A seguito dell’ordinanza emessa dal GIP di Venezia, la Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Venezia ha delegato il Commissariato di P.S. di Chioggia all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di tre soggetti residenti a Chioggia, a vario titolo coinvolte in attività di spaccio e detenzione di stupefacenti.

In particolare, è stata disposta la custodia cautelare in carcere nei confronti di P.M., chioggiotto del 1974 e l’applicazione delle misure cautelari dell’obbligo di dimora nei confronti di P.D., nato a Chioggia nel 1969) e Z.R., chioggiotto del 1963).

Le tre misure sono state eseguite nella mattinata odierna ad opera degli uomini del Commissariato di Chioggia e della Squadra Mobile di Venezia, con l’ausilio della Squadra Cinofili della Questura di Padova.  

Complesse e laboriose le fasi che hanno condotto al patrimonio probatorio nei confronti degli indagati. 

Già nel marzo 2018, nel corso di attività di iniziativa, gli investigatori del Commissariato di P.S. di Chioggia avevano tratto in arresto prima F.D., e, poi, B.M., perché trovati in possesso, rispettivamente, di 1.169,75 gr. di marijuana e di 500,55 gr. di hashish (il primo) e di 3.628 gr di hashish e 198 gr di marijuana (il secondo).

In quell’occasione diversi elementi avevano indotto i poliziotti a ritenere che in realtà il vero fornitore della sostanza stupefacente sequestrata a F.D. e B.M. fosse l’odierno indagato, P.M.

Come autorizzato dalla Procura della Repubblica di Venezia, gli agenti del Commissariato di P.S. di Chioggia hanno svolto un’attività di intercettazione telefonica, riuscendo così a ricostruire le trame di un’articolata filiera di spaccio di sostanze stupefacenti, che vedeva in P.M. il capo indiscusso, soggetto peraltro noto agli agenti del Commissariato, che lo avevano arrestato nel 2007 nel corso dell’’operazione “Pesca Grossa”.

Le misure di oggi chiudono il cerchio delle indagini, che peraltro si legano ad un’attività portata in essere nel mese di gennaio 2019, con due perquisizioni locali eseguite in due abitazioni a disposizione di un altro soggetto, V.A, chioggiotto del 1949, a seguito delle quali erano stati sequestrati 4.619,40 gr. di marijuana e 3941 gr di hashish, quantitativo interamente riferibile a P.M. V.A. nell’occasione era stato arrestato, sottoposto agli arresti domiciliari ed infine condannato in primo grado (in sede di giudizio abbreviato) alla pena di 2 anni e 6 mesi di reclusione, e 9000€ di multa.