Moda e Costruzioni, settori delusi dalla mancata riapertura

Moda e Costruzioni, settori delusi dalla mancata riapertura

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soldi bruciati

“La delusione degli artigiani dei settori moda e costruzioni è tanta. Inutile dire che fino all'ultimo speravano in un via libera alla ripresa già dalla prossima settimana. Così invece dovranno fare i conti con i danni di altre due settimane di stop”. Il Presidente della CNA del Veneto Alessandro Conte non nasconde lo scoramento che si registra tra gli artigiani a poche ore dal commento pubblicato su Facebook con il quale il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte chiude a ogni possibilità di riapertura prima del 4 maggio. Una tegola per oltre 27mila imprese del Veneto se si sommano quelle attive nei due settori: edile (se ne contano 17mila 649) e della moda (9mila e 500)*. “Se si considera che in base alla nostra indagine circa due imprese su tre, già due settimane fa, dichiaravano problemi di liquidità non è difficile immaginare che, senza possibilità di lavorare e senza soldi a disposizione per pagare le tasse e pianificare la ripartenza, alcune di loro chiuderanno per sempre. E' chiaro quindi - chiude Conte - che per evitare il disastro il Governo dovrà intervenire con decisione nel prossimo decreto di aprile tramite un'ulteriore iniezione di liquidità e misure strutturali per la ripartenza”.

Il peso delle imprese di Moda e Costruzioni in Veneto

Si stima che le imprese artigiane operanti in Veneto nel comparto delle costruzioni siano oltre l’80 per cento del totale. A livello medio nazionale l'incidenza è leggermente minore: 71 per cento. Le realtà con dipendenti in Veneto rappresentano circa il 30,3%*. La filiera della moda conta invece 9mila e 500 unità produttive (17,6% del totale nazionale) e 7mila 626 unità attive nella distribuzione. Il fatturato ammonta a 18 miliardi di euro. Le attività del sistema impiegano quasi 100mila addetti ed esportano per un valore di oltre 9 miliardi di euro.

“I datispiega il segretario Matteo Ribon - ci dicono che nel 2019 il Pil del Veneto era cresciuto dello 0,6%, grazie ad una ripresa dell’export, di una maggiore stabilità della domanda interna e dei consumi delle famiglie. Purtroppo il dato dell'ultimo mese ha fatto registrare un crollo verticale della produzione interna lorda delle imprese artigiane della Regione con una perdita del 4,4 per cento. Un dato comprensivo anche dei due settori presi in considerazione e che dopo le difficoltà derivanti dalla crisi economica del 2008 erano riusciti con fatica a rialzare la testa. L'edilizia per esempio nel 2018 aveva fatto registrare un aumento del 2,1 per cento di investimenti reali e fatto stimare una crescita positiva per tutto il triennio (ndr. 2018 – 2020)”.

Per far fronte alle difficoltà di questi mesi secondo l'indagine della CNA del Veneto l'82 per cento ha fatto ricorso all cassa integrazione, mentre un ulteriore 16% pensa di farne ricorso a breve. Il 50% ha messo in ferie tutti o parte dei dipendenti, mentre il 10% ha attivato lo smart working ed il 14% lo farà a breve. “Oltre al rifinanziamento degli ammortizzatori sociali bisognerà ragionare con azioni più strutturate in grado di supportare le imprese ad affrontare le problematiche dei prossimi mesi”chiude.

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