Una serata per incontrarsi, conoscersi e alimentare quel legame con il territorio che rappresenta uno dei punti fermi del progetto societario. L’Umana Reyer ha ricevuto l’abbraccio dei propri tifosi in Piazza Ferretto, trasformata per alcune ore nel cuore orogranata di Mestre. Giocatori, giocatrici, bambini e appassionati hanno animato la terza tappa della Reyer City League 2026, regalando alla società il primo grande bagno di folla della nuova stagione.
L’appuntamento ha assunto un significato particolare dopo quanto accaduto a Falcade. Il maltempo e i danni alla struttura adiacente al palazzetto avevano infatti costretto la società a trasferire al Taliercio l’amichevole contro Cividale e ad annullare il Reyer Village previsto nella località dolomitica. Proprio l’evento dedicato ai tifosi è stato quindi recuperato in Piazza Ferretto.
Umana Reyer, l’abbraccio dei tifosi nel cuore di Mestre
Il pubblico ha risposto con entusiasmo. Piazza Ferretto si è riempita soprattutto di famiglie e giovanissimi, attratti dalla possibilità di incontrare da vicino i protagonisti della nuova stagione.
Il Reyer Village ha offerto giochi, canestri dedicati al minibasket e attività per i più piccoli. Parallelamente, sul campo allestito in piazza sono andate in scena le sfide della Reyer City League e il torneo individuale 1vs1. La società aveva organizzato anche musica e intrattenimento, trasformando l’appuntamento in una festa aperta alla città.
La manifestazione nasce proprio con l’obiettivo di portare il basket fuori dai palazzetti. L’edizione 2026 prevede cinque tappe di qualificazione tra Jesolo, Padova, Mestre, Bassano del Grappa e Mirano, prima della finalissima nel centro storico di Venezia.
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Spahija ritrova Olinde, attesi gli ultimi rientri
A catturare l’attenzione è stata soprattutto la formazione maschile di coach Neven Spahija, ormai vicina a ricomporsi dopo le assenze dovute agli impegni con le Nazionali.
In Piazza Ferretto si è visto anche Louis Olinde, arrivato a Venezia dopo l’esperienza con la Germania. L’ala tedesca rappresenta uno dei nuovi innesti della Reyer 2026/27 e completa un roster costruito per affrontare Serie A ed EuroCup.
Amedeo Tessitori e Leonardo Candi, impegnati con l’Italia, hanno invece raggiunto successivamente il Taliercio. All’appello mancava anche Kyle Wiltjer, atteso di ritorno dal Canada.
Proprio Wiltjer rappresenta uno dei punti di continuità della nuova squadra: quella appena iniziata sarà la sua quarta stagione consecutiva in orogranata.
Enoch Boakye conquista subito i piccoli tifosi
Tra autografi, fotografie e selfie, Piazza Ferretto ha permesso ai nuovi arrivati di prendere confidenza anche con il calore del pubblico veneziano.
Uno dei più ricercati è stato Enoch Boakye. Il centro canadese classe 2003, alto 211 centimetri, non è certamente passato inosservato soprattutto agli occhi dei bambini, impressionati dalle sue dimensioni.
Boakye arriva alla Reyer dopo aver disputato la stagione 2025/26 tra SC Derby Podgorica e Spirou Charleroi. In Belgio ha prodotto 10,6 punti e 7,4 rimbalzi di media, tirando con il 70,1% da due.
Accanto ai nuovi volti non è mancato l’affetto per chi conosce già molto bene l’ambiente. Jordan Parks è stato infatti un altro dei giocatori maggiormente cercati dai sostenitori per fotografie e autografi.
Reyer femminile a ranghi ridotti per gli impegni internazionali
Più ridotta la rappresentanza della prima squadra femminile. Numerose giocatrici sono infatti impegnate con le rispettive Nazionali, mentre a Mestre era presente il gruppo disponibile in questa fase della preparazione.
Una situazione particolare che accompagna l’avvio della preseason femminile e che costringerà lo staff a lavorare inizialmente con un organico incompleto.
Nonostante le assenze, la presenza delle giocatrici in Piazza Ferretto ha permesso di riunire simbolicamente le diverse anime della società. Alla festa hanno partecipato infatti le prime squadre maschile e femminile e il basket unificato.
Casarin: «Vogliamo essere la squadra di un intero territorio»
A spiegare il significato della serata è stato il presidente Federico Casarin, partendo proprio dalla festa saltata a Falcade.
«Ci dispiace non aver potuto festeggiare a Falcade e c’è grande rammarico perché negli anni si è sempre dimostrata una festa per noi e per tutti coloro che hanno la Reyer nel cuore».
Il pensiero è andato anche alle conseguenze del maltempo: «Speriamo che abbiano potuto risolvere i danni provocati dal maltempo, che è l’aspetto più importante».
Il trasferimento della festa a Mestre ha però consentito alla società di ribadire uno dei concetti alla base del proprio progetto.
«Siamo altrettanto contenti di poter festeggiare a Mestre come faremo in altre piazze. Il nostro obiettivo è quello di essere la squadra di un intero territorio».
«La nuova arena deve diventare la casa di tutti»
Casarin ha poi allargato lo sguardo al rapporto fra la Reyer e il territorio, collegandolo anche alle prospettive future.
«Non vogliamo essere legati alle nostre mura ma espanderci e creare i presupposti verso la nuova arena, che deve diventare la casa di tutti i tifosi del basket».
Un concetto che trova nella Reyer City League una delle sue espressioni più evidenti. Il progetto porta infatti il basket nelle piazze del Veneto e punta a coinvolgere anche chi normalmente non frequenta il palazzetto.
Il format, nato nel 2023, ha progressivamente ampliato la propria dimensione. Nel 2026 è stato inserito anche il torneo 1vs1, mentre trenta squadre partecipano al circuito itinerante.
Il progetto ha ottenuto anche un riconoscimento agli LBA Awards 2026, dove la Reyer City League ha raggiunto il terzo posto nella categoria Marketing Project of the Year.
Umana Reyer, Casarin fissa l’obiettivo: «Competitivi su ogni fronte»
Archiviata la prima parte della preparazione, l’attenzione si sposta progressivamente verso gli impegni ufficiali.
«I primi dieci giorni di preparazione sono in archivio e la nuova Reyer sta diventando squadra», ha spiegato Casarin.
Il presidente ha sottolineato la filosofia adottata dalla società, che coinvolge prima squadra maschile, femminile e settore giovanile. Condividere la fase iniziale della stagione serve, secondo Casarin, anche a costruire aggregazione e appartenenza.
Per la formazione di Spahija si avvicina uno dei primi appuntamenti importanti della stagione, la Supercoppa Italiana. L’ambizione dichiarata non cambia.
«Siamo soddisfatti di esserci e di iniziare una stagione importante nella quale vogliamo essere competitivi su ogni fronte».
Piazza Ferretto ha offerto così all’Umana Reyer qualcosa che va oltre una normale tappa della preparazione. L’abbraccio di Mestre ha mostrato ancora una volta l’obiettivo perseguito dalla società: costruire una squadra capace di rappresentare non soltanto Venezia, ma un territorio molto più ampio.















