CIA Agricoltori Italiani Prosecco DOC ISMEA viticoltura

Il Sistema Prosecco guarda al futuro con una strategia condivisa mentre gran parte del settore vitivinicolo italiano affronta quello che gli esperti definiscono un vero e proprio “panico da vendemmia”. Dal convegno organizzato da CIA Agricoltori Italiani Treviso all’Enoteca Veneta del Campus Cerletti di Conegliano è emersa una visione chiara: il successo internazionale del Prosecco deve trasformarsi in una crescita stabile e duratura, capace di garantire redditività alle aziende agricole e valore all’intera filiera.

L’incontro, moderato dal giornalista e wine expert Giulio Somma, ha evidenziato il contrasto tra le difficoltà che interessano molte aree vitivinicole italiane e la capacità del Nord-Est di affrontare la nuova vendemmia con una prospettiva diversa. In questo contesto il Sistema Prosecco viene considerato un modello organizzativo che mette al centro qualità, pianificazione e distribuzione del valore.

Sistema Prosecco: i dati ISMEA confermano la forza del Nord-Est

Le analisi illustrate da Tiziana Sarnari di ISMEA mostrano un mercato mondiale del vino in trasformazione. Sebbene l’Italia mantenga la leadership nella produzione e nell’export, i consumi globali sono diminuiti dell’8% nell’ultimo decennio.

Il Nord-Est continua però a distinguersi. Con appena il 22% della superficie vitata nazionale genera il 54% del valore delle Indicazioni Geografiche imbottigliate italiane. Inoltre il Veneto, se fosse uno Stato indipendente, occuperebbe il quinto posto mondiale per produzione vinicola, davanti anche all’Australia. La crescita della Glera, aumentata di oltre il 300% negli ultimi vent’anni, rappresenta uno dei principali motori dello sviluppo degli spumanti italiani sui mercati internazionali.

Sistema Prosecco: redditività e sostenibilità al centro del dibattito

Uno dei temi principali affrontati durante il convegno riguarda la sostenibilità economica delle aziende agricole.

Il presidente di CIA Treviso, Salvatore Feletti, ha evidenziato come il valore riconosciuto dal mercato debba tradursi in una reale redditività per i viticoltori. Per questo ha proposto a ISMEA la creazione di un osservatorio economico dedicato ai costi di produzione e ai margini delle imprese agricole, così da offrire dati concreti a supporto delle decisioni future dei Consorzi e delle organizzazioni di categoria.

Secondo Feletti, soltanto aziende economicamente solide potranno garantire il ricambio generazionale e incentivare i giovani a proseguire l’attività agricola.

I Consorzi chiedono una strategia comune per il futuro

Ampio spazio è stato dedicato al confronto tra i presidenti dei tre Consorzi di tutela.

Franco Adami, presidente del Consorzio di Tutela del vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco, ha ribadito che il principale rischio non è il mercato ma la gestione del successo raggiunto. Per questo ha richiamato la necessità di valorizzare le diverse identità delle denominazioni e di distribuire meglio il reddito lungo tutta la filiera. Tra le proposte figura una premialità destinata ai vigneti con pendenze superiori al 30%, considerati strategici per la tutela del paesaggio e della viticoltura eroica.

Michele Noal, presidente del Consorzio Vini Asolo Montello, ha invece sottolineato l’importanza della collaborazione tra i tre Consorzi, indicando nella sostenibilità condivisa e nell’enoturismo strumenti fondamentali per rafforzare il legame tra vino e territorio. Ha inoltre segnalato un’inversione positiva del mercato registrata a partire da aprile, che ha consentito di programmare nuove azioni commerciali sui mercati internazionali.

Anche Giancarlo Guidolin, presidente del Consorzio Prosecco DOC, ha rimarcato il ruolo dei Consorzi nel garantire equilibrio tra domanda e offerta, così da mantenere stabile il valore della produzione e assicurare una distribuzione equa della ricchezza generata dal comparto.

Mercati esteri e ristorazione tra le sfide del comparto

Nelle conclusioni del convegno il presidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, ha indicato Mercosur e India come nuovi mercati strategici per l’export italiano.

Parallelamente ha richiamato l’attenzione sul mercato interno, criticando i forti ricarichi applicati nella ristorazione che, secondo la sua analisi, rischiano di allontanare soprattutto i consumatori più giovani. Il messaggio finale è stato un invito all’unità, considerata la chiave per affrontare le sfide future senza attendere l’emergenza.

Il Sistema Prosecco esce così dal confronto di Conegliano con una direzione precisa: consolidare la collaborazione tra istituzioni, Consorzi e imprese per puntare su qualità, sostenibilità e redditività. In un mercato internazionale sempre più competitivo, il Sistema Prosecco punta infatti a costruire il proprio futuro attraverso una strategia comune capace di valorizzare il territorio e garantire prospettive concrete alle nuove generazioni.

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