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Transizione energetica al centro del confronto sul Disegno di legge regionale dedicato alle fonti rinnovabili. Cia Veneto prende posizione e sostiene il percorso avviato dall’amministrazione regionale, chiedendo però regole più semplici per gli imprenditori agricoli e criteri precisi per tutelare la produzione agricola.

“Siamo profondamente convinti che le energie rinnovabili siano strategiche per rispondere al sempre maggiore fabbisogno”, sottolinea il presidente di Cia Veneto, Giorgio Puppin. L’associazione ha inoltre presentato osservazioni specifiche al Disegno di legge regionale attualmente al centro della discussione.

Transizione energetica, Cia Veneto chiede meno burocrazia

La proposta principale riguarda i piccoli impianti agrivoltaici fino a 0,2 Megawatt realizzati direttamente dagli imprenditori agricoli all’interno della propria azienda. Per Cia Veneto serve una generale semplificazione delle procedure.

Il principio indicato da Puppin è chiaro: “Il principio che deve regolare la norma è la sburocratizzazione”. L’obiettivo, quindi, è rendere più agevole la realizzazione degli impianti senza perdere di vista la continuità dell’attività agricola.

Il tema si inserisce nel più ampio percorso regionale sulle fonti rinnovabili e sulla definizione delle aree idonee. La Regione Veneto ha presentato il Disegno di legge proprio con l’obiettivo di accompagnare la produzione di energia rinnovabile attraverso criteri localizzativi e procedure autorizzative più definite.

Agrivoltaico, la soglia dell’80% resta centrale

Cia Veneto condivide inoltre il principio secondo cui gli impianti agrivoltaici devono garantire il mantenimento di almeno l’80% della produzione lorda vendibile. La soglia viene considerata essenziale per assicurare la permanenza di una reale attività agricola.

Tuttavia, l’associazione chiede che il successivo provvedimento attuativo della Giunta regionale stabilisca con precisione come verificare la produzione lorda vendibile. Servono, in particolare, modalità di controllo definite e indicazioni sulle conseguenze di un eventuale mancato raggiungimento della soglia.

La richiesta punta quindi a rendere più chiaro il rapporto tra produzione energetica e attività agricola. L’agrivoltaico, nella visione espressa da Cia Veneto, deve continuare a mantenere una funzione agricola concreta e verificabile.

Fotovoltaico agricolo, Cia Veneto propone una deroga al limite del 2%

Un altro punto riguarda il limite del 2% della SAU, la Superficie agricola utilizzata, oltre il quale non sarebbe possibile prevedere nuovi impianti.

Cia Veneto propone che questo limite possa essere superato quando si tratta di strutture fotovoltaiche con potenza nominale pari o inferiore a 0,2 Megawatt realizzate direttamente dagli imprenditori agricoli.

La proposta mantiene quindi il focus sui piccoli impianti realizzati dalle aziende agricole. In questo modo, secondo la posizione dell’associazione, la produzione energetica può integrarsi con l’attività dell’impresa senza trasformare la semplificazione in un criterio generalizzato.

La disciplina regionale già dedica particolare attenzione alla tutela del suolo agricolo e alla localizzazione degli impianti fotovoltaici.

Aree idonee, il nodo dello 0,8% della SAU

Cia Veneto interviene anche sulla quota di superfici agricole qualificabili come aree idonee per gli impianti destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

La proposta è che queste superfici non superino lo 0,8% della SAU. Nella stessa percentuale dovrebbero rientrare anche le superfici occupate dagli impianti di accumulo elettrochimico, sia quelli coubicati sia quelli connessi agli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Il tema della SAU rappresenta uno dei punti centrali del Disegno di legge regionale. La proposta approvata dalla Giunta del Veneto prevede infatti limiti alla destinazione delle aree agricole ai nuovi impianti e un sistema di monitoraggio della superficie agricola utilizzata.

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Transizione energetica, ora il confronto con la Regione

La posizione di Cia Veneto non chiude il confronto, ma rilancia il dialogo istituzionale. L’associazione si dice infatti disponibile a nuovi momenti di condivisione e di approfondimento tecnico con la Regione.

“Restiamo aperti al dialogo”, conclude Puppin, indicando nella collaborazione tra istituzioni e rappresentanza agricola un passaggio importante per definire le regole del settore.

Il confronto sul Disegno di legge regionale si concentra dunque sull’equilibrio tra sviluppo delle fonti rinnovabili, semplificazione delle procedure e tutela della produzione agricola. Per Cia Veneto, la transizione energetica può proseguire, ma deve accompagnarsi a norme chiare, controlli definiti e una particolare attenzione alle aziende agricole.

Il Disegno di legge regionale sulle aree idonee alle rinnovabili