Vaccini ancora troppo cari: il M5S presenta un’interrogazione

Vaccini ancora troppo cari: il M5S presenta un’interrogazione

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Ad oltre 4 mesi dall’entrata in vigore della Legge 31 Luglio 2017, n. 119, che ha convertito il Decreto Lorenzin sulle vaccinazioni obbligatorie, l’AIFA non ha ancora rinegoziato il prezzo dei vaccini. Per questo motivo, Paola Taverna del Movimento 5 Stelle ha depositato un’interrogazione parlamentare sull’operato dell’Agenzia Italiana del Farmaco, rea di non aver avviato una negoziazione – prevista dalla stessa Legge Lorenzin – che avrebbe verosimilmente consentito allo Stato di risparmiare parecchi soldi.

“Quali sono le ragioni che hanno portato alla mancata negoziazione di Aifa sul prezzo dei vaccini, prevista espressamente dalla legge sull’obbligo approvata lo scorso 31 luglio?” ha dichiarato la senatrice pentastellata “A distanza di circa quattro mesi dall’entrata in vigore della Legge sull’obbligatorietà dei vaccini non ci risulta che l’Aifa abbia avviato alcuna procedura di negoziazione per la fissazione dei prezzi dei vaccini. Se la mancata negoziazione sarà confermata, avrà causato un rilevante danno per le casse pubbliche, dal momento che la negoziazione produce una riduzione dei prezzi dei vaccini alla luce dell’incremento degli acquisti necessari per attuare la suddetta normativa”

6369a8908f012480d978085d1c513512-ktKD-U11011134134319xc-1024x576@LaStampa.itAlla luce di tutto ciò, la negligenza dell’Agenzia Italiana del Farmaco appare grave e intrascurabile. Si fa un gran parlare di riduzione degli sprechi e di taglio delle spese, ma le istituzioni pubbliche paiono proprio non sentirci da quest’orecchio: nemmeno quando rinegoziare un costo statale era non un’opzione, bensì un obbligo sancito dalla legge già ab origine, e cioè sin dal Decreto Legge proposto dal Ministro Lorenzin, firmato dal Presidente del Consiglio e controfirmato dal Presidente della Repubblica in giugno.

In sostanza, la rinegoziazione del prezzo dei vaccini era stata ritenuta necessaria per evitare che le aziende farmaceutiche potessero speculare sull’introduzione dell’obbligatorietà.

Come spiega la Taverna infatti, già nel 2016 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCOM) “aveva rilevato che, nell’ambito del mercato dei vaccini, vi sono forti carenze informative su costi e prezzi dei prodotti e che sarebbe necessaria una maggiore trasparenza informativa, a partire dalla più agevole disponibilità dei dati di aggiudicazione delle gare di appalto. L’obbligo di rinegoziazione inserito nella Legge 119 era proprio finalizzato a evitare possibile fenomeni speculativi da parte delle aziende farmaceutiche in occasione della notevole estensione del numero delle vaccinazioni obbligatorie. Governo e Ministro della Salute devono rendere conto di come stiano realmente le cose”.

Un altro profilo oscuro, insomma, che alimenta il caos intorno alla genesi e all'applicazione della Legge Lorenzin, come rilevato anche durante i molti convegni su questo tema (di cui trovate i resoconti su Saluteplus.eu).

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