Venezia come laboratorio internazionale per affrontare l’innalzamento del mare e i cambiamenti climatici, ma anche come territorio nel quale attrarre investimenti, competenze e nuovi progetti. È su questi due binari che si sta sviluppando la settimana a New York del sindaco Simone Venturini, alla sua prima missione internazionale da quando è alla guida della città. Una trasferta che coincide con la Climate Week NYC e con i giorni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e che si concluderà venerdì 25 settembre.
Il primo cittadino sta partecipando a tavoli dedicati al futuro delle città costiere, alla gestione dell’acqua e al finanziamento delle infrastrutture urbane. Parallelamente, il programma comprende incontri con delegazioni internazionali, rappresentanti di imprese, filantropia e mondo degli investimenti.
Venturini a New York, Venezia tra clima e investimenti
La missione americana punta innanzitutto a presentare Venezia come una città che, per le sue caratteristiche, affronta da tempo questioni che stanno diventando centrali per numerose metropoli costiere del mondo.
La tutela della laguna, la difesa dalle acque alte, la gestione delle coste e la ricerca di un equilibrio tra attività economiche e fragilità ambientale diventano così elementi da portare al confronto internazionale.
Ma la trasferta ha anche una seconda finalità: costruire relazioni in grado di portare sul territorio veneziano investimenti e competenze legati alla rigenerazione urbana, alla sostenibilità, alla cultura e all’innovazione.
«Questa prima missione internazionale ha un obiettivo preciso: far conoscere Venezia come una città capace di affrontare sfide globali e di offrire opportunità concrete di investimento», ha spiegato Venturini.
«Vogliamo costruire relazioni con chi può contribuire alla crescita del nostro territorio, attrarre capitali e competenze e metterli al servizio di progetti che creino lavoro e migliorino la qualità della vita».
Il sindaco lega questa ricerca di nuove opportunità alla particolare esperienza maturata da Venezia.
«Allo stesso tempo Venezia ha un’esperienza unica da condividere con le altre città costiere: la tutela della laguna, la difesa dalle acque alte e la ricerca di un equilibrio tra attività economiche e fragilità ambientale. Presentiamo la nostra città come una delle capitali della contemporaneità, il futuro passa necessariamente per Venezia».
L’incontro a New York con Emmanuel Macron
Tra gli appuntamenti della settimana spicca l’incontro con il presidente francese Emmanuel Macron, promotore della Ocean Rise & Coastal Resilience Coalition.
L’iniziativa punta a rafforzare la collaborazione tra città e regioni costiere chiamate ad affrontare gli effetti dell’innalzamento del livello del mare. Venturini e Macron hanno avuto un breve confronto a New York, concluso con una stretta di mano.
Il tema si collega direttamente a uno dei principali appuntamenti ai quali ha preso parte il sindaco veneziano durante la missione.
Il 22 settembre, alla Scandinavia House, Venturini ha infatti partecipato, su invito del Global Centre for Climate Mobility, a una tavola rotonda dedicata all’attuazione della Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’innalzamento del livello del mare.
Al confronto hanno preso parte rappresentanti di diverse città costiere. L’obiettivo è creare collaborazioni, condividere esperienze e individuare strumenti tecnici e finanziari per trasformare le strategie di adattamento in interventi concreti.
Una rete internazionale tra le città costiere
Dal confronto di New York emerge anche una rete tra amministrazioni che affrontano problemi legati all’innalzamento del mare.
Oltre a Venezia, al tavolo risultano rappresentate città come Porto, Vlora, Larnaca, Kingston, Bridgeport, San Pedro, St. James, İzmir e Jersey City. Il percorso dovrebbe confluire nella Ocean Rise & Coastal Resilience Coalition.
La collaborazione punta allo scambio di conoscenze e soluzioni, ma anche alla possibilità di costruire progetti comuni e facilitare l’accesso alla finanza climatica destinata agli interventi sui territori.
Venezia porta a questo confronto una condizione particolare: una città storica inserita all’interno di un ecosistema lagunare, dove la protezione dalle acque alte deve convivere con la tutela del patrimonio, delle attività economiche e portuali e dell’ambiente.
Il 24 settembre il confronto sul rapporto tra acqua ed energia
La giornata di giovedì 24 settembre porta Venturini alla Regen House per un nuovo appuntamento internazionale dedicato al rapporto tra acqua ed energia.
Il confronto, intitolato “Water-Energy Nexus – The Closed Budget: Who Draws From a Bankrupt Account?”, mette al centro una questione sempre più rilevante: l’acqua come risorsa che collega sistemi energetici, agricoltura, salute pubblica, ecosistemi, infrastrutture e sviluppo delle città.
Tra i temi affrontati figurano anche la crescita dell’intelligenza artificiale e dei data center, infrastrutture che richiedono energia, territorio e risorse idriche.
Il programma dedica una parte specifica proprio alle città e ai territori, analizzando il ruolo della pianificazione urbana, delle infrastrutture e delle amministrazioni locali nella gestione delle risorse.
Insieme a Venturini interviene anche Francesco Musco, presidente del Corila e direttore della ricerca dell’Università Iuav di Venezia.
Venezia come laboratorio sul cambiamento climatico
La presenza congiunta di Venezia, Iuav e Corila punta a presentare il sistema lagunare non soltanto come uno dei territori maggiormente esposti alle conseguenze del cambiamento climatico, ma anche come luogo nel quale sperimentare strategie di adattamento.
Musco ha sintetizzato così l’obiettivo della partecipazione veneziana:
«Portare Venezia, Iuav e Corila alla Climate Week significa portare nel dibattito internazionale non soltanto un caso emblematico di vulnerabilità climatica, ma un vero laboratorio avanzato di adattamento e governance dell’acqua».
La complessità della laguna diventa, da questo punto di vista, un elemento centrale.
«Venezia e la sua laguna sono un sistema unico, nel quale la protezione dalle acque alte, la conservazione degli ecosistemi, la tutela del patrimonio, le attività economiche e portuali e l’adattamento al cambiamento climatico devono essere affrontati in maniera sempre più integrata».
Il 25 settembre “Planet Aqua, Planet Peace”
La settimana americana di Venturini a New York proseguirà venerdì 25 settembre con “Planet Aqua, Planet Peace”, appuntamento organizzato al The Greene Space dei WNYC-NPR Studios.
Il summit mette in relazione gestione dell’acqua, sistemi alimentari, salute pubblica, azione climatica, equità globale e pace.
Tra i partecipanti figurano, oltre al sindaco di Venezia, il direttore dello United Nations University Institute for Water, Environment and Health Kaveh Madani, rappresentanti della FAO, esperti, ricercatori e organizzazioni impegnate sui temi dell’acqua e degli ecosistemi.
L’appuntamento rappresenterà anche un passaggio del percorso che guarda alla Venice Climate Week 2027, con Venezia chiamata a riportare in laguna parte delle relazioni e delle riflessioni sviluppate durante i giorni newyorkesi.
Da New York a Venezia, la sfida delle relazioni internazionali
La missione non si limita quindi alla partecipazione alla Climate Week. Nel corso della settimana sono previsti anche incontri con esponenti della filantropia internazionale, imprese e potenziali investitori.
L’obiettivo dichiarato dal sindaco è utilizzare la dimensione internazionale di Venezia per costruire nuove relazioni da tradurre, successivamente, in opportunità per il territorio.
Clima e sviluppo economico diventano così le due direttrici della settimana di Venturini a New York. Da una parte Venezia porta la propria esperienza nella gestione di un territorio fragile e complesso; dall’altra prova a presentarsi come luogo nel quale sperimentare progetti legati alla sostenibilità, alla rigenerazione urbana, alla cultura e all’innovazione.
La prima missione internazionale del nuovo sindaco si chiuderà venerdì. A quel punto la sfida sarà trasferire a Venezia le relazioni costruite durante gli incontri americani e verificare quali potranno trasformarsi in collaborazioni e progetti concreti.
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