Madonna del Carmine a Treviso: una storia di fede, memoria e comunità
Madonna del Carmine, simbolo di devozione e identità cittadina, torna al centro dell’attenzione pubblica a Treviso con la consegna ufficiale delle offerte raccolte nel capitello di Piazza Rinaldi ai Padri Missionari del P.I.M.E. (Pontificio Istituto Missioni Estere). Un passaggio amministrativo che, oltre alla formalità istituzionale, ha riportato alla luce una vicenda profondamente radicata nella memoria collettiva trevigiana.
La cerimonia si è svolta nella mattinata del 16 febbraio 2026, quando è stata formalizzata la consegna delle somme rinvenute nella cassetta delle offerte dell’edicola votiva dedicata alla Madonna del Carmine. Insieme al denaro – costituito prevalentemente da monete in euro – è stata consegnata anche una copia delle nuove chiavi di accesso, dopo la sostituzione delle serrature effettuata dal Settore Lavori Pubblici del Comune.
Il recupero delle offerte e il ruolo del Comune di Treviso
L’intervento è stato avviato a novembre 2025, a seguito dei contatti con il Rettore dell’Istituto P.I.M.E., padre Piero Facci. Accertata l’irreperibilità delle chiavi della cassetta, si è proceduto alla sostituzione delle serrature. Il 21 gennaio scorso, alla presenza del Presidente del Consiglio comunale Antonio Dotto, è stata aperta la cassetta delle offerte con relativa documentazione fotografica allegata al verbale ufficiale.
Le somme raccolte sono state temporaneamente custodite dall’Economato comunale fino alla consegna al legittimo beneficiario, individuato nei Padri Missionari del P.I.M.E., storici proprietari degli immobili sopra l’edicola prima della cessione al Comune.
Un’operazione che, oltre a garantire trasparenza amministrativa, ha permesso di riscoprire un frammento significativo della storia locale. Proprio grazie al lavoro di ricerca e ricostruzione condotto da Antonio Dotto, è emerso un intreccio di memorie familiari, devozione popolare e senso di appartenenza che attraversa decenni di vita cittadina.
La storia trevigiana dietro il capitello
La vicenda affonda le radici nella metà degli anni Cinquanta. Dalla testimonianza dei nipoti di Adele Zaniol Casellato è stato possibile ricostruire il legame con il capitello della Madonna del Carmine. Rimasta vedova di Guiscardo Casellato, storico titolare della pasticceria del Portico Oscuro, Adele decise di ristrutturare a proprie spese i due appartamenti situati sopra l’edicola votiva, allora di proprietà dei Padri Missionari del P.I.M.E.
Le due inquiline che abitavano negli appartamenti versavano l’affitto fino alla copertura delle spese sostenute per i lavori. Successivamente, il capitello e gli immobili furono ceduti al Comune di Treviso, consolidando così il legame tra spazio pubblico e devozione privata.
Per anni Adele si prese cura personalmente dell’edicola: sistemava i fiori, ne garantiva la pulizia e vi si recava quotidianamente per pregare, attraversando a piedi le vie del centro storico. Un impegno discreto ma costante, condiviso con Giuseppe Vendramin, detto “Beppi prete” o “Beppi dei gatti”, storico cameriere della pasticceria.
Dopo la sua scomparsa, nel 1992 all’età di 87 anni, altre persone della famiglia e della cerchia più stretta hanno continuato a custodire il capitello, mantenendo viva una tradizione di rispetto e spiritualità. In particolare, la signora Luigina Bianco, cugina di Adele, ha proseguito questa opera silenziosa, affiancata da Claudio Muz nel lavoro di ricostruzione storica e nei contatti istituzionali.
All’interno dell’edicola sono state collocate le fotografie di chi, negli anni, si è preso cura della Madonna del Carmine, testimonianza concreta di un servizio svolto con dedizione e senso civico.
Devozione popolare e identità cittadina
«Desidero ringraziare il Presidente del Consiglio comunale Antonio Dotto per il lavoro puntuale di ricerca e approfondimento che ha permesso di ricostruire un pezzo di storia della nostra città. La cura dei luoghi della devozione popolare è parte della nostra identità e della memoria collettiva di Treviso ma soprattutto, grazie a questa consegna, abbiamo scoperto una storia di fede e comunità che ora permetterà di continuare a fare del bene», ha dichiarato il sindaco Mario Conte.
La consegna delle offerte alla comunità del P.I.M.E. rappresenta così non solo la conclusione di una procedura amministrativa, ma anche il recupero di una pagina significativa della storia trevigiana, fatta di gesti semplici, dedizione quotidiana e forte senso di appartenenza.
La vicenda della Madonna del Carmine in Piazza Rinaldi si inserisce nel più ampio contesto della tutela dei luoghi simbolo della città, tema più volte affrontato anche in altri approfondimenti dedicati alla valorizzazione del patrimonio locale e alla memoria collettiva pubblicati su Notizie Plus, come negli articoli dedicati alla vita istituzionale del Comune e alle iniziative culturali nel centro storico.
Oggi, la Madonna del Carmine torna a essere non solo un punto di riferimento spirituale, ma anche un simbolo concreto di continuità tra passato e presente, tra istituzioni e cittadini, tra memoria privata e storia pubblica. Una storia tutta trevigiana che, grazie alla trasparenza e alla collaborazione tra Comune e P.I.M.E., continua a parlare alla comunità.














