vigneti irrigazione di soccorso Veneto orientale Prosecco DOC

Siccità nei vigneti della Marca trevigiana: l’estate appena trascorsa ha messo a dura prova le imprese agricole del Veneto orientale. Poche precipitazioni, temperature elevate e forte evapotraspirazione hanno creato condizioni difficili per le viti. In alcune aree, inoltre, si è aggiunta una ridotta disponibilità di acqua dolce.

A fare il bilancio della stagione è Franco Passador, presidente e amministratore delegato di Vivo Cantine. La cooperativa riunisce 2mila soci conferitori e gestisce oltre 6mila ettari vitati distribuiti in due regioni e cinque province. La sede legale si trova a Salgareda.

Come è stata gestita l’emergenza

«Non abbiamo sconfitto la siccità: abbiamo impedito che diventasse una crisi generalizzata». È questa la sintesi scelta da Passador per descrivere una stagione nella quale la gestione tempestiva ha avuto un ruolo decisivo.

Secondo il presidente di Vivo Cantine, l’obiettivo non è stato cancellare gli effetti dello stress idrico, ma contenerli. Per riuscirci, la cooperativa ha puntato sulla tempestività delle decisioni, sul monitoraggio ravvicinato degli appezzamenti e sull’assistenza tecnica ai soci.

La strategia ha previsto anche una gestione differenziata dei vigneti. Dove l’acqua era disponibile, l’irrigazione di soccorso è stata utilizzata in modo selettivo. La priorità è andata ai vigneti più vulnerabili e alle fasi considerate più sensibili.

Parallelamente, gli interventi hanno riguardato la gestione della chioma, del cotico e del carico produttivo. L’approccio, quindi, non è stato uguale per tutti gli appezzamenti, ma calibrato sulle diverse condizioni dei vigneti.

Vigneti, danni da siccità contenuti ma non cancellati

La gestione dell’emergenza non ha eliminato completamente le conseguenze della stagione. In alcune zone, infatti, lo stress idrico ha inciso sulle rese e sul peso delle uve.

Nonostante questo, la situazione non si è trasformata in una crisi generalizzata. Nella maggior parte dei vigneti è stato possibile arrivare alla raccolta preservando lo stato sanitario delle uve e il loro potenziale qualitativo.

Per Passador, il risultato dimostra l’importanza del coordinamento e della conoscenza del territorio. La tempestività delle decisioni ha permesso di intervenire dove la necessità era maggiore, evitando di applicare automaticamente le stesse soluzioni a tutti gli appezzamenti.

La stagione ha quindi offerto un’indicazione precisa: di fronte a eventi estremi, la capacità di adattare gli interventi alle caratteristiche del vigneto può ridurre sensibilmente l’impatto delle condizioni climatiche difficili.

Siccità nei vigneti, la strategia per il futuro

Guardando alle prossime stagioni, Passador ritiene necessario superare una logica basata esclusivamente sulla gestione dell’emergenza. Se condizioni simili dovessero ripetersi, non sarebbe sufficiente irrigare di più.

Nel Veneto orientale, infatti, l’acqua può risultare contemporaneamente scarsa e, nelle aree più vicine alla costa, esposta al rischio di salinizzazione. Per questo la prospettiva indicata da Passador è quella di una strategia preventiva.

Il primo passo consiste nel conoscere la vulnerabilità di ogni vigneto. Tra gli elementi da considerare ci sono il tipo e la profondità del suolo, la capacità di trattenere acqua, lo sviluppo radicale, l’età dell’impianto, il portinnesto, la disponibilità irrigua e il rischio di salinità.

Su questa base diventa possibile costruire un monitoraggio condiviso e stabilire quando intervenire, dove farlo e con quale intensità.

Siccità: irrigazione di soccorso e investimenti

Il secondo livello della strategia riguarda gli investimenti. L’obiettivo è rendere più efficiente la gestione dell’acqua attraverso sistemi di irrigazione di soccorso più efficienti, reti meglio controllate e una riduzione delle perdite.

Passador indica inoltre la possibilità di realizzare accumuli aziendali o interaziendali, quando sostenibili e autorizzabili. Un altro elemento riguarda il coordinamento con il Consorzio di Bonifica, considerato parte di una gestione più organizzata della risorsa idrica.

La prevenzione, tuttavia, non riguarda soltanto le infrastrutture. Anche il vigneto dovrà adattarsi alle condizioni del sito.

Tra gli interventi indicati figurano il miglioramento della struttura e della sostanza organica del suolo, una maggiore capacità di infiltrazione e un più efficace approfondimento radicale. Anche la gestione del cotico e della chioma dovrà diventare più adattiva.

Nei rinnovi degli impianti, inoltre, la scelta di portinnesti, materiali vegetali e forme di allevamento dovrà risultare coerente con le caratteristiche specifiche del luogo.

Siccità, Prosecco DOC, cosa prevede il disciplinare

Un passaggio riguarda infine le regole del Prosecco DOC. Passador ricorda che il disciplinare consente l’irrigazione di soccorso, mentre vieta le pratiche di forzatura.

La distinzione è importante perché gli interventi devono puntare alla salvaguardia della vite e della qualità. Non si tratta, quindi, di utilizzare l’acqua per massimizzare indiscriminatamente la produzione.

In questo quadro, la gestione della risorsa idrica assume un valore strategico. L’intervento deve essere mirato e legato alle effettive necessità della pianta e del vigneto.

Vivo Cantine e la resilienza dei vigneti

Per Passador, la cantina sociale può svolgere un ruolo di regia nel percorso di adattamento. Dati condivisi, assistenza tecnica, parcelle pilota, servizi comuni e investimenti collettivi possono diventare strumenti per costruire una risposta coordinata.

La resilienza, secondo il presidente e amministratore delegato di Vivo Cantine, non nasce quindi da una singola tecnica. Serve invece un sistema nel quale conoscenza, monitoraggio, infrastrutture e scelte agronomiche lavorino insieme.

L’esperienza dell’estate appena trascorsa rappresenta così un banco di prova. Gli interventi adottati hanno permesso di contenere gli effetti sulle uve, ma la prospettiva futura richiede una preparazione maggiore.

La sfida indicata da Passador è chiara: «In questa annata abbiamo gestito l’emergenza. La sfida dei prossimi anni è non doverla affrontare ogni volta come un’emergenza: dobbiamo progettare la resilienza del vigneto». La siccità, dunque, non viene considerata soltanto come un problema da affrontare quando arriva, ma come una condizione rispetto alla quale preparare in anticipo il sistema viticolo.