Okereke in Venezia-Salernitana ©Andrea Pattaro/Vision

Oggi David Okereke, attaccante del Venezia FC, ha incontrato la stampa in videoconferenza. Queste le sue dichiarazioni.
Innanzitutto David, contro il Bologna sei risultato ancora una volta decisivo. a bocce ferme, che cosa puoi dire di quella partita?
“Secondo me era una partita non facile, però abbiamo gestito bene la situazione, nel senso che abbiamo saputo quando dovevamo difendere e quando invece bisognava attaccare; e poi, giocando da squadra tutti insieme, il risultato è sempre positivo”.
E’ vero che i tuoi compagni ti chiamano “Oke-rete”?
“No” (ride, ndr).
A che cosa devi questa tua esplosione esplosione, il fatto di aver trovato una certa continuità in campionato?
“Lo devo ai miei compagni, perché mi sostengono ogni settimana; anche quando mi sbaglio mi hanno sempre “mangiato l’orecchio” (ride, ndr), voglio dire che mi tengono sempre sulla corda. Ma ora, grazie a Dio, sto andando alla grande e spero che continuiamo così”.
Ti aspettavi quattro goal così pesanti ed ora ritrovarti a +6 sulla zona retrocessione? Inoltre, la tua esultanza, il gesto che fai dopo ogni goal, che significato ha?
“E’ rivolto ai miei amici, perché quando ero in Nigeria giocavamo sempre insieme, allora quando segnava qualcuno faceva quel gesto, e mi viene automatico ripeterlo. Per il resto, da quando sono arrivato lo sapevo già che, con questa squadra, avremmo potuto fare qualcosa di grande, poi sappiamo che abbiamo tanti giocatori che, come me, erano alla prima esperienza, e abbiamo bisogno di un po’ di tempo. Dobbiamo però rimanere con i piedi per terra e continuare a lavorare duramente”.
Mister Zanetti ha detto che neppure tu sai quanto saresti potuto migliorare. A che punto ti senti con la tua crescita?
“Penso che ognuno di noi abbia bisogno di qualcuno, di tirare fuori quello che abbiamo dentro. Come detto, i miei compagni mi stanno aiutando, insieme con il mister”.
Come ti trovi con il resto del gruppo? Soltanto 6 anni fa giocavi in Serie D con la Lavagnese…
“Quando siamo andati a giocare contro il Genoa era venuto il mio allenatore da Lavagna; è  stata un’emozione davvero forte. Con il gruppo mi trovo molto bene, è un bel gruppo di ragazzi. Inoltre va detto che avere la possibilità di arrivare dall’Africa a giocare contro le squadre così blasonate, che abbiamo sempre guardato solo in tv, è bellissimo, davvero un’emozione unica”.
Pensando ai goal che hai segnato finora: qual è quello che ti ha dato più soddisfazione e al tempo stesso qual è stato quello che non hai segnato e che ti è rimasto più difficile da digerire, perché magari hai pensato: “Dovevo assolutamente fare goal perché potevo chiudere la partita”?
“Sicuramente il goal che non sono riuscito a segnare a Sassuolo. Se lo avessi messo a segno, non finiva così sicuramente quella partita; però da lì abbiamo imparato alcune cose, innanzitutto ad avere maggiore concretezza davanti alla porta: anche in allenamento.  Quello che mi ha dato più soddisfazione? Tutti, perché le volte in cui abbiamo vinto per me è una cosa fondamentale, perché oltre alla soddisfazione personale, è più importante vincere, perché è brutto quando segni e alla fine però non porti a casa il risultato. Comunque quello contro la Roma è stato particolarmente bello, perché l’ho segnato davanti al nostro pubblico”.
Hai già individuato qualcuno dei difensori che incontrerai le prossime settimane? Inoltre, immaginiamo che abbiate avvertito l’entusiasmo della gente, del vostro pubblico. Quindi la squadra resta sempre con i piedi per terra, oppure state pensando anche magari di togliervi qualche altra soddisfazione?
“Se ricordate bene, dopo la partita contro la Fiorentina, che abbiamo vinto, abbiamo affrontato un periodo difficile, e sappiamo che se abbassiamo un po’ l’attenzione può succedere qualcosa di male. quindi ripeto: adesso rimaniamo sempre con i piedi per terra per ogni gara, che è una battaglia”.
Come si può “far male” all’ Inter?
“Non lo so, bisognerebbe chiederlo al mister”.
Hai mai fatto un pensiero alla Nazionale Nigeriana, in vista della prossima Coppa D’Africa?
“Certo, se la Nazionale mi chiamasse ci andrei volentieri, ma in realtà non mi dispiacerebbe affatto continuare quest’avventura con il Venezia”.