La premenopausa è quel periodo nella vita di una donna che anticipa la fase della menopausa vera e propria, ovvero la fine della fertilità e la scomparsa del ciclo mestruale.
Gradualmente, gli ormoni sessuali femminili prodotti dall’organismo subiscono un calo: in particolar modo, la riduzione di estrogeni e progestinici determina la comparsa di una molteplicità di sintomi.
Durante la premenopausa, dunque, le ovaie iniziano a produrre meno estrogeni e si verifica un rallentamento progressivo dell’attività riguardante gli organi riproduttivi femminili: tale fenomeno inizia tra i 40 e i 50 anni di età in media, ma in alcuni casi si può manifestare anche dopo i 35 anni.
Premenopausa: i sintomi
I sintomi e i disturbi di fatto variano da soggetto a soggetto. Tuttavia, la sintomatologia più comune comporta perlopiù:
- ciclo mestruale irregolare e casi di spotting,
- vampate di calore,
- disturbi del sonno,
- aumento di peso,
- sudorazione notturna,
- depressione,
- calo del desiderio sessuale,
- secchezza vaginale,
- dolori durante i rapporti sessuali,
- incontinenza urinaria,
- irritabilità,
- sbalzi di umore,
- ansia,
- stress cronico,
- dolore al seno,
- emicrania,
- stanchezza cronica
- secchezza della pelle.
Tuttavia, è importante ricordare che durante la premenopausa il corpo della donna continua, comunque, a secernere gli ormoni sessuali.
Terapie e rimedi naturali
In presenza di sintomi lievi si può ricorrere a buone abitudini e a rimedi naturali che possono aiutare l’organismo ad affrontare al meglio il cambiamento ormonale.
Un primo consiglio è quello di seguire una dieta sana: via libera, dunque, a frutta e verdura e ad alimenti ricchi di calcio, vitamina D, fibre e antiossidanti. Di contro, vanno evitati, invece, cibi ricchi di grassi, zuccheri e fritti.
Inoltre, è importante praticare con regolarità l’attività fisica: restare attivi, infatti, aiuta a contrastare i sintomi e a mantenere il peso forma, rafforzando ossa e muscoli.
Tuttavia, in alcuni casi il medico potrebbe prescrivere degli integratori a base di vitamine e sali minerali, l’assunzione di alcuni farmaci (come, ad esempio, la pillola anticoncezionale a basso dosaggio di estrogeni) o delle iniezioni di progesterone.















