamente».

Il difensore spiega poi perché, secondo lui, un cambio in panchina non rappresenterebbe la soluzione.

«Quando cambi allenatore riparti da zero. Io penso che si perda più tempo di quello che si guadagna».

«Il mister è uno di quegli allenatori a cui piace giocare a calcio. È un allenatore che ci dà soluzioni, che vuole proporre gioco. Non è uno che pensa soltanto a difendere».

Per il capitano, dunque, la squadra deve continuare a seguire le idee costruite durante questi mesi.

«Quando non arrivano i risultati si parla subito dell’allenatore. Ma non significa che quella sia necessariamente la soluzione».

«Questo momento buio passerà»

Quindi la strada resta quella del lavoro?

«Sì. Questo momento buio passerà se continuiamo a metterci voglia, se continuiamo a imparare e a crescere».

Juan Jesus non cerca formule complicate. «Prima o poi ne usciremo». E prova anche a guardare oltre le cinque sconfitte. «Non può andare sempre male».

«Sono convinto che faremo una bella stagione. Dobbiamo uscire da questo momento il prima possibile».

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