Palpebre che si chiudono, voglia di appoggiare la testa sulla scrivania e dormire, difficoltà a rimanere concentrati, irritabilità, vuoti di memoria… la sonnolenza diurna è un disturbo frequente, che può essere occasionale o persistente.
Le cause di una sonnolenza eccessiva possono essere tante e diverse, dai problemi di digestione a vari disturbi che impediscono di riposare adeguatamente, passando per la sindrome premestruale e per gli effetti collaterali di alcuni farmaci.
Esclusi disturbi dell’umore e problemi fisici, può anche essere colpa di quelle abitudini scorrette che si riflettono sul riposo.
Sonnolenza diurna: un problema comune
La sonnolenza diurna è un problema piuttosto frequente: raramente, infatti, si riesce a rispettare il fabbisogno naturale di sonno. E questo, almeno in parte, dipende dal fatto che l’organizzazione del lavoro e della vita impone un ritmo di sonno ridotto.
Tra le conseguenze ci sono cali prestazionali durante il giorno, soprattutto nelle ore pomeridiane in cui è più facile avere difficoltà nelle attività cognitive. Tuttavia, alcune persone hanno le loro massime prestazionali la sera, mentre altri individui sono più mattinieri.
Buone e cattive abitudini
Alcune cattive abitudini (anche involontarie) tendono a peggiorare la qualità del riposo: ad esempio, optare per pasti troppo abbondanti la sera, assumendo anche tè, caffè, cibi energizzanti o cioccolato. Inoltre, anche bere troppi liquidi prima di dormire espone al rischio di alzarsi nel mezzo della notte e non riprendere sonno.
Di contro, l’attività fisica e sportiva ha un effetto positivo sul riposo (se adeguatamente distanziata dalle ore serali), così come assumere tisane rilassanti.















