Le città invisibili: dalle città immaginarie di Andrea Pinchi a quelle reali di Stefano Modeo e Francesco Targhetta. Due talk, nell’ambito della mostra “Dal design al Pincbau”, affronteranno le “città invisibili” di Taranto e di Marghera. Il 28 aprile, al Museo Bailo, ospite il poeta Stefano Modeo. Il prossimo sabato, 4 maggio, Francesco Targhetta, vincitore del Premio Berto e tra i finalisti del Premio Campiello 2018.

Una delle tre aree espositive della mostra “Dal design al Pincbau” di Andrea Pinchi (al Bailo fino al prossimo 12 maggio) trae libera ispirazione dalle “Città invisibili” che per l’artista sono in grado di ribadire la tensione astratta dei segni, richiamando Italo Calvino ma senza accenni diretti se non nei nomi, semmai lasciando aleggiare l’ispirazione in una visuale satellitare delle architetture, come se la mente scoprisse le città del puro immaginario.

OltreDesign, con questi due appuntamenti in concomitanza con l’esposizione di Andrea Pinchi, la terza del festival (ricordiamo che presso il Museo di Casa Robegan continua la mostra dedicata agli oggetti iconici e alle nuove tendenze nel mondo del design), vuole soffermarsi a riflettere, grazie alla poesia, su due tra le “città invisibili” italiane. Da sud a nord: Taranto e Marghera.

La conversazione “LE CITTÀ INVISIBILI. LA TERRA DEL RIMORSO” con Stefano Modeo, ospite di Paola Bellin, domenica 28 aprile alle 18 al Museo Bailo, vedrà protagonista la città di Taranto, lacerata da un’industrializzazione incontrollata. Modeo, poeta e docente, nato a Taranto ma attualmente residente a Ferrara, ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie “La terra del rimorso” (Italic, 2018 con prefazione di R.Deidier) dove racconta, con rigore, quella che la sua città, oggi, è diventata nell’esito di un passato doloroso ma anche immerso in miti lontani. Il suo sguardo, anche spostandosi in altri luoghi, rimane severo e attento. La conversazione coinvolgerà emotivamente il pubblico nella realtà di Taranto grazie alle fotografie di Lorenzo Ferraro e al paesaggio sonoro di Loris Ligonzo.